Impetigine
L’impetigine è un’infezione batterica della pelle. Causa un’eruzione cutanea con rigonfiamenti rossastri, a volte con bolle (impetigine bollosa), che si presentano tipicamente intorno alla bocca e al naso, sebbene l’infezione possa interessare la cute in ogni area del corpo.
Si tratta di una condizione comune, anche perché l’infezione è molto contagiosa. La maggior parte dei casi si presenta nei mesi più caldi, soprattutto estate e autunno, perché il calore e l’umidità favoriscono la proliferazione dei batteri. È particolarmente comune in età pediatrica (la grande maggioranza dei casi si osserva nei bambini tra i 2 e i 5 anni) ma può interessare anche gli adulti. Sebbene possa essere molto fastidiosa e sia, appunto, contagiosa, non è di norma pericolosa e può essere facilmente trattata con una terapia antibiotica locale.
Quali sono le cause dell’impetigine?
L’impetigine è dovuta a un’infezione batterica: il batterio più comunemente coinvolto è Staphylococcus aureus (S. aureus) responsabile di circa l’80% dei casi. Negli altri casi, la causa dell’impetigine può essere fatta risalire a infezioni da parte di Streptococcus pyogenes (S. pyogenes, noto anche come streptococco β-emolitico di gruppo A), oppure di una combinazione di S. aureus e S. pyogenes. Questi batteri penetrano la cute e stabiliscono l’infezione, considerata primaria se la pelle è integra e secondaria se l’ingresso dei batteri avviene attraverso piccole lesioni. Queste ultime possono essere rappresentate per esempio da piccoli tagli, bruciature, punture o morsi di insetti, varicella, lesioni dovute a dermatite atopica eccetera. L’infezione può inoltre essere facilitata da condizioni di malnutrizione, scarse condizioni igieniche o abbassamento delle difese immunitarie.
Il meccanismo di contagio dell’impetigine è per contatto diretto con una superficie o tessuto infetto (compresi per esempio lenzuola e asciugamani), sul quale sono presenti i batteri.
In linea di massima, possono dunque essere considerati fattori di rischio per l’impetigine:
- età (la maggior parte dei casi si verifica in età pediatrica, tra i 2 e i 5 anni, ma è importante ricordare che l’impetigine può interessare anche gli adulti);
- tempo caldo e umido (che favorisce la proliferazione batterica);
- condizioni di sovraffollamento o pratica di attività, per esempio sportive, che prevedono il contatto fisico;
- presenza di cute danneggiata (che favorisce l’ingresso dei batteri);
- indebolimento del sistema immunitario.
L’infezione responsabile dell’impetigine si trasmette per contatto diretto con una superficie infetta, ed è facilitata dalla presenza di lesioni della pelle.
Quali sono i sintomi dell’impetigine?
In linea generale, il segno principale dell’impetigine è rappresentato da un’eruzione cutanea formata da piccoli rigonfiamenti rossastri raggruppati tra loro e pieni di siero, che prude e può essere dolorosa; successivamente i rigonfiamenti si rompono e formano una crosticina. Esistono tuttavia diverse forme di impetigine, distinte in base alla manifestazione specifica.
- Impetigine non bollosa. Rappresenta la forma più comune, caratterizzata appunto dalle piccole piaghe e rigonfiamenti prima descritti, a volte associati a gonfiore dei linfonodi.
- Impetigine bollosa. È una forma più rara di impetigine, comune soprattutto nei bambini con meno di due anni. A differenza di quanto avviene nella forma precedente, si formano grandi bolle piene di liquido, ma non è presente arrossamento cutaneo. Anche in questo caso, comunque, le bolle si rompono e si forma una cicatrice.
- Ectima. Rappresenta una forma di impetigine non trattata, più comune nelle persone immunocompromesse, in cui l’infezione cutanea raggiunge gli strati più profondi. Si presenta con bolle dolorose che, rompendosi, formano ulcere profonde e aperte, sulle quali si forma una crosta spessa. Data la profondità della lesione, può in seguito rimanere una cicatrice.
L’impetigine interessa di solito la cute intorno alle labbra o al naso, ma può presentarsi in ogni parte del corpo, compresi per esempio gli arti e lo scalpo; grattando l’eruzione cutanea, inoltre, è possibile diffondere l’infezione ad altre aree. Le forme di impetigine bollosa interessano più comunemente il torace, e possono colpire anche la mucosa della bocca.
