Virus intestinali: come si prendono, come si prevengono
Norovirus, rotavirus, astrovirus, adenovirus: sono alcuni dei principali responsabili di gastroenterite virale, quella condizione di infiammazione di stomaco e intestino caratterizzata da nausea, diarrea, febbre e vari altri sintomi tutt’altro che piacevoli. Oltre che spiacevole e debilitante, peraltro, la gastroenterite può rappresentare un rischio concreto per le persone più fragili: quelle anziane, per esempio, ma anche i bambini e le persone immunocompromesse.
È possibile prevenire queste infezioni? E, comunque, come si possono curare?
Riabilitazione, il terzo pilastro della salute
La riabilitazione costituisce il terzo pilastro del sistema sanitario, accanto alla prevenzione e alla cura, completando le attività volte a tutelare la salute dei cittadini. Questo processo è essenziale per portare una persona anziana o con disabilità a raggiungere il miglior livello di autonomia possibile sul piano fisico, funzionale, sociale, intellettivo e relazionale. Di fatto è possibile distinguere tra due principali attività di riabilitazione:
- Attività di riabilitazione sanitaria: queste comprendono interventi valutativi, diagnostici, terapeutici e altre procedure finalizzate a superare, contenere o minimizzare la disabilità e le limitazioni nelle attività quotidiane come muoversi, camminare, parlare, vestirsi, mangiare, comunicare e lavorare.
- Attività di riabilitazione psico-sociale: queste azioni e interventi mirano a garantire alla persona la massima partecipazione possibile alla vita sociale, contenendo la condizione di difficoltà o di condizione di disabilità.
Generalmente l’attività riabilitativa può essere erogata in diversi regimi:
- Ricovero ordinario o diurno (day hospital)
- Assistenza specialistica ambulatoriale
- Assistenza territoriale domiciliare, ambulatoriale, semiresidenziale o residenziale
In particolare, la riabilitazione intensiva è indicata per chi necessita di un intervento mirato al recupero funzionale dopo un episodio acuto di malattia che ha compromesso improvvisamente la capacità funzionale della persona. Quella estensiva è adatta a chi ha bisogno di stabilizzare e consolidare nel tempo il recupero funzionale acquisito. La riabilitazione domiciliare, infine, è un’opportunità per proseguire gli esercizi di mantenimento senza la necessità di muoversi da casa per un trattamento in regime di ricovero o ambulatoriale.
Virus intestinali: quanto dura l’infezione e cosa prendere
La gastroenterite virale può essere molto debilitante, ma nella maggior parte dei casi i virus intestinali vengono eliminati dal sistema immunitario nell’arco di qualche giorno, e l’infezione si risolve quindi spontaneamente in una settimana circa (anche perché questi virus hanno un ciclo infettivo autolimitante). Quindi, già nell’arco di 1-3 giorni si può osservare di norma un marcato miglioramento dei sintomi. Cosa possiamo fare in questo periodo di tempo per curarci?
Non esiste una terapia mirata e specifica contro i virus intestinali. Il trattamento di queste infezioni è quello detto “di supporto”, cioè mirato a mitigare i sintomi e, aspetto particolarmente importante per le gastroenteriti virali, prevenire la disidratazione che vomito e diarrea possono causare. La disidratazione, peraltro, è particolarmente pericolosa per i pazienti più giovani e per quelli più anziani: un’adeguata idratazione, assicurandosi di bere molto, è dunque non solo parte integrante del trattamento, ma anche il suo punto chiave. A questo si aggiunge la “dieta in bianco”, un periodo di riposo per l’apparato digerente, così da ridurne l’irritazione: una dieta leggera, povera di grassi e di fibre, basata per esempio su banane mature, riso e patate lesse, cui aggiungere via via, al miglioramento dei sintomi, anche proteine di facile digestione.
Oltre a una sufficiente assunzione d’acqua e a una dieta adeguata, possono essere raccomandati farmaci antiemetici per limitare nausea e vomito e, a seconda dei casi, eventualmente anche antipiretici per la febbre.
Probiotici per la prevenzione e il trattamento dei virus intestinali?
Infine, nel contesto del trattamento vale la pena spendere qualche parola sull’uso dei probiotici. L’interesse commerciale di questi microrganismi, che supportano il microbiota intestinale, è ormai molto alto e, in effetti, alcuni studi suggeriscono possano aiutare a prevenire le gastroenteriti virali e ridurne i sintomi.
Ci sono però delle considerazioni importanti: innanzitutto, l’efficacia dei probiotici dipende dal ceppo, dalla dose e dal contesto clinico. Inoltre, la maggior parte degli studi riguarda l’uso dei probiotici durante o subito dopo l’episodio, piuttosto che l’uso continuativo per evitare l’infezione virale in primo luogo.
Ultimo ma non certo per importanza, non tutti gli studi hanno fornito risultati convincenti; infatti le review principali (cioè quel tipo di studio che valuta altre pubblicazioni scientifiche) evidenziano proprio che manchino prove valide e certe a sostegno della loro efficacia. Anche importanti associazioni di specialisti, come l’American Gastroenterological Association, evidenziano i limiti di questi lavori.
Virus intestinali: è possibile prevenirli?
Certo, la gastroenterite virale si risolve spontaneamente ma, come per ogni malattia, la prevenzione è comunque meglio che i giorni passati tra bagno e letto… Soprattutto, è importante ricordare che per alcune fasce d’età, o per persone immunocompromesse, la gastroenterite virale può essere non solo debilitante ma anche pericolosa (soprattutto per il rischio di disidratazione). Ma come possiamo prevenire i virus intestinali?
Le strategie sono essenzialmente due: garantire adeguate misure igieniche, soprattutto nella manipolazione del cibo, e, solo per il rotavirus, la vaccinazione.
- Misure igieniche. Comprendono il lavarsi frequentemente le mani, soprattutto dopo essere stati in bagno e prima di manipolare gli alimenti, ma anche disinfettare le superfici ed eventuali oggetti venuti a contatto con una persona con gastroenterite, ed evitare di frequentare altre persone e luoghi pubblici (tanto più se vi si lavora il cibo) quando si è malati.
- Vaccinazione contro il rotavirus. È disponibile, e a carico del Servizio sanitario nazionale, per i lattanti tra i terzo e il sesto mese di vita. La somministrazione avviene per via orale, in due o tre dosi a seconda del tipo specifico di vaccino. Come ricorda anche la Federazione italiana medici pediatri, il vaccino contro il rotavirus si è dimostrato efficace e sicuro (la reazione avversa più comune è rappresentata dalla diarrea).
C’è un elemento che è importante citare in chiusura di questa breve panoramica: quando si parla di prevenzione delle infezioni, comprese quelle dei virus intestinali, si parla di proteggere le altre persone non meno di sé stessi, perché ogni buona pratica igienica e ogni adesione ai calendari vaccinali rappresenta un gesto di responsabilità collettiva.