Cheratite

La cheratite è un’infiammazione della cornea, la membrana trasparente che ricopre la parte anteriore dell’occhio. Scopri i principali sintomi di questa condizione, le cause e le varie tipologie
Redazione Kormed

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Redazione scientifica
Articolo revisionato dalla nostra redazione scientifica
27 Marzo 2026

    La cheratite è un processo infiammatorio che interessa la cornea, la membrana trasparente a forma di cupola che copre la parte anteriore dell’occhio, responsabile della protezione delle strutture interne e della corretta trasmissione della luce verso la retina. Questa condizione si verifica quando cellule infiammatorie entrano nei diversi strati della cornea come risposta a uno stimolo dannoso, che può essere causato da infezioni oppure da fattori non infettivi, come reazioni autoimmuni o altre patologie.

    La cheratite viene generalmente classificata in base alla causa (come si vedrà nella sezione dedicata). In alcuni casi, però, la definizione si basa sull’aspetto delle lesioni o sulla sede dell’infiammazione nella cornea.

    • Cheratite puntata: è caratterizzata dalla presenza di piccole lesioni puntiformi sulla superficie della cornea; può essere associata a infezioni oculari, irritazioni della superficie oculare, sindrome dell’occhio secco, uso prolungato o scorretto delle lenti a contatto ed esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti.
    • Cheratite filamentosa: si distingue per la presenza di sottili filamenti mucosi che aderiscono alla superficie della cornea, provocando fastidio e sensazione di corpo estraneo nell’occhio; è spesso correlata alla sindrome dell’occhio secco e ad altre patologie della superficie oculare.
    • Cheratite nummulare: prende il nome dall’aspetto delle lesioni, che si presentano come piccole opacità rotonde, simili a monete, all’interno della cornea; può comparire in seguito ad alcune infezioni virali.
    • Cheratite marginale: in questa forma l’infiammazione interessa la porzione periferica della cornea, vicino al punto in cui la cornea incontra la sclera; è frequentemente associata alla blefarite cronica.
    • Cheratite interstiziale: è caratterizzata da un’infiammazione che coinvolge gli strati più profondi della cornea senza interessare direttamente la parte superficiale; può essere associata a infezioni o a malattie immunologiche e autoimmuni.

    La cheratite è una condizione abbastanza comune e, nella maggior parte dei casi, può essere curata con successo se diagnosticata e gestita tempestivamente. Tuttavia, in assenza di un trattamento adeguato, la malattia può evolvere e portare a conseguenze anche gravi, tra cui infiammazione cronica con formazione di cicatrici corneali, infezioni virali croniche o ricorrenti, sviluppo di ulcere corneali e riduzione temporanea o permanente della capacità visiva. Nei casi più gravi, può verificarsi una perdita completa della vista, fino alla cecità.

    La cheratite è una condizione comune che può essere trattata efficacemente; tuttavia, in assenza di cure adeguate, può portare a complicanze anche gravi.

    Quali sono le cause della cheratite?

    La cheratite può essere suddivisa in due categorie in base alla causa: cheratite infettiva (chiamata anche cheratite microbica) o in cheratite non infettiva.

    Cheratite infettiva: cause e tipologie

    Le cause della cheratite infettiva sono legate a microrganismi che colonizzano o infettano la cornea, soprattutto se questa è già danneggiata da traumi, lesioni o uso scorretto di lenti a contatto. I microrganismi responsabili sono batteri, virus, funghi e parassiti.

    • Cheratite batterica: è la forma più comune di cheratite infettiva ed è spesso collegata a un uso scorretto o prolungato delle lenti a contatto; i batteri possono infettare la cornea, soprattutto se l’occhio è già danneggiato..
    • Cheratite virale: i virus possono causare cheratiti acute o recidivanti; le principali forme sono la cheratite erpetica, dovuta a Herpes simplex virus (HSV) e a Herpes zoster virus (HZV) e la cheratite da adenovirus, che si manifesta come cheratocongiuntivite;
    • Cheratite fungina: i funghi possono infettare la cornea soprattutto in seguito a traumi con piante o a esposizione ad acqua contaminata; le infezioni possono essere causate sia da funghi filamentosi sia da lieviti come la Candida, con decorso spesso più lento rispetto alle infezioni batteriche.
    • Cheratite protozoaria (o cheratite amebica): è spesso associata all’uso di lenti a contatto o al contatto con acqua contaminata; la forma più nota è quella causata da Acanthamoeba (cheratite da acanthamoeba), particolarmente dolorosa e difficile da trattare, con un alto rischio di danni corneali permanenti.

    Cheratite non infettiva: cause e tipologie

    La cheratite non infettiva è causata da fattori che irritano o danneggiano la cornea senza il coinvolgimento di microrganismi.

