Lesioni ai legamenti di polso e mano
Le lesioni legamentose del polso e della mano rappresentano uno dei traumi più comuni a carico dell’arto superiore e possono interessare persone di tutte le età, specialmente in seguito a traumi o movimenti eccessivi. Coinvolgono i legamenti, fasci di tessuto connettivo che uniscono tra loro le ossa e garantiscono la stabilità delle articolazioni.
A livello del polso e della mano, queste lesioni possono interessare i legamenti del carpo oppure quelli delle articolazioni delle dita (metacarpo-falangee e interfalangee).
Dal punto di vista medico, queste lesioni vengono classificate in tre gradi di gravità, in base al livello di compromissione del legamento e ai conseguenti tempi di guarigione.
- Lesione di I grado (stiramento): la lesione è lieve, il legamento risulta solo leggermente allungato ma continua a garantire la stabilità dell’articolazione; si risolve generalmente in 2-3 settimane.
- Lesione di II grado (rottura parziale): il legamento è maggiormente danneggiato e parzialmente lesionato; richiede 4-8 settimane di guarigione e fisioterapia per il recupero funzionale.
- Lesione di III grado (rottura completa): il legamento è completamente strappato o separato dall’osso, determinando instabilità articolare; dopo un eventuale intervento chirurgico, è necessario un periodo di riabilitazione più lungo, con recupero completo in 3-6 mesi.
Le principali lesioni dei legamenti del polso comprendono lesioni intrinseche (tra le ossa del polso) ed estrinseche (tra il polso e l’avambraccio). Tra le lesioni intrinseche del polso si trovano quelle del legamento scafo-lunato (SL), la più frequente, e del legamento luno-triquetrale (LT), la seconda per frequenza. Sono più rare le lesioni che coinvolgono i legamenti capitolunato, triquetro-capitato e triquetro-uncinato. Tra le lesioni estrinseche del polso ci sono invece la lesione della fibrocartilagine triangolare (TFCC – Triangular Fibrocartilage Complex), quelle dei legamenti radio-carpici (dorsali e palmari), dei legamenti ulnocarpici e dei legamenti collaterali del carpo (radiale e ulnare).
Le principali lesioni ai legamenti della mano riguardano le articolazioni tra le ossa della mano e delle dita. La più frequente è la lesione del legamento collaterale ulnare del pollice (UCL), chiamata anche “pollice dello sciatore”, che si verifica quando il pollice viene piegato troppo di lato, come quando si cade con il bastone da sci in mano. Un tipo particolare e più grave di lesione del pollice è la lesione di Stener, in cui il legamento rotto rimane bloccato sopra un tendine (quello dell’adduttore del pollice) e non può guarire da solo, rendendo necessario un intervento chirurgico. Sono poi possibili anche lesioni dei legamenti delle altre dita e dei legamenti collaterali delle articolazioni interfalangee prossimali, spesso di origine sportiva o lavorativa. Infine, vi può essere una lesione della placca volare, che interessa la parte anteriore (palmare) di un’articolazione del dito, in genere quella centrale.
Le lesioni legamentose del polso e della mano possono interessare i legamenti del carpo oppure quelli delle articolazioni delle dita.
Quali sono le cause delle lesioni legamentose del polso e della mano?
Le lesioni ai legamenti del polso possono avere diverse cause.
Tra le principali vi sono:
- traumi diretti: cadute con la mano tesa, urti violenti durante l’attività sportiva o incidenti possono provocare stiramenti o rotture dei legamenti;
- movimenti ripetuti: sollecitazioni continue, dovute per esempio a gesti lavorativi o sportivi ripetitivi, possono indebolire progressivamente le strutture legamentose;
- torsioni eccessive: forzature improvvise dell’articolazione oltre il limite fisiologico possono causare una lesione;
- anomalie anatomiche: piccole instabilità articolari possono aumentare la probabilità di lesione o rottura;
- patologie: in alcuni casi, infezioni o malattie come l’artrite reumatoide e l’artrite psoriasica possono indebolire i legamenti e favorire l’insorgenza di una lesione.
Quali sono i sintomi delle lesioni legamentose del polso e della mano?
Le lesioni legamentose del polso e della mano possono variare per gravità e localizzazione, ma tutte compromettono la stabilità articolare e la funzionalità della mano. I principali sintomi associati a queste lesioni sono:
- dolore localizzato, spesso accentuato dai movimenti del polso o delle dita;
- gonfiore e, in alcuni casi, comparsa di ecchimosi;
- difficoltà o impossibilità a muovere correttamente l’articolazione;
- sensazione di instabilità o cedimento del polso;
- riduzione della forza nella presa.
In relazione al legamento colpito, i sintomi possono essere diversi.
Come si arriva alla diagnosi di lesioni legamentose del polso e della mano?
La diagnosi delle lesioni del polso e della mano viene effettuata durante una visita ortopedica, nel corso della quale il/la professionista esegue un esame fisico accurato e raccoglie l’anamnesi e informazioni sui sintomi e sulle circostanze dell’infortunio. L’esame clinico include la valutazione dei movimenti del polso e della mano, la palpazione per individuare eventuali aree di dolore o sensibilità, l’esecuzione di test di stabilità articolare e di forza della presa e l’osservazione di eventuali deformità, gonfiore o limitazioni funzionali.
