Esercizi per l’incontinenza urinaria: quali sono e come funzionano
L’incontinenza urinaria è un disturbo che può creare un enorme disagio, sia dal punto di vista emotivo e sociale sia dal mero punto di vista pratico. Eppure è una condizione tutt’altro che infrequente, e anzi piuttosto diffusa, soprattutto (ma non solo) nelle donne e nelle persone anziane. Varie condizioni, dalla gravidanza alla prostatectomia, possono causarne la comparsa.
A seconda del tipo specifico di incontinenza urinaria e delle sue cause, il trattamento può essere di diverso tipo. Ma c’è un approccio di prima linea, in particolare, che è spesso raccomandato: si tratta degli esercizi di Kegel per il rafforzamento dei muscoli del pavimento pelvico. Come funzionano?
Cosa sono gli esercizi di Kegel per l’incontinenza urinaria
Questo protocollo è stato descritto per la prima volta dal ginecologo statunitense Arnold Kegel negli anni ’50. Di base, consiste in contrazioni volontarie e ripetute dei muscoli del pavimento pelvico: in linea di principio, insomma, non è molto diverso dal sollevare ripetutamente un peso per allenare i muscoli delle braccia. La grossa differenza è che gli esercizi di Kegel non sono una ginnastica generica, ma una vera e propria terapia di prima linea per molti casi di incontinenza urinaria. Inoltre il loro scopo non è solo quello di rafforzare il muscolo, ma anche quello di riacquistare il controllo neuromuscolare degli sfinteri.
I muscoli del pavimento pelvico non solo non si vedono, ma spesso non siamo granché consapevoli della loro presenza. Eppure il loro ruolo nell’organismo è di primo piano: sostengono infatti vescica, uretra, retto e, nelle donne, utero e vagina. Oltre a fornire un supporto strutturale che mantiene gli organi nella posizione corretta, i muscoli del pavimento pelvico rappresentano un sistema attivo di chiusura uretrale. In altre parole, quando aumenta la pressione addominale (per esempio per uno sforzo, un colpo di tosse eccetera), il pavimento pelvico si contrae automaticamente per evitare perdite. Se indebolito, l’uretra non rimane chiusa e si verifica l’involontaria perdita di urina: è la cosiddetta incontinenza da sforzo o da stress, una delle forme più frequenti di incontinenza urinaria.
Questione di allenamento: gli esercizi pelvici per l’incontinenza urinaria
Da qui l’idea di base: esercitare i muscoli pelvici per il trattamento dell’incontinenza urinaria. Gli studi hanno ormai dimostrato chiaramente l’efficacia degli esercizi di Kegel: le ricerche, anche recenti, mostrano come i programmi strutturati portino a miglioramenti significativi in alte percentuali di persone con incontinenza. Le evidenze scientifiche sono particolarmente forti per le donne, per le quali rappresentano infatti uno standard terapeutico, mentre per gli uomini l’efficacia risulta più variabile (ma comunque non trascurabile) e sono infatti indicati in casi selezionati. In generale, gli esercizi di Kegel sono indicati soprattutto per l’incontinenza urinaria da sforzo. Inoltre sono molto utili per l’incontinenza post parto, che può interessare fino a un terzo circa delle neomamme, anche in ottica di prevenzione: durante la gravidanza, infatti, il corpo produce ormoni che lo preparano al parto ma che favoriscono allo stesso tempo un rilassamento dei tessuti connettivi – compresi quelli del pavimento pelvico. Iniziare gli esercizi di Kegel già in gravidanza, quindi, può essere utile per limitare il rischio di incontinenza.
Uno degli aspetti più importanti da tenere a mente quando si parla di esercizi di Kegel, comunque, è che non si tratta di un’attività fai-da-te: serve una figura specializzata di riferimento, in particolare il/la fisioterapista del pavimento pelvico, per capire come eseguirli correttamente, evitando di attivare invece i muscoli sbagliati. Ed eseguire male gli esercizi di Kegel non è solo inutile ma può anche essere controproducente, tanto da peggiorare i sintomi. Inoltre, come accennato, gli esercizi di Kegel sono di fatto un programma strutturato che, a seconda delle persone e della loro condizione, può prevedere la loro integrazione nelle attività quotidiane e l’abbinamento con altre forme di trattamento (per esempio l’uso di biofeedback, che utilizza sensori per rilevare e visualizzare su uno schermo l’attività muscolare del pavimento pelvico, aiutando a riconoscere e controllare meglio la contrazione).
Quali sono gli esercizi di Kegel per l’incontinenza urinaria?
In linea molto generale, comunque, è possibile descrivere a grandi linee lo schema di base degli esercizi di Kegel. Il punto di partenza è rappresentato dal riconoscimento dei muscoli esatti da contrarre, che poi sono quelli che si percepiscono quando si trattiene la minzione. Attenzione: trattenere la minzione non è affatto indicato, e una breve prova può essere utile solo occasionalmente per iniziare a individuare i muscoli pelvici.
Gli esercizi in sé prevedono poi una serie di contrazioni e rilasci della muscolatura, progredendo in modo graduale. Per esempio, si può iniziare con una contrazione di pochi secondi (fino a 5) seguita da una pausa di lunghezza equivalente, ripetendo l’esercizio per un certo numero di volte. Man mano si può allungare la durata delle contrazioni e delle sessioni giornaliere. Sempre in linea generale, inoltre, si può lavorare sia sulla forza sia sulla resistenza della muscolatura. Alla fin fine, un po’ come avviene per gli altri muscoli del corpo…
Ma quanto tempo ci vuole per rafforzare il pavimento pelvico?
La risposta è che ovviamente dipende: ogni caso e ogni persona sono diversi. A voler delineare un quadro generale, comunque, i primi miglioramenti si possono riscontrare nell’arco di 4-6 settimane, e ne servono tra le 8 e le 12 per i risultati clinici. Inoltre è di solito necessaria una fase di consolidamento, che dura mesi. Un altro aspetto che vale la pena considerare è che, come spesso avviene, prima si inizia e maggiore è l’efficacia.
Insomma: ci vogliono pazienza e un lavoro graduale, affiancato da figure specializzate che ci permettano di svolgerlo al meglio.