Piede piatto

Il piede piatto, cioè con un arco plantare assente o limitato, può essere presente nel bambino o svilupparsi solo in età adulta. Scopri di più sulle possibili conseguenze e quando è necessario l’intervento
Redazione Kormed

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Redazione scientifica
Articolo revisionato dalla nostra redazione scientifica
27 Marzo 2026

    Il piede piatto è una condizione in cui l’arco plantare è poco sviluppato o assente; può essere congenita e presente fin dall’infanzia o svilupparsi in seguito per altre ragioni mediche.

    L’arco del piede è una struttura anatomica che rappresenta un sistema biomeccanico elastico che ha una funzione importante per il movimento in posizione eretta (è infatti proprio dei primati umani). Permette infatti di assorbire gli urti, ottimizzare l’energia necessaria al movimento, adattare la camminata a superfici irregolari e proteggere nervi e vasi sanguigni della pianta del piede. In effetti, quest’ultimo ha tre archi: il principale è però l’arco longitudinale mediale, sul lato interno, dal tallone all’avampiede. Sono le anomalie di questo arco quelle che caratterizzano il piede piatto, il cui impatto clinico è comunque molto variabile: in alcuni casi, la condizione non causa alcun problema, in altri può determinare complicanze anche significative, per esempio portando a deformità di ginocchia, anca e colonna vertebrale.

    In linea generale, il piede piatto non è una condizione rara: si stima che una percentuale dal 20% al 40% circa della popolazione lo presenti in una certa misura. La forma più frequente è detta piede piatto flessibile, nella quale l’arco scompare quando il piede è sotto carico (quindi se si è in piedi); nel piede piatto rigido, invece, l’arco è assente o ridotto anche quando si è distesi o seduti.

    Quali sono le cause del piede piatto?

    Esistono due forme principali di piede piatto: congenita e acquisita.

    Piede piatto congenito

    Nei bambini il piede piatto è fisiologico: l’arco si sviluppa completamente solo intorno ai 7-10 anni. Tuttavia, alcune condizioni (per esempio disturbi del tessuto connettivo oppure obesità) possono impedire che tale sviluppo avvenga.

    Piede piatto acquisito

    Definita più propriamente con il termine inglese di Progressive Collapsing Foot Deformity, è la condizione in cui l’arco si riduce o scompare in età adulta a seguito di altre condizioni mediche, tipicamente disfunzioni del tendine tibiale posteriore (che aiuta appunto a mantenere il normale inarcamento del piede). Queste si possono verificare per esempio in seguito a traumi e lesioni, ma anche per altre condizioni che nel tempo danneggiano il tendine, come l’obesità o l’artrite reumatoide.

    Quali sono i sintomi del piede piatto?

    L’impatto clinico del piede piatto è molto variabile a seconda dei casi: può non creare alcun problema oppure associarsi a sintomi e complicanze. In linea generale, la presenza di piede piatto può influenzare il modo in cui una persona cammina, con dolore a piede, caviglia, ginocchio e anca, anche tale da limitare la mobilità. Nei casi più gravi, il dolore può diventare cronico e il piede piatto può portare progressivamente a complicanze come alterazioni dell’andatura, borsite, dito a martello, e anche deformità progressiva delle varie strutture coinvolte nel movimento, fino alla colonna vertebrale.

    In molti casi, il piede piatto è del tutto asintomatico e non causa alcun disturbo.

    piede piatto

    Come si arriva alla diagnosi di piede piatto?

    La diagnosi di piede piatto parte da una valutazione clinica da parte del/la ortopedico/a o podologo/a, che prevede anche alcuni test motori specifici. In genere è poi raccomandata una radiografia che permetta di valutare al meglio il grado di alterazione dell’arco del piede e, se necessario, ulteriori esami per stabilirne le cause.

    Come si previene il piede piatto?

    Il piede piatto non è sempre prevenibile. Si può però ridurre il rischio di sviluppare questa condizione con la corretta gestione di patologie che possono determinarla (per esempio riducendo il peso in caso di obesità, o seguendo la terapia raccomandata in caso di condizioni come l’artrite).

    Qual è il trattamento del piede piatto?

    Il piede piatto non necessita sempre di trattamento, per esempio in alcuni casi del tutto asintomatici, a meno che la condizione non inizi a causare disturbi. Anche se questi ultimi sono presenti, nella maggior parte dei casi il trattamento può essere di tipo conservativo e basato su:

    • farmaci antinfiammatori non steroidei per la riduzione del dolore;
    • plantari da inserire nelle calzature per correggere l’arco mancante e sostenere il piede nel modo corretto;
    • uso di scarpe comode e adatte alla condizione;
    • eventualmente, fisioterapia.

    Queste misure possono essere utili non solo per ridurre i sintomi, ma anche a volte per correggere il piede piatto (soprattutto in età infantile). Richiedono comunque un certo periodo di tempo (almeno un paio di mesi) per valutarne l’efficacia.

    L’intervento chirurgico per il piede piatto è necessario solo in una minoranza di casi, quando i sintomi sono significativi e le misure conservative non efficaci. L’operazione mira a ricostruire o stabilizzare l’arco del piede e spesso prevede una combinazione di procedure, a seconda dei sintomi, della gravità della condizione e di vari altri fattori. In genere, l’intervento chirurgico permette di risolvere il piede piatto, anche se la prognosi può essere influenzata da eventuali condizioni sottostanti.

    L’intervento chirurgico per il piede piatto è necessario solo in una minoranza dei casi: la maggior parte delle volte, il trattamento si basa su misure conservative.

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