Disortografia

La disortografia è un disturbo specifico dell’apprendimento che interessa la scrittura e le norme linguistiche: scopri i sintomi e come si arriva alla diagnosi
Redazione Kormed

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Redazione scientifica
Articolo revisionato dalla nostra redazione scientifica
27 Marzo 2026

    Insieme a dislessia, disgrafia e discalculia, la disortografia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA), caratterizzato dalla difficoltà ad applicare le regole linguistiche e ortografiche. Dal punto di vista etimologico, il termine disortografia significa proprio “scrittura scorretta”. 

    Come le altre condizioni di questo gruppo, non è una patologia, quanto una condizione che dipende dallo sviluppo del sistema nervoso e origina nell’infanzia (si parla infatti di disturbi del neurosviluppo); non dipende comunque da limiti delle abilità cognitive generali né tantomeno dalla mancanza di volontà e impegno.

    Secondo i dati più recenti disponibili del Ministero dell’Istruzione, relativi agli anni dal 2019 al 2021, in Italia la disortografia interessa l’1,7% circa degli studenti delle scuole di I e II grado.

    Quali sono le cause della disortografia?

    Le cause della disortografia, così come degli altri disturbi specifici dell’apprendimento, non sono del tutto note. La comunità scientifica ritiene in generale che si tratti di condizioni multifattoriali, in cui entrano in gioco fattori sia genetici sia ambientali; alcuni studi hanno messo in luce differenze cerebrali nelle persone con DSA rispetto a coloro che non presentano queste condizioni, ma il ruolo di tali differenze non è comunque chiaro. È noto, in ogni caso, che queste condizioni non dipendono da deficit sensoriali, motori o di altra natura, ma emergono in modo intrinseco nello sviluppo del sistema nervoso.

    In linea generale, inoltre, vale la pena sottolineare come la disortografia (così come anche discalculia e disgrafia) sia stata finora molto meno indagata rispetto alla dislessia.

    Quali sono i sintomi della disortografia?

    La disortografia è in parte vicina alla disgrafia, perché riguarda le difficoltà di scrittura. Se la seconda però coinvolge in modo specifico la scrittura a mano, inficiando per esempio l’atto di tracciare le lettere o di rappresentarle, la disortografia è legata soprattutto a difficoltà linguistiche e nell’applicazione delle regole ortografiche, nonostante le abilità cognitive normali e l’istruzione adeguata. Può dunque manifestarsi per esempio con l’uso errato di accenti e apostrofi, delle doppie, o difficoltà con alcune associazioni di lettere (digrammi e trigrammi come gn, ch, gh eccetera). La disortografia presenta inoltre parallelismi con la dislessia e la disgrafia, perché può manifestarsi anche comunemente con scambi di lettere o loro omissioni. Poiché la disortografia è legata soprattutto alla scrittura, i sintomi si notano di solito quando il bambino inizia la scuola: per questa ragione, è molto importante che genitori e insegnanti li sappiano notare e interpretare correttamente, senza considerarli automaticamente come legati alla mancanza di attenzione o di impegno.

    In linea generale, d’altronde, è importante sottolineare che spesso i disturbi specifici dell’apprendimento si presentano in associazione tra loro o con altre neurodivergenze, come il disturbo dello spettro autistico o il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD)

    La disortografia è caratterizzata da difficoltà linguistiche e nell’applicazione delle regole ortografiche, presenti nonostante le abilità cognitive intatte e l’istruzione adeguata

    disortografia

    Come si arriva alla diagnosi di disortografia?

    La diagnosi di disortografia, così come quella di altri DSA, può essere formulata da un/a psicologo/a oppure da un/a neuropsichiatra infantile, e si basa su una valutazione e su test specifici che permettano di escludere altre possibili cause dei sintomi. Il/la pediatra può comunque essere una prima figura di riferimento per orientare i genitori.

    In generale, è importante che la diagnosi di disortografia sia formulata il prima possibile, così da poter mettere in atto strategie che minimizzino l’impatto della condizione nell’istruzione del bambino (tanto più se si considera che le richieste aumentano all’avanzare del percorso scolastico).

     

    Come si previene la disortografia?

    Purtroppo, non essendo note le cause della disortografia, non ci sono nemmeno strategie atte a prevenirla. È invece importante riuscire a riconoscere i sintomi in modo tempestivo, così da individuare strategie che ne consentano la gestione senza inficiare l’istruzione del bambino.

    Qual è il trattamento della disortografia?

    Non c’è un trattamento risolutivo per la disortografia (né in generale per i disturbi specifici dell’apprendimento): è però possibile e importante mettere in atto strategie che consentano di superare le difficoltà che la condizione causa. Il trattamento si basa quindi su strategie mirate e personalizzate che, a seconda dei sintomi e delle necessità della persona, possono prevedere per esempio l’uso di strumenti compensativi e di supporto. Solo per fare alcuni esempi, possono essere utili correttori automatici, dispositivi per la dettatura vocale, o anche tabelle e schemi di regole ortografiche. Inoltre, possono essere di aiuto misure come un maggior tempo per svolgere determinati compiti. In generale, è importante che tali strumenti siano messi a disposizione il prima possibile, sia ai fini dell’istruzione sia per minimizzare il disagio, anche psicologico, che disortografia e altri DSA possono causa.

    È importante sottolineare che in Italia la normativa prevede esplicitamente un piano didattico personalizzato per gli studenti con un DSA certificato, nel quale siano quindi eventualmente compresi questi strumenti, così da garantire a tutti un’adeguata istruzione. 

    È importante che la disortografia sia trattata in modo tempestivo per minimizzare i disagi psicologici e garantire un’adeguata istruzione

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