Disturbo bipolare
Il disturbo bipolare è una patologia mentale caratterizzata dall’avvicendarsi di episodi di mania o ipomania alternati a episodi di depressione. Questi episodi, dalla durata estremamente variabile tra loro, influenzano l’umore, i livelli di energia e le abilità cognitive. Di conseguenza, possono interferire in modo significativo con la capacità di portare avanti le proprie attività quotidiane, tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità riconosce il disturbo bipolare come una delle principali cause di disabilità a livello globale. Inoltre, questa condizione è associata a un maggior rischio di suicidio, abuso di sostanze e comportamenti che danneggiano la salute (come il fumo di sigaretta), nonché di altre patologie fisiche, che insieme possono determinare una ridotta aspettativa di vita.
Un tempo, il disturbo bipolare era noto come psicosi maniaco-depressiva, espressione che oltre a contribuire allo stigma associato alla patologia è impropria e non tiene correttamente in considerazione le diverse forme della condizione; per queste ragioni, oggi si parla invece propriamente di disturbo bipolare.
Esistono quattro principali sottotipi di disturbo bipolare:
- disturbo bipolare di tipo I, quando un persona sperimenta uno o più episodi maniacali completi ma non necessariamente episodi depressivi;
- disturbo bipolare di tipo II, in cui non sono presenti episodi maniacali completi ma episodi depressivi e ipomaniacali;
- ciclotimia, caratterizzata da un umore cronicamente instabile con episodi depressivi e di ipomania, globalmente più blanda rispetto ai disturbi bipolari I e II;
- altre forme di disturbo bipolare e disturbi correlati (per esempio indotti da farmaