Lordosi

La lordosi o più precisamente iperlordosi è una curvatura troppo accentuata della colonna vertebrale: scopri quali possono essere i sintomi, le cause e le opzioni di cura
Redazione Kormed

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Redazione scientifica
Articolo revisionato dalla nostra redazione scientifica
26 Febbraio 2026

    Il termine lordosi indica una curvatura fisiologica della colonna vertebrale, che nella zona cervicale e in quella lombare presenta una concavità all’indietro. Quando tale concavità risulta troppo accentuata, si parla di iperlordosi: è questo in effetti il termine medico con cui viene indicata la condizione patologica, sebbene nel linguaggio comune sia comunque indicata solo come lordosi (lo stesso dicasi per l’analoga condizione di ipercifosi).

    La colonna vertebrale umana non è perfettamente dritta: un assetto del genere non consentirebbe di mantenere in modo corretto ed efficiente la postura eretta. Le curve naturali della colonna vertebrale hanno infatti un ruolo fondamentale per reggere il peso del corpo, assorbire gli urti e mantenere l’equilibrio. Sono in particolare tre le curvature fisiologiche della colonna vertebrale: 

    • lordosi cervicale (nel collo) e lombare (nella porzione terminale della colonna), che sono concavità posteriori;
    • cifosi toracica (nel tratto centrale del dorso) e sacrale (nell’ultima porzione della schiena), concavità anteriori. 

    Nel caso delle prime, quindi, condizioni patologiche di iperlordosi possono presentarsi all’altezza del collo e della zona lombare e si parla dunque rispettivamente di iperlordosi cervicale, più frequente, e lombare. Entrambe possono essere associate a varie complicazioni che, a seconda del grado di curvatura, possono anche essere gravi.

    Quali sono le cause della lordosi?

    Nella maggior parte dei casi, la lordosi (o meglio l’iperlordosi) non ha cause chiare e note ed è pertanto detta idiopatica. In generale, questa condizione sembra essere più comune nelle donne; un altro aspetto noto è che la postura ha un ruolo importante nello sviluppo di curvature patologiche della schiena (ne è un esempio l’ipercifosi, nella maggior parte dei casi dovuta proprio a posture scorrette). Per esempio, molti bambini con lordosi tendono a mostrare debolezza nei muscoli del “core”, cioè l’insieme dei muscoli del tronco che stabilizzano il corpo e la colonna vertebrale nei movimenti e nella postura. Questo fa sì che tendano a mantenere una postura ingobbita, peggiorando ulteriormente la muscolatura. È anche noto che la curvatura lordotica tende a essere maggiore (anche se non necessariamente patologica) nelle persone sedentarie e con un maggior indice di massa corporea. Allo stesso tempo, è bene sottolineare che la muscolatura non è l’unico elemento in gioco, perché alcuni studi hanno evidenziato un’incidenza maggiore di iperlordosi nelle ginnaste di alcune discipline che richiedono di mantenere anche posture innaturali della schiena.

    Sebbene la maggior parte dei casi di iperlordosi non abbia una causa nota, in alcuni casi più rari la condizione è dovuta alla presenza di altre patologie che interessano la colonna vertebrale, come per esempio la spondilolistesi (in cui una vertebra è spostata più avanti o indietro rispetto all’altra), l’acondroplasia (una condizione genetica che determina nanismo) e le distrofie muscolari (malattie ereditarie che portano alla degenerazione del tessuto muscolare).

    La maggior parte dei casi di lordosi è idiopatica, cioè priva di cause note.

    Quali sono i sintomi della lordosi?

    La lordosi è una condizione che si può osservare visivamente come curvatura eccessiva della zona cervicale o lombare. Poiché però la colonna vertebrale presenta già fisiologicamente una forma a S, questa condizione può non essere sempre immediatamente riconoscibile come altre deformità del rachide. Può però essere notata con alcuni segni tipici: per esempio, la testa appare proiettata più in avanti rispetto alla posizione normale, il bacino è inclinato anteriormente, i glutei risultano più sporgenti del consueto e, quando la persona è sdraiata supina, si nota uno spazio marcato tra la parte bassa della schiena e il pavimento.

    Oltre a questi segni, possono essere presenti sintomi specifici, tra cui i più comuni sono rappresentati dal dolore e dalla ridotta mobilità nella zona interessata. Nei casi più gravi possono presentarsi debolezza, parestesie agli arti inferiori o superiori (rispettivamente in presenza di iperlordosi lombare e cervicale) e anche problemi legati alla compressione degli organi interni nei casi di iperlordosi lombare (per esempio disturbi intestinali, incontinenza urinaria e intestinale). Nei casi più gravi di iperlordosi cervicale si possono presentare disturbi a carico dell’articolazione temporo-mandibolare (che unisce la mandibola al cranio).

    È comunque importante evidenziare che la maggior parte dei casi di iperlordosi è lieve e non comporta disturbi importanti, tanto che può passare inosservata.

    lordosi

    Come si arriva alla diagnosi di lordosi?

    La condizione di lordosi, o più correttamente di iperlordosi, può essere osservata a occhio nudo: il/la medico/a, osservando la colonna e il movimento, può già fornire una prima valutazione. Tuttavia, sono necessari esami specifici per dare una misura corretta e precisa della condizione, stabilendo con esattezza l’angolo di curvatura della colonna vertebrale. A tal fine, l’esame di riferimento è la radiografia laterale della colonna (che può fornire indicazioni anche sulla presenza di eventuali anomalie associate all’iperlordosi, come per esempio una condizione di spondilolistesi).

    Eventuali altri esami di imaging, come la risonanza magnetica o la TC, potrebbero essere raccomandati se si sospetta un coinvolgimento degli organi interni o come indagini pre-operatorie qualora fosse necessario l’intervento chirurgico.

    Come si previene la lordosi?

    Poiché in genere la lordosi (più precisamente l’iperlordosi) è idiopatica, non vi sono strategie che consentano di prevenirla con certezza. È però buona norma mantenere sempre una postura corretta (per tutelare in generale l’intera colonna vertebrale) e svolgere regolarmente attività fisica, allenando anche i muscoli del tronco (“core”), così che possano sostenere al meglio la schiena.

    Qual è il trattamento della lordosi?

    Il trattamento più idoneo per la lordosi dipende da quanto è accentuata la curvatura della colonna vertebrale e dalla presenza di sintomi (nonché dalla loro gravità). In molti casi la lordosi è lieve e può non richiedere trattamenti; in presenza di dolore e diminuzione della motilità, invece, il/la medico/a può raccomandare farmaci antinfiammatori e soprattutto strategie quali:

    • fisioterapia, mirata a migliorare forza e flessibilità dei muscoli della schiena e per migliorare la postura (non riduce la curvatura della colonna ma aiuta a ridurre il dolore);
    • uso di tutore (bustino) per evitare che la curvatura diventi più accentuata, per tempi diversi a seconda della necessità.

    La chirurgia è riservata ai casi più gravi, quando l’iperlordosi è molto accentuata e causa sintomi importanti, tanto più se con il coinvolgimento degli organi interni. L’intervento più comune per la correzione dell’iperlordosi è la artrodesi vertebrale, che consiste nel riallineare la colonna e stabilizzare i segmenti interessati mediante viti e barre metalliche, favorendo la fusione ossea tra le vertebre. In alcuni casi si associano osteotomie, cioè sezioni controllate dell’osso, per correggere in modo più preciso l’angolo della curva.

    L’intervento chirurgico per la correzione della lordosi si esegue solo raramente: il trattamento si basa di norma su strategie conservative.

     

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