Orchite

L’orchite è caratterizzata da gonfiore, dolore e infiammazione di uno o di entrambi i testicoli. Scopri quali sono le cause, i sintomi, come prevenirla e curarla.
Redazione Kormed

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Redazione scientifica
Articolo revisionato dalla nostra redazione scientifica
12 Febbraio 2026

    L’orchite è una condizione caratterizzata da gonfiore, dolore e infiammazione di uno o di entrambi i testicoli, gli organi riproduttivi maschili di forma ovale situati nello scroto (il sacco cutaneo che contiene i testicoli), responsabili della produzione degli ormoni sessuali maschili, come il testosterone, e degli spermatozoi.

    È più spesso unilaterale, ma può anche essere bilaterale, e nella maggior parte dei casi è causata da un’infezione virale o batterica. L’orchite di per sé non è contagiosa, ma l’infezione che la provoca può esserlo, soprattutto quando è dovuta a virus come la parotite o a infezioni sessualmente trasmesse e infezioni delle vie urinarie. Può presentarsi in forma acuta e sintomatica oppure, più raramente, in forma cronica, con sintomi lievi o assenti. Quando l’infezione colpisce direttamente il testicolo si parla di orchite primaria; quando invece deriva dalla diffusione di un’infezione presente in altre parti dell’organismo si parla di orchite secondaria. Ci possono inoltre essere forme di orchite autoimmune, che sono rare e dipendono da una reazione anomala del sistema immunitario contro i tessuti testicolari.


    L’orchite isolata non è comune; nella maggior parte dei casi è associata all’epididimite, l’infiammazione dell’epididimo, il piccolo organo a forma di tubo arrotolato che raccoglie, fa maturare e trasporta gli spermatozoi prodotti nel testicolo. Quando entrambe le condizioni sono presenti si parla di epididimo-orchite. Poiché orchite ed epididimite coesistono frequentemente, la reale incidenza dell’orchite non è ben definita. Si stima comunque che l’orchite isolata si sviluppi nel 14-35% delle persone con testicoli che contraggono il virus della parotite.

    Le complicanze sono relativamente rare, ma in assenza di un trattamento adeguato aumenta il rischio di danni a lungo termine. Tra le possibili conseguenze dell’orchite rientrano l’atrofia del testicolo, che può interessare fino al 60% dei casi, la riduzione della fertilità e, più raramente, la sterilità. Nei casi più gravi, seppur poco frequenti, si possono sviluppare ascessi, infarto testicolare con perdita funzionale del testicolo, fistole cutanee dello scroto e ascessi scrotali.

    L’orchite è di solito causata da virus o batteri, in particolare da infezioni sessualmente trasmesse, infezioni delle vie urinarie e dal virus della parotite.

    Quali sono le cause dell’orchite?

    Nella maggior parte dei casi, l’orchite è causata da infezioni virali o batteriche, in particolare da infezioni sessualmente trasmesse e da infezioni delle vie urinarie, anche se in alcuni casi non è possibile identificarne con certezza l’origine.

    La principale causa dell’orchite isolata che si verifica nelle persone giovani è l’infezione da virus della parotite. Grazie ai programmi di vaccinazione infantile, l’orchite da parotite è oggi molto meno comune. Altri virus che possono causare orchite includono il virus della rosolia, il virus della varicella-zoster, il citomegalovirus e i coxsackievirus, responsabili della malattia mani-piedi-bocca.

    I batteri causa di infezioni sessualmente trasmesse possono provocare orchite negli uomini sessualmente attivi. Le infezioni batteriche più frequentemente coinvolte sono la gonorrea, la clamidia e la sifilide. In altri casi, l’orchite batterica può essere dovuta a microrganismi tipici delle infezioni delle vie urinarie, come Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e diverse specie di Staphylococcus e Streptococcus.

    Negli uomini immunocompromessi l’orchite può essere causata da patogeni opportunisti, come quelli responsabili di candidosi e toxoplasmosi.

    Quali sono i fattori di rischio dell’orchite?

