Glomerulonefrite
La glomerulonefrite è una malattia renale caratterizzata da infiammazione e danno dei glomeruli, le minuscole unità filtranti costituite da capillari (piccoli vasi sanguigni) presenti nei reni, che hanno il compito di eliminare dal sangue le scorie e i liquidi in eccesso presenti nell’organismo (primo passaggio per la formazione dell’urina). Quando i glomeruli vengono danneggiati, non riescono più a svolgere correttamente la loro funzione, con conseguente compromissione dell’attività renale.
La glomerulonefrite può essere primaria, quando ha origine direttamente a livello dei reni, oppure secondaria, quando è causata da altre patologie o condizioni sistemiche.
Ci sono diversi criteri di classificazione della glomerulonefrite e il principale è basato sul decorso della malattia, che distingue:
- glomerulonefrite acuta, caratterizzata da insorgenza improvvisa;
- glomerulonefrite cronica, che si sviluppa lentamente nel tempo.
In alcuni casi, la forma acuta può evolvere in una forma cronica oppure progredire verso una glomerulonefrite rapidamente progressiva, una condizione particolarmente grave in cui la maggior parte dei glomeruli viene rapidamente distrutta. Questo processo può portare a insufficienza renale, la complicanza più grave della glomerulonefrite, caratterizzata da una perdita della funzione renale che richiede un trattamento urgente, come la dialisi.
Sebbene le cure per la glomerulonefrite siano spesso efficaci, questa condizione può determinare diverse complicanze, tra cui trombosi venosa, embolia polmonare, ipertensione arteriosa, aumento del colesterolo (ipercolesterolemia) e sindrome nefrosica, caratterizzata da un’eccessiva perdita di proteine nelle urine. Nei casi più gravi può evolvere in malattia renale cronica, ossia un danno progressivo e irreversibile dei reni, oppure, come già accennato, in insufficienza renale.
La glomerulonefrite acuta può comparire a qualsiasi età, inclusa l’infanzia, e colpisce più frequentemente i maschi rispetto alle femmine, con un rapporto di circa 2:1.
La glomerulonefrite è una malattia renale che interessa i glomeruli, le minuscole unità filtranti dei reni responsabili della depurazione del sangue da scorie e liquidi in eccesso.
Quali sono le cause della glomerulonefrite?
Le cause della glomerulonefrite sono diverse e talvolta non facilmente identificabili. Possono variare a seconda che la forma sia acuta o cronica.
Cause della glomerulonefrite acuta
La glomerulonefrite acuta può essere causata da fattori infettivi o non infettivi.
- Cause infettive: alcune infezioni possono scatenare una risposta immunitaria che porta all’accumulo di immunocomplessi (formati dall’unione tra anticorpi e sostanze estranee, gli antigeni) nei glomeruli, provocando infiammazione. Tra le principali cause troviamo infezioni batteriche da streptococco (spesso successive a mal di gola o impetigine), responsabili della glomerulonefrite post-streptococcica, ma anche infezioni da stafilococco e pneumococco. Inoltre, possono essere coinvolte l’endocardite batterica (infezione del rivestimento interno delle cavità e delle valvole cardiache) e infezioni virali come epatite B, epatite C e HIV, che possono anch’esse causare danni renali. La glomerulonefrite acuta che si manifesta conseguentemente alle infezioni è detta glomerulonefrite post-infettiva.
- Cause non infettive: comprendono la glomerulonefrite membranoproliferativa (infiammazione dei glomeruli causata da una risposta immunitaria), malattie autoimmuni e vasculiti. Tra le malattie autoimmuni che possono causare glomerulonefrite troviamo il lupus eritematoso sistemico, la malattia anti-GBM (sindrome di Goodpasture) e la nefropatia da IgA, caratterizzata da un deposito anomalo di immunoglobuline A nei glomeruli, che provoca infiammazione (glomerulonefrite a depositi di IgA o glomerulonefrite di Berger). Tra le vasculiti coinvolte rientrano la poliarterite nodosa, la granulomatosi con poliangioite (ex malattia di Wegener), la poliangioite microscopica e la porpora di Schönlein-Henoch. Queste condizioni possono danneggiare i vasi sanguigni renali e determinare un’infiammazione dei glomeruli attraverso meccanismi immunologici (glomerulonefrite autoimmune).
Cause della glomerulonefrite cronica
La glomerulonefrite cronica può derivare da alcune delle stesse condizioni che causano la forma acuta, come la glomerulonefrite membranoproliferativa, il lupus eritematoso sistemico o la nefropatia da IgA.
Tra le altre cause ci sono alcune patologie glomerulari, come la glomerulosclerosi focale e segmentaria, caratterizzata dalla presenza di cicatrici in alcuni glomeruli, e condizioni sistemiche come l’ipertensione arteriosa che, se non adeguatamente controllata, può nel tempo causare danni e cicatrizzazione dei glomeruli.
Anche alcune patologie metaboliche, nel tempo, possono compromettere la funzionalità renale; per esempio, la nefropatia associata al diabete è dovuta ai livelli alti di glucosio nel sangue, che determinano un danno progressivo ai nefroni con conseguente perdita della funzione renale.
Occasionalmente, la glomerulonefrite cronica può essere causata da fattori genetici, sebbene siano rari. Tra questi vi sono forme ereditarie come la sindrome di Alport, che può interessare anche l’udito e la vista.
Altre cause includono le neoplasie (forme paraneoplastiche): tumori come quelli dello stomaco, del polmone, la leucemia linfatica cronica e il mieloma multiplo possono essere associati a forme di glomerulonefrite cronica, attraverso meccanismi immunologici.
In molti casi di glomerulonefrite cronica, tuttavia, la causa non può essere individuata.
Quali sono i sintomi della glomerulonefrite?