Pur non rappresentando di norma una condizione pericolosa, vale la pena evidenziare che, seppur di rado, alcuni ceppi batterici responsabili di impetigine possono raggiungere i reni, causando un’infiammazione (glomerulonefrite), complicanza rara ma grave. Tra le altre possibili complicanze dell’impetigine vanno poi annoverate la possibilità che l’infezione si diffonda in altre aree del corpo e che lasci cicatrici sulla pelle.
L’impetigine bollosa, meno comune della forma non bollosa, interessa soprattutto i bambini molto piccoli, con meno di due anni.
Come si arriva alla diagnosi di impetigine?
La diagnosi di impetigine è essenzialmente clinica, cioè basata sulla valutazione di segni e sintomi, tenendo in considerazione eventuali fattori di rischio. In alcuni casi, il/la dermatologo/a (oppure pediatra o medico/a di base) può richiedere anche un esame culturale, prelevando con un tampone un campione del fluido dell’eruzione cutanea. Questo permette di stabilire con certezza il tipo di batterio presente, e può essere raccomandato per esempio in presenza di infezioni ricorrenti o molto estese, oppure se la terapia antibiotica non risulta efficace.
Come si previene l’impetigine?
L’impetigine si trasmette da una persona all’altra per contatto diretto con una superficie infetta. Prevenire l’infezione significa quindi essenzialmente evitare tale contatto e assicurare un’igiene adeguata delle superfici e dei tessuti (compresi abiti, biancheria, lenzuola, asciugamani) e delle mani, che devono essere lavate frequentemente. Vale la pena sottolineare che i batteri responsabili di impetigine possono sopravvivere a lungo nell’ambiente esterno.
Per chi ha già l’impetigine, è importante evitare di trasmettere l’infezione seguendo il trattamento indicato ed evitando di grattare l’eruzione cutanea, così da non diffondere il batterio. Anche se il rischio di contagio diminuisce in breve tempo con la terapia antibiotica, soprattutto per i bambini è consigliato rimanere a casa fino all’avvenuta guarigione.
Qual è il trattamento dell’impetigine?
L’impetigine può risolversi spontaneamente ma, per evitare il rischio di complicanze, per non diffonderla ad altre persone e non da ultimo per accelerare la guarigione, è importante seguire la cura corretta. Quest’ultima è rappresentata da una terapia antibiotica, di norma con antibiotici topici se l’infezione è localizzata e non bollosa. Se invece l’impetigine è bollosa o diffusa, o ancora se le lesioni sono profonde, il/la medico/a può raccomandare l’uso di antibiotici sistemici da assumere per via orale.
È importante notare che, sebbene l’impetigine sia in linea di massima trattabile in modo molto efficace, possono a volte presentarsi forme antibiotico-resistenti. L’antibiotico-resistenza è un fenomeno comune a molte infezioni batteriche, e sempre più diffuso, nel quale si presentano ceppi batterici in grado di sopravvivere a uno o più antibiotici di elezione. In questi casi è dunque necessario modificare il trattamento individuando un antibiotico o una combinazione di antibiotici efficaci.
Per tutta la durata del trattamento dell’impetigine è importante mantenere una buona igiene personale e dell’ambiente circostante per evitare che l’infezione si diffonda. È dunque necessario lavare accuratamente superfici, tessuti e oggetti domestici, e lavare frequentemente le mani. Per sicurezza, inoltre, si può applicare l’antibiotico topico usando guanti monouso. È anche importante lavare le zone interessate con acqua e un sapone delicato e neutro; dopo aver applicato l’antibiotico, si consiglia di coprire la zona con una leggera garza sterile, che eviti la diffusione per contatto dei batteri.
- British Association of Dermatologists, Impetigo, https://www.bad.org.uk/pils/impetigo
- Cleveland Clinic, Impetigo, https://my.clevelandclinic.org/health/diseases/15134-impetigo
- ISS Salute, Istituto superiore di sanità, Impetigine, https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/i/impetigine
- Nardi NM, Schaefer TJ. Impetigo. StatPearls (2023) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK430974/
Redazione Kormed
L’attività redazionale di Kormed si basa su un approccio rigoroso e responsabile alla divulgazione scientifica, con l’obiettivo di offrire contenuti che siano clinicamente accurati e accessibili. Grazie al supporto di un pool di esperti, tra cui medici, biologi e professionisti del settore, specializzati in comunicazione medica, sviluppiamo testi che riflettono l’attualità delle conoscenze scientifiche…Leggi di più