    I fattori che aumentano il rischio di orchite includono condizioni non trattate che ostacolano il flusso delle urine, procedure eseguite attraverso l’uretra e comportamenti sessuali che favoriscono le infezioni sessualmente trasmesse. Tra i principali fattori di rischio rientrano:

    • mancata vaccinazione contro il virus della parotite;
    • età superiore a 45 anni;
    • mancato utilizzo del profilattico durante rapporti occasionali o con partner con infezioni sessualmente trasmesse;
    • anomalie congenite delle vie urinarie;
    • infezioni urinarie ricorrenti;
    • ipertrofia prostatica benigna;
    • interventi chirurgici a carico dell’apparato genito-urinario;
    • uso prolungato di un catetere urinario o inserimento di strumenti endoscopici nella vescica;
    • stenosi uretrale, cioè restringimenti dell’uretra dovuti a tessuto cicatriziale nelle vie urinarie;
    • malattie autoimmuni che coinvolgono i tessuti testicolari o gli spermatozoi.

     

    orchite

    Quali sono i sintomi dell’orchite?

    I principali sintomi dell’orchite sono dolore, senso di pesantezza, aumentata sensibilità e gonfiore testicolare. In genere il disturbo inizia in un solo testicolo, ma può estendersi all’altro e coinvolgere l’intero scroto. Possono inoltre comparire:

    • alterazioni del colore dello scroto, che può apparire rosso, violaceo, brunastro o molto scuro;
    • disorgasmia o orgasmalgia: dolore durante i rapporti sessuali e l’eiaculazione;
    • fuoriuscita di secrezioni dal pene;
    • disuria: dolore o bruciore durante la minzione;
    • ematuria: presenza di sangue nelle urine;
    • ematospermia: presenza di sangue nel liquido seminale;
    • dolore e gonfiore nella regione inguinale dal lato interessato;
    • segni di infezione, come febbre, brividi e mal di testa;
    • forte stanchezza e affaticamento;
    • nausea e vomito;
    • dolori muscolari.

    Come si arriva alla diagnosi di orchite?

    La diagnosi di orchite si basa sull’anamnesi, volta soprattutto a identificare i fattori di rischio, e sull’esame obiettivo, che serve a valutare la sensibilità e il gonfiore dei testicoli e viene effettuato durante una visita andrologica.

    I sintomi che consentono di arrivare alla diagnosi comprendono un esordio acuto di dolore e gonfiore testicolare, che può inizialmente interessare un solo testicolo e successivamente estendersi a tutto lo scroto, oltre a febbre accompagnata da malessere generale, affaticamento e brividi. Nel caso dell’orchite da parotite, si può osservare un ingrossamento bilaterale delle ghiandole parotidi; il coinvolgimento dei testicoli compare di solito 4-8 giorni dopo l’inizio della parotite.

    In alcuni casi, durante l’esame obiettivo, oltre a dolore, arrossamento e gonfiore testicolare e scrotale tipici dell’orchite, possono essere presenti anche altri segni, come una prostata ingrossata e dolente o i linfonodi ingrossati nell’area inguinale sul lato interessato. Questi segni sono spesso comuni ad altre condizioni, come la formazione di ascessi, l’idrocele o l’epididimite (epididimo ingrandito) che frequentemente coesiste con l’orchite. In particolare, la torsione testicolare rappresenta la diagnosi differenziale più importante, poiché si tratta di un’emergenza medica in cui il flusso sanguigno viene interrotto, provocando dolore improvviso e intenso che richiede un intervento immediato.

    Per questo motivo, per confermare la diagnosi di orchite ed escludere altre condizioni possono essere necessari ulteriori esami:

    • esami del sangue, esame delle urine e/o urinocoltura e tamponi uretrali, per verificare la presenza di infezioni batteriche o virali, comprese le infezioni sessualmente trasmesse;
    • test sierologici (anticorpi in immunofluorescenza), raramente eseguiti, ma utili per confermare la diagnosi di orchite da parotite;
    • ecografia testicolare/scrotale: esame non invasivo che valuta il flusso di sangue ai testicoli e aiuta a escludere la torsione testicolare e il cancro del testicolo, che provoca gonfiore ma poco o nessun dolore.

    Come si previene l’orchite?

    L’orchite può essere prevenuta e per ridurre il rischio di svilupparla è consigliabile:

    • vaccinarsi contro la parotite, la causa più comune di orchite virale;
    • utilizzare il profilattico durante i rapporti sessuali per proteggersi dalle infezioni sessualmente trasmesse;
    • correggere chirurgicamente eventuali ostruzioni delle vie urinarie nei casi idonei;
    • consultare il/la medico/a in caso di difficoltà a urinare, che possono indicare un’ostruzione o altre condizioni, come l’ipertrofia prostatica benigna, che possono favorire l’insorgenza dell’orchite;
    • completare sempre l’intero ciclo di antibiotici prescritto in caso di orchite batterica in trattamento, per prevenire recidive e lo sviluppo di resistenze.

    Qual è il trattamento dell’orchite?

    La cura dell’orchite dipende dalla causa che l’ha provocata. Le opzioni di trattamento possono includere quanto segue.

    • Antibiotici: se l’orchite è di origine batterica, il/la medico/a prescriverà una terapia antibiotica. Il tipo di antibiotico dipende dal batterio responsabile dell’infezione. Quando la causa è un’infezione sessualmente trasmessa, anche il/i partner sessuali devono essere trattati, altrimenti l’infezione può continuare a essere trasmessa. È fondamentale completare l’intero ciclo di antibiotici: interromperlo prima può favorire la ricomparsa dell’infezione e renderla più difficile da curare per l’insorgenza di resistenze batteriche agli antibiotici, il fenomeno per cui alcuni batteri diventano capaci di sopravvivere agli antibiotici che prima riuscivano a ucciderli o a bloccarne la crescita, con il risultato che le infezioni diventano più difficili da curare, richiedono farmaci più forti, più costosi o con più effetti collaterali. Gli antibiotici non sono utili nelle forme virali.
    • Farmaci per il dolore e l’infiammazione: farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), analgesici e antipiretici, prescritti esclusivamente dopo una valutazione medica, possono aiutare a ridurre il dolore, l’infiammazione e la febbre.
    • Impacchi freddi o applicazione di ghiaccio sullo scroto: sono utili per alleviare il dolore e ridurre il gonfiore; il ghiaccio non va mai applicato direttamente sulla pelle, ma va avvolto in un asciugamano e usato per non più di 15 minuti alla volta.
    • Riposo e supporto dello scroto: è consigliabile stare sdraiati il più possibile; posizionare cuscini sotto i fianchi o i glutei può aiutare a sollevare lo scroto e ridurre il fastidio. Quando ci si alza, può essere utile indossare un supporto scrotale, come un sospensorio, per sostenere e immobilizzare lo scroto.

    La prognosi dell’orchite, quando trattata, è generalmente favorevole e nella maggior parte dei casi si risolve senza complicanze una volta iniziata la terapia. La durata dell’orchite è variabile: i sintomi iniziano di solito a migliorare pochi giorni dopo l’avvio del trattamento, anche se, in alcuni casi, possono essere necessarie settimane, o persino mesi, perché il gonfiore scompaia completamente. Nelle forme batteriche, gli antibiotici eliminano in genere l’infezione nell’arco di circa una settimana. Durante questo periodo è consigliabile evitare i rapporti sessuali per almeno sette giorni; se si hanno rapporti, è importante usare il preservativo per proteggere il/la partner dall’infezione che ha causato l’orchite per evitare il contagio. Se i sintomi persistono, è opportuno verificare l’aderenza alla terapia e procedere a ulteriori valutazioni cliniche, se necessario.

    La maggior parte dei casi di orchite associata alla parotite tende a risolversi spontaneamente entro circa dieci giorni dalla risoluzione dell’infezione virale.

    I possibili trattamenti dell’orchite includono antibiotici, farmaci per dolore e infiammazione e  impacchi freddi, oltre al riposo e all’uso di un adeguato supporto scrotale.

    Azmat C, Vaitla P. Orchitis. 2023 Jun 26. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2025 Jan. PMID: 31985958.

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    Redazione Kormed

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