    Tra le principali cause non infettive ci sono:

    • traumi o abrasioni corneali: piccoli traumi alla superficie dell’occhio, come graffi causati da unghie, rami o altri corpi estranei, possono danneggiare la cornea e provocare infiammazione;
    • esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti (fotocheratite o cheratite attinica): può verificarsi durante attività sulla neve, al mare o durante lavori di saldatura senza adeguata protezione e può causare una vera e propria “scottatura” della cornea;
    • esposizione a sostanze chimiche o irritanti: il contatto con detergenti, solventi, cloro o altri agenti irritanti può danneggiare la cornea e provocare infiammazione;
    • sindrome dell’occhio secco: quando la produzione di lacrime è insufficiente o il film lacrimale è instabile, la cornea perde parte della sua protezione naturale e diventa più vulnerabile;
    • danno dei nervi corneali (cheratite neurotrofica): quando l’innervazione della cornea risulta compromessa, la capacità dell’occhio di percepire traumi o irritazioni e di attivare i normali meccanismi di protezione e di guarigione può ridursi; ciò accade, per esempio, in seguito a infezioni da herpesvirus, interventi chirurgici oculari, traumi o alcune malattie neurologiche;
    • malattie autoimmuni: alcune malattie sistemiche, come l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico e la sindrome di Sjögren, possono provocare infiammazione della superficie oculare e favorire lo sviluppo di cheratite;
    • corpi estranei sotto la palpebra o sulla superficie oculare: piccole particelle di polvere, sabbia o altri materiali possono rimanere intrappolate sotto la palpebra e sfregare contro la cornea, causando irritazione e abrasioni;
    • crescita delle ciglia verso l’interno (trichiasi): quando le ciglia crescono verso la superficie dell’occhio, possono sfregare contro la cornea e provocare danni ripetuti e infiammazione;
    • papille giganti della congiuntiva: in alcune forme di congiuntivite allergica o nelle persone che usano lenti a contatto, la parte interna della palpebra può sviluppare piccole protuberanze infiammate che, diventando più grandi, possono sfregare contro la cornea e irritare la superficie dell’occhio;
    • xeroftalmia da carenza di vitamina A: una grave carenza di vitamina A può provocare una progressiva secchezza della congiuntiva e della cornea, causando danni progressivi alla superficie oculare fino alla distruzione del tessuto corneale nei casi più gravi.

    Quali sono i fattori di rischio della cheratite?

    Il principale fattore di rischio della cheratite è l’uso inadeguato e scorretto delle lenti a contatto (cheratite da lente a contatto). Il rischio aumenta soprattutto quando le lenti vengono indossate più a lungo del tempo consigliato, quando non vengono maneggiate o pulite correttamente oppure quando vengono utilizzate durante il nuoto in piscina, nelle vasche idromassaggio o in acque naturali. In particolare, la cheratite è più frequente nelle persone che utilizzano lenti a contatto a uso prolungato, rispetto a chi utilizza lenti giornaliere.

    Altri fattori che possono aumentare il rischio di cheratite includono:

    • sistema immunitario indebolito, dovuto a malattie o all’uso di farmaci che riducono le difese dell’organismo;
    • uso prolungato di corticosteroidi, soprattutto sotto forma di colliri, che può aumentare il rischio di cheratite infettiva o peggiorare una cheratite già esistente;
    • lesioni della cornea o interventi chirurgici oculari, che possono rendere l’occhio più vulnerabile alle infezioni e alle infiammazioni;
    • malattie della superficie oculare, come la blefarite, che possono favorire l’irritazione e l’infiammazione della cornea;
    • permanenza in ambienti molto secchi, polverosi o ricchi di sostanze irritanti, che possono favorire la secchezza oculare e irritare la superficie della cornea.
    cheratite

    Quali sono i sintomi della cheratite?

    I sintomi della cheratite possono variare in base alla causa e alla gravità dell’infiammazione della cornea, ma spesso compaiono rapidamente e possono peggiorare nel giro di poco tempo. Tra i più comuni ci sono: arrossamento e irritazione oculare, dolore o bruciore, lacrimazione eccessiva e sensibilità alla luce (fotofobia).

    In molti casi può esserci anche una sensazione di corpo estraneo nell’occhio, come se vi fosse sabbia o polvere sotto la palpebra. Possono inoltre comparire visione offuscata, secrezioni oculari e difficoltà a mantenere l’occhio aperto a causa del dolore o dell’irritazione. Nelle forme più gravi, può provocare riduzione della vista, rendendo necessaria una valutazione tempestiva.

    Come si arriva alla diagnosi di cheratite?

    La diagnosi di cheratite viene effettuata durante una visita oculistica, nel corso della quale il/la medico/a raccoglie l’anamnesi ed esegue alcuni esami specifici.

