Epitrocleite

L’epitrocleite può colpire persone di qualsiasi età, ma è più frequente tra i 30 e i 50 anni. Scopri cause, sintomi, prevenzione, rimedi e come diagnosticarla
Redazione Kormed

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Redazione scientifica
Articolo revisionato dalla nostra redazione scientifica
28 Maggio 2026

    L’epitrocleite, nota anche come epicondilite mediale o “gomito del golfista”, è una condizione causata dal sovraccarico dei muscoli e dei tendini dell’avambraccio che controllano il polso e le dita. Si verifica quando queste strutture sono sottoposte a stress ripetitivo o intenso, in particolare durante attività che implicano movimenti di flessione e presa. Nel tempo, il sovraccarico può provocare microlesioni nei tendini, determinando dolore e infiammazione.

    L’epitrocleite si manifesta comunemente con un dolore sordo e progressivo lungo il lato interno del gomito. Questo può essere talvolta accompagnato da gonfiore o da sintomi legati all’irritazione del nervo ulnare, che possono irradiarsi fino al polso. Sebbene possa causare un significativo disagio e limitazioni nelle attività quotidiane, lavorative o sportive, nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione autolimitante. I sintomi rispondono bene a trattamenti conservativi, come la modifica delle attività, la fisioterapia personalizzata e altre terapie non chirurgiche mirate.

    Può colpire persone di qualsiasi età, ma è più frequente tra i 30 e i 50 anni.

    L’epitrocleite è causata da un sovraccarico dei muscoli e dei tendini dell’avambraccio che, nel tempo, può provocare microlesioni, determinando dolore e infiammazione.

    Quali sono le cause dell’epitrocleite?

    L’epitrocleite è causata principalmente da movimenti ripetitivi del polso e dell’avambraccio, come piegare, afferrare o ruotare oggetti. Queste sollecitazioni, soprattutto se prolungate nel tempo, provocano microlesioni nei tendini che collegano i muscoli dell’avambraccio al gomito, generando dolore e infiammazione. Le cause possono essere sia sportive sia lavorative: negli sport (come golf, sport con racchetta, sport di lancio o sollevamento pesi) sono frequenti i movimenti ripetuti di flessione e rotazione del polso, mentre nella vita lavorativa sono spesso coinvolte attività manuali intense e prolungate, uso di strumenti vibranti o sollevamento di carichi pesanti (edilizia, idraulica o falegnameria). In alcuni casi, la condizione può insorgere anche a seguito di un trauma diretto, come un urto o un colpo al gomito.

    Quali sono i fattori di rischio dell’epitrocleite?

    Alcune condizioni e abitudini aumentano la probabilità di sviluppare questa patologia, poiché riducono la capacità dei tessuti di sopportare lo stress e di recuperare adeguatamente, favorendo così la comparsa del disturbo. Tra i principali fattori di rischio vi sono:

    • esecuzione di movimenti ripetitivi per molte ore al giorno;
    • lavori fisicamente impegnativi o ad alta ripetitività;
    • uso di una presa forte e prolungata;
    • movimentazione frequente di carichi pesanti;
    • tecnica sportiva o lavorativa non corretta;
    • scarsa preparazione fisica;
    • ridotta flessibilità;
    • sovrappeso o obesità;
    • diabete di tipo 2;
    • tabagismo.

    Quali sono i sintomi dell’epitrocleite?

    L’epitrocleite interessa più spesso il braccio dominante, e di conseguenza qui si localizzano generalmente i sintomi, che includono:

    • dolore nella parte interna del gomito, che può estendersi all’avambraccio e al polso e irradiarsi lungo tutto il braccio; spesso è più intenso al mattino e in genere peggiora con determinati movimenti;
    • peggioramento del dolore durante i movimenti di presa o quando si chiude il pugno;
    • debolezza del polso e riduzione della forza della mano;
    • intorpidimento e formicolio della mano, soprattutto a livello delle dita (di solito l’anulare e il mignolo);
    • rigidità del gomito.

    Come si arriva alla diagnosi di epitrocleite?

    La diagnosi di epitrocleite è principalmente clinica e si basa su una combinazione di anamnesi ed esame obiettivo. Il/la medico/a raccoglie informazioni sui sintomi, in particolare sulla presenza di dolore nella parte interna del gomito, che può estendersi all’avambraccio e aumentare durante i movimenti di presa o flessione del polso, e di debolezza o formicolii, legati al coinvolgimento del nervo ulnare.

