Prevenzione del tumore al seno: le buone abitudini da seguire a casa

2025-02-06
Prevenzione del tumore al seno: le buone abitudini da seguire a casa

Sebbene il tumore al seno rappresenti ancora un’importante causa di morte per le donne,  l’Organizzazione mondiale della sanità evidenzia come, almeno nei paesi ad alto reddito, la mortalità sia calata in modo significativo tra il 1980 e il 2020, diminuendo del 40%. Questo dato non riflette solo l’avanzamento delle terapie, ma anche i risultati della diagnosi precoce: infatti, come per molte altre patologie, poter individuare il tumore fin dalle prime fasi del suo sviluppo permette d’iniziare il trattamento in modo tempestivo. Questo, a sua volta, ha un ruolo importante nel determinarne l’efficacia: prima si interviene, maggiori sono le probabilità di guarigione. 

Naturalmente, però, ancora meglio sarebbe evitare del tutto lo sviluppo del tumore al seno. In effetti, la prevenzione del tumore al seno è possibile, e una parte importante inizia proprio a casa e con buone abitudini quotidiane.

Riabilitazione, il terzo pilastro della salute

La riabilitazione costituisce il terzo pilastro del sistema sanitario, accanto alla prevenzione e alla cura, completando le attività volte a tutelare la salute dei cittadini. Questo processo è essenziale per portare una persona anziana o con disabilità a raggiungere il miglior livello di autonomia possibile sul piano fisico, funzionale, sociale, intellettivo e relazionale. Di fatto è possibile distinguere tra due principali attività di riabilitazione:

  • Attività di riabilitazione sanitaria: queste comprendono interventi valutativi, diagnostici, terapeutici e altre procedure finalizzate a superare, contenere o minimizzare la disabilità e le limitazioni nelle attività quotidiane come muoversi, camminare, parlare, vestirsi, mangiare, comunicare e lavorare.
  • Attività di riabilitazione psico-sociale: queste azioni e interventi mirano a garantire alla persona la massima partecipazione possibile alla vita sociale, contenendo la condizione di difficoltà o di condizione di disabilità.

Generalmente l’attività riabilitativa può essere erogata in diversi regimi:

  • Ricovero ordinario o diurno (day hospital)
  • Assistenza specialistica ambulatoriale
  • Assistenza territoriale domiciliare, ambulatoriale, semiresidenziale o residenziale

In particolare, la riabilitazione intensiva è indicata per chi necessita di un intervento mirato al recupero funzionale dopo un episodio acuto di malattia che ha compromesso improvvisamente la capacità funzionale della persona. Quella estensiva è adatta a chi ha bisogno di stabilizzare e consolidare nel tempo il recupero funzionale acquisito. La riabilitazione domiciliare, infine, è un’opportunità per proseguire gli esercizi di mantenimento senza la necessità di muoversi da casa per un trattamento in regime di ricovero o ambulatoriale.

La prevenzione secondaria del tumore al seno

La prevenzione non è solo l’insieme di strategie volte a ridurre i fattori di rischio, ma anche di quelle che permettono una diagnosi precoce, così da favorire al massimo l’esito positivo del trattamento. Questo è il concetto della prevenzione secondaria, che ha un ruolo fondamentale per il tumore al seno. In Italia è attivo un programma di screening rivolto alle donne tra i 50 e i 69 anni (e, in alcune Regioni, anche ad altre fasce d’età) basato sulla mammografia. Ogni donna, tuttavia, dovrebbe eseguire comunque l’autopalpazione del seno con regolarità: è un esame semplice, che si può condurre a casa propria e serve a identificare eventuali cambiamenti delle mammelle.

L’autopalpazione del seno: come e quando farla

Come si svolge? Innanzitutto, è necessario eseguire l’autopalpazione in un periodo fisso, idealmente dopo 7-14 giorni dall’inizio delle mestruazioni: in questo periodo, infatti, il seno è meno teso. Inoltre, in generale, eseguire l’autopalpazione in un periodo preciso evita che i cambiamenti fisiologici legati ai cicli ormonali creino ansie immotivate.  

L’autopalpazione ha come primo obiettivo l’identificazione di eventuali noduli nel seno, ma è anche importante verificare se sono presenti altre anomalie quali cambiamenti nel colore della pelle e alterazioni del capezzolo (nella forma o nel colore, o anche la perdita di liquido). Attenzione, perché eseguire l’autopalpazione non esclude la necessità di sottoporsi a regolari controlli ginecologici né di aderire ai programmi di screening mammografico: è invece uno strumento aggiuntivo, e molto prezioso, per fare prevenzione già a casa propria.

Se poi l’autopalpazione rivela qualche anomalia, il passo successivo è approfondirne la natura affidandosi a uno specialista. Ogni donna dovrebbe sentirsi incoraggiata a chiedere supporto e informazioni qualificate per affrontare con serenità la prevenzione e un’eventuale diagnosi. 

I nostri specialisti sono a disposizione per guidarti nel tuo percorso di prevenzione, fornendo il supporto e le informazioni di cui hai bisogno.

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