    Tra i principali accertamenti ci sono:

    • esame oculistico completo, per valutare lo stato generale dell’occhio e individuare eventuali segni di infiammazione o di danno a carico della cornea;
    • esame con lampada a fessura, per analizzare in modo dettagliato la cornea e le altre strutture oculari mediante una fonte luminosa intensa associata a un sistema di ingrandimento; questo esame permette di valutare l’estensione della cheratite e l’eventuale presenza di complicanze;
    • test con fluoresceina, in cui un colorante viene applicato sulla superficie dell’occhio e osservato con luce blu, al fine di evidenziare eventuali lesioni o alterazioni della cornea;
    • prelievo di lacrime, secrezioni oculari o cellule corneali, effettuato tramite tampone e successiva coltura, per determinare con maggiore precisione la causa dell’infiammazione e identificare l’eventuale agente infettivo, così da orientare il trattamento.

    A volte l’identificazione precisa della causa della cheratite può risultare più complessa e gli esami di laboratorio possono dare esito negativo; la terapia viene quindi impostata principalmente sulla base dei segni clinici rilevati durante la visita. La diagnosi differenziale della cheratite inoltre include diverse patologie oculari che possono presentare sintomi simili.

    Come si previene la cheratite?

    La prevenzione della cheratite si basa principalmente sul rispetto di corrette norme igieniche, sulla protezione degli occhi da traumi e infezioni e sull’uso appropriato delle lenti a contatto.

    Tra le misure generali di prevenzione ci sono:

    • lavare frequentemente le mani ed evitare di toccare gli occhi con le mani non pulite;
    • evitare il contatto con persone affette da infezioni oculari o virali;
    • utilizzare occhiali protettivi durante attività lavorative o sportive a rischio di traumi oculari;
    • indossare occhiali da sole per proteggere gli occhi dai raggi ultravioletti;
    • seguire attentamente le indicazioni dell’oculista riguardo ai tempi di utilizzo delle lenti a contatto, preferendo quando possibile le lenti a contatto giornaliere e rimuovendole sempre prima di dormire; lavare, risciacquare e asciugare accuratamente le mani prima di maneggiare le lenti e utilizzare esclusivamente soluzioni sterili specifiche per la loro manutenzione.

    Qual è il trattamento della cheratite?

    La cura della cheratite varia in base alla sua origine, con una distinzione tra forme infettive e non infettive e in relazione alla causa sottostante.

    Durante il percorso terapeutico, l’oculista può programmare controlli periodici per monitorare l’evoluzione della malattia e verificare la corretta guarigione della cornea. È inoltre raccomandata la sospensione dell’uso delle lenti a contatto, per evitare ulteriori irritazioni della superficie oculare. In presenza di fotofobia, può essere utile proteggere gli occhi dalla luce intensa, per esempio utilizzando occhiali da sole o riducendo l’esposizione a fonti luminose particolarmente forti.

    Nei casi più gravi, quando la cornea è danneggiata a tal punto da non poter più guarire spontaneamente o non risponde ai farmaci, può essere necessario ricorrere a un trapianto di cornea, effettuato mediante un intervento chirurgico chiamato cheratoplastica.

    Cura della cheratite infettiva

    Nel caso di cheratite infettiva, la cura varia in base alla causa dell’infezione e viene prescritta esclusivamente sotto controllo medico.

    A seconda dei casi e dei quadri clinici possono essere prescritti antibatterici, antivirali, antifungini o antiparassitari topici (colliri) e/o sistemici e/o corticosteroidi.

    Per alleviare il dolore possono essere prescritti colliri cicloplegici, che favoriscono la dilatazione della pupilla e il rilassamento del muscolo ciliare.

    Una volta iniziata la terapia, i primi miglioramenti possono comparire già dopo uno o due giorni. Nei casi più gravi, il recupero può richiedere più tempo.

    Nella maggior parte dei casi, la cheratite guarisce con il trattamento. Tuttavia, la cheratite infettiva può ripresentarsi e può anche portare allo sviluppo di glaucoma. Se non curata, può causare cicatrici della cornea e perdita della vista.

    Cura della cheratite non infettiva

    Il trattamento della cheratite non infettiva varia in base alla gravità e alla causa della condizione.

    Nelle forme più lievi, l’oculista può consigliare l’uso di colliri lubrificanti e lacrime artificiali, favorendo la guarigione spontanea dell’occhio. Se la cheratite provoca lacrimazione intensa e dolore, possono essere prescritti colliri cicloplegici.

    In alcuni casi, per esempio quando la cheratite ha un’origine traumatica, spesso legata a un uso scorretto delle lenti a contatto, l’oculista può prescrivere colliri o pomate oftalmiche antibiotiche per prevenire possibili infezioni e applicare un bendaggio oculare per circa 24 ore.

    Se l’infiammazione della cornea è correlata a un abuso di corticosteroidi oftalmici, nella maggior parte dei casi è sufficiente sospendere la terapia per consentire all’occhio di recuperare e ripristinare il suo normale stato di salute, sotto il monitoraggio dello/a specialista.

    La cheratite causata da una malattia autoimmune viene generalmente curata con colliri a base di  corticosteroidi; parallelamente, il trattamento della patologia di base è fondamentale per ridurre il rischio di recidive.

    Il trattamento della cheratite dipende dall’origine, se infettiva o non infettiva; se non viene curata, può causare danni permanenti.

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