    Per confermare la diagnosi, possono essere utilizzati test come l’ecografia o la risonanza magnetica, utili per evidenziare eventuali alterazioni dei tendini, mentre le radiografie risultano spesso normali. È inoltre importante escludere altre condizioni con sintomi simili, come radicolopatie cervicali, sindrome del tunnel cubitale, lesioni legamentose o altre patologie del gomito.

    l’epitrocleite

    Come si previene l’epitrocleite?

    Prevenire l’epitrocleite è possibile adottando per esempio alcune semplici misure.

    • Curare il riscaldamento di polso e avambraccio: prima dell’attività, dedicare qualche minuto a camminare o fare jogging leggero per attivare i muscoli. Successivamente, eseguire esercizi di stretching delicato per preparare polso e avambraccio.
    • Usare un’attrezzatura adeguata: scegliere strumenti proporzionati alle proprie caratteristiche. Per esempio, nel golf è consigliabile utilizzare mazze più leggere, mentre nel tennis è importante usare una racchetta con impugnatura e bilanciamento adeguati per ridurre il rischio di sovraccarico del gomito.
    • Rinforzare i muscoli: allenare spalle e avambracci con esercizi mirati e regolari; si possono utilizzare pesi leggeri o semplicemente stringere una pallina: anche esercizi semplici aiutano i muscoli ad assorbire meglio gli sforzi.
    • Migliorare la tecnica sportiva: indipendentemente dallo sport praticato, è utile farsi seguire da un istruttore per correggere eventuali errori tecnici ed evitare sovraccarichi.
    • Sollevare correttamente i pesi: mantenere il polso stabile durante il sollevamento per ridurre lo stress sul gomito e prestare attenzione all’ergonomia nei movimenti quotidiani.
    • Fare pause regolari: evitare il sovraccarico e imparare a riconoscere i segnali del proprio corpo; ai primi segni di dolore, è importante fermarsi.
    • Usare un tutore se necessario: durante il lavoro o attività ripetitive, un tutore può aiutare a ridurre lo stress sull’articolazione.
    • Smettere di fumare.

    Qual è il trattamento dell’epitrocleite?

    L’epitrocleite tende a risolversi spontaneamente; tuttavia, il recupero può richiedere diversi mesi, talvolta anche anni.

    Ci sono alcuni rimedi per l’epitrocleite che possono aiutare a ridurre il dolore e favorire la guarigione, dietro consiglio medico:

      • riposare il gomito e il polso tra un’attività e l’altra, oppure sospendere lo sport per almeno 4-6 settimane prima di riprendere attività che affaticano il braccio;
      • modificare o evitare, se possibile, l’attività che provoca dolore; è utile distribuire il carico sui muscoli più grandi della spalla e del braccio;
      • prestare attenzione alla forza utilizzata nella presa degli oggetti: usare la minima forza necessaria o aumentare la dimensione dell’impugnatura per ridurre lo stress sui tendini;
      • applicare ghiaccio sull’avambraccio per sfiammare e alleviare il dolore;
    • utilizzare, solo su prescrizione medica, farmaci antinfiammatori non steroidei o antidolorifici, sia per via orale sia per via topica;
    • eseguire esercizi di stretching e rinforzo per il polso e l’avambraccio;
    • indossare un tutore per l’avambraccio;
    • ricorrere al kinesio-taping;
    • seguire un percorso di fisioterapia.

    In caso di dolore persistente, l’epitrocleite può richiedere ulteriori trattamenti. Tra questi rientrano: massaggi per stimolare le terminazioni nervose e favorire la guarigione, terapia a onde d’urto ed elettrostimolazione nervosa transcutanea (TENS).

    Possono inoltre essere utilizzati trattamenti farmacologici, sempre sotto supervisione medica, come: cerotti topici a base di nitroglicerina, infiltrazioni di corticosteroidi, iniezioni di plasma ricco di piastrine, proloterapia e iniezioni di tossina botulinica.

    Oltre il 90% dei casi migliora con un trattamento conservativo. Se non si osservano miglioramenti dopo 6-12 mesi, il/la medico/a può prendere in considerazione un intervento chirurgico, anche se si tratta di un’opzione rara. Le principali procedure includono il debridement (rimozione del tessuto danneggiato) e la riparazione del tendine.

    La prognosi dell’epitrocleite è, nella maggior parte dei casi, favorevole. Tuttavia, possono verificarsi recidive, soprattutto in presenza di fattori di rischio non corretti o in caso di ripresa troppo precoce delle attività.

    L’epitrocleite tende a risolversi spontaneamente e, in oltre il 90% dei casi, i sintomi migliorano con un trattamento conservativo.

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