Per confermare la diagnosi e valutare l’estensione della lesione, possono essere richiesti esami di imaging:
- radiografia standard: utile per individuare fratture o lussazioni, spesso associate a lesioni legamentose;
- radiografie sotto carico: consente di valutare la lassità articolare; talvolta è necessaria l’infiltrazione di un anestetico locale per facilitare l’esame;
- ecografia: consente una valutazione dinamica dell’integrità dei legamenti e del movimento articolare associato, utile per visualizzare anche eventuali versamenti o alterazioni funzionali;
- risonanza magnetica (RM) o tomografia computerizzata (TC): permettono di analizzare i tessuti molli del polso e della mano, fornendo una valutazione precisa dell’estensione e della gravità della lesione;
- risonanza magnetica (RM) con artrografia: particolarmente indicata per individuare lesioni intrinseche, come la rottura parziale di un legamento;
Come si prevengono le lesioni legamentose del polso e della mano?
La prevenzione delle lesioni legamentose del polso e della mano si basa su una combinazione di allenamento mirato, protezione e consapevolezza nei movimenti quotidiani e sportivi.
Tra le principali strategie ci sono:
- rinforzo muscolare e propriocettivo: esercizi regolari che migliorano la forza dei muscoli dell’avambraccio e la coordinazione dei movimenti aiutano a proteggere i legamenti, a stabilizzare il polso e a prevenire distorsioni o iperestensioni;
- riscaldamento e stretching: prima e dopo qualsiasi attività fisica, è importante preparare e rilassare i muscoli e le articolazioni per mantenere un’adeguata elasticità e ridurre la rigidità;
- concedere tempo al corpo per recuperare dopo l’allenamento;
- uso di protezioni adeguate: in sport come snowboard, skateboard, pattinaggio o mountain bike, l’utilizzo di polsiere o guanti protettivi può prevenire cadute traumatiche e torsioni eccessive;
- tecnica corretta nei movimenti: nei lavori manuali o negli sport che richiedono presa e spinta (come tennis o arrampicata), una tecnica corretta riduce il sovraccarico dei legamenti;
- evitare sforzi ripetitivi o prolungati: alternare le attività e fare pause aiuta a prevenire i danni causati dalle microsollecitazioni continue;
- attenzione alle cadute: imparare a cadere in modo sicuro, per esempio durante l’attività sportiva, può ridurre notevolmente il rischio di traumi da impatto diretto sul polso;
- ascoltare i segnali del corpo: non ignorare dolore, gonfiore o rigidità durante l’attività. In presenza di questi sintomi è opportuno sospendere l’esercizio, applicare ghiaccio per contenere il gonfiore, eventualmente utilizzare antinfiammatori o analgesici per il dolore previo consiglio medico e consultare un/una fisioterapista per una valutazione accurata.
Qual è il trattamento delle lesioni legamentose del polso e della mano?
Il trattamento delle lesioni legamentose del polso e della mano varia in base alla gravità e alla causa della lesione. In generale, l’obiettivo è ridurre dolore e infiammazione, favorire la guarigione dei tessuti e ripristinare la stabilità e la funzionalità articolare.
Nelle forme lievi, può essere sufficiente un trattamento conservativo basato su riposo, immobilizzazione temporanea con un tutore o bendaggio, applicazioni di ghiaccio per contenere il gonfiore e fisioterapia per il recupero funzionale. Quando il dolore o l’infiammazione sono significativi, il/la medico/a può prescrivere farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o, in casi selezionati, iniezioni di corticosteroidi nell’articolazione per un sollievo più rapido.
Le lesioni più gravi, come le rotture complete dei legamenti o le instabilità del polso, possono richiedere un intervento chirurgico. La chirurgia consiste nella riparazione o ricostruzione dei legamenti danneggiati, talvolta mediante artroscopia, una tecnica mini-invasiva che consente tempi di recupero più rapidi. Dopo l’intervento, la maggior parte delle persone guarisce completamente e può tornare alle normali attività una volta ristabilita la funzionalità dei legamenti. E’ fondamentale non accelerare i tempi di recupero e seguire un programma di riabilitazione personalizzato, che preveda esercizi progressivi per migliorare forza, mobilità e coordinazione: riprendere le attività fisiche troppo presto può infatti aumentare il rischio di nuove lesioni e compromettere la stabilità articolare.
La fisioterapia e la terapia occupazionale comprendono esercizi di mobilizzazione graduale, rinforzo muscolare e mobilizzazioni articolari mirate per ridurre rigidità e dolore.
La cura della lesione di Stener
La lesione di Stener non può essere trattata efficacemente con un tutore e richiede generalmente un intervento chirurgico che consiste nel reinserimento diretto del legamento, un approccio che consente una guarigione anatomica precisa, fondamentale per il pieno recupero della stabilità e della funzionalità del pollice. La fisioterapia riveste un ruolo essenziale nel percorso riabilitativo e il recupero funzionale completo si ottiene di solito entro 3-4 mesi, permettendo al/alla paziente di riprendere le attività quotidiane e sportive senza limitazioni.
Il trattamento delle lesioni legamentose del polso e della mano varia in base alla gravità e alla causa del danno. L’obiettivo principale è ridurre dolore e infiammazione e favorire la guarigione dei tessuti.
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Redazione Kormed
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