I segni e i sintomi della glomerulonefrite possono variare in base alla forma, acuta o cronica, e alla causa sottostante. Nella forma cronica, la malattia può rimanere silente per lungo tempo: molte persone non presentano sintomi evidenti e il danno renale può diventare significativo prima di essere riconosciuto.
In generale, i sintomi più comuni della glomerulonefrite sono:
- urine rosa, rosse o marroni (ematuria): dovute alla presenza di sangue (alcuni farmaci o coloranti alimentari possono alterare il colore delle urine, in caso di dubbio è bene consultare immediatamente un/una professionista sanitario/a);
- urine schiumose (proteinuria/albuminuria): indicano la presenza di proteine nelle urine; se la perdita di proteine è alta, può comparire la sindrome nefrosica;
- riduzione della quantità di urina (oliguria), più raramente alterazioni della frequenza urinaria;
- ritenzione di liquidi (edema): con gonfiore a gambe, piedi, mani, viso o addome;
- respiro corto (dovuto all’accumulo di liquidi nei polmoni);
- ipertensione arteriosa;
- nausea e vomito;
- perdita di appetito o di peso;
- stanchezza e debolezza;
- dolore addominale o articolare;
- febbre o sintomi simil-influenzali;
- eruzioni cutanee.
Come si arriva alla diagnosi di glomerulonefrite?
La diagnosi di glomerulonefrite può essere effettuata sia in presenza di sintomi acuti sia in modo occasionale, durante controlli di routine, come per esempio visite di prevenzione o monitoraggio di patologie croniche come il diabete.
Per valutare la funzione renale e arrivare a una diagnosi, si utilizzano diversi esami.
- Esame delle urine: consente di rilevare la presenza di anomalie come globuli rossi e proteine, che normalmente non dovrebbero essere presenti, oppure globuli bianchi indicativi di infiammazione; può anche evidenziare segni di infezione o altre alterazioni della funzionalità renale.
- Esami del sangue: permettono di valutare i livelli di sostanze di scarto (come creatinina e urea), che risultano aumentati in caso di ridotta funzione renale; possono inoltre evidenziare la presenza di anticorpi legati a malattie autoimmuni, infezioni o livelli alti di glucosio suggestivi di diabete.
- Esami di imaging: includono tecniche come ecografia o TC, utili per osservare dimensioni, struttura ed eventuali anomalie dei reni.
- Biopsia renale: consiste nel prelievo di un piccolo campione di tessuto renale tramite un ago, da analizzare al microscopio; viene impiegata per confermare la diagnosi e definire il tipo e la gravità del danno. Per esempio, consente di identificare la glomerulonefrite membranosa, caratterizzata da un ispessimento della membrana basale con depositi di immunocomplessi, distinguendola dalla glomerulonefrite a lesioni minime, una forma che, pur mostrando alterazioni quasi assenti al microscopio ottico, può causare sindrome nefrosica, soprattutto nel bambino.
Come si previene la glomerulonefrite?
Non è possibile prevenire tutte le forme di glomerulonefrite. Tuttavia, alcune misure possono contribuire a ridurre il rischio o a limitarne la progressione:
- seguire un’alimentazione equilibrata: povera di sale (sodio), per aiutare a ridurre la pressione arteriosa e la ritenzione di liquidi, e povera di grassi/colesterolo per diminuire il rischio cardiovascolare; in alcuni casi può essere utile anche ridurre l’apporto di proteine e potassio, per limitare l’accumulo di scorie nel sangue e l’assunzione di liquidi, se indicato dal/dalla medico/a;
- mantenere una buona idratazione: bere una quantità adeguata di acqua durante la giornata aiuta i reni a filtrare correttamente le sostanze di scarto e a mantenere l’equilibrio dei liquidi nell’organismo;
- effettuare controlli periodici della funzione renale nei soggetti a rischio;
- mantenere sotto controllo la glicemia per prevenire la nefropatia diabetica;
- controllare la pressione arteriosa;
- prevenire le infezioni adottando comportamenti sicuri, come pratiche sessuali protette;
- smettere di fumare.
Qual è il trattamento della glomerulonefrite?
Il trattamento della glomerulonefrite dipende da diversi fattori, tra cui la forma, i sintomi, la gravità e la causa della malattia, l’età e lo stato di salute generale della persona. In alcuni casi, nelle forme acute post-infettive, la condizione può migliorare spontaneamente.
Gli interventi terapeutici hanno l’obiettivo di rallentare la progressione della malattia, prevenire le complicanze e trattare la causa sottostante.
In generale, il trattamento prevede una combinazione di terapia farmacologica, sempre sotto prescrizione e controllo medico, e modifiche dello stile di vita:
- farmaci antipertensivi: riducono la pressione arteriosa e proteggono la funzione renale;
- corticosteroidi: vengono utilizzati per ridurre l’infiammazione e modulare l’attività del sistema immunitario;
- diuretici: favoriscono l’eliminazione dei liquidi in eccesso;
- immunosoppressori: vengono impiegati per ridurre la risposta del sistema immunitario nelle forme autoimmuni;
- dieta equilibrata (come misura di supporto, analogamente a quanto indicato per la prevenzione).
Se non trattata adeguatamente, la malattia può progredire causando danni renali ed evolvere in malattia renale cronica o in insufficienza renale; in questo caso possono essere necessari trattamenti sostitutivi della funzione renale, come:
- dialisi: una procedura che permette di supplire al malfunzionamento renale, filtrando il sangue per eliminare i prodotti di scarto ed evitare che si accumulino nell’organismo;
- trapianto di rene da donatore.
Il trattamento della glomerulonefrite è finalizzato a rallentare la progressione della malattia, prevenire le complicanze e intervenire sulla causa sottostante.
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Redazione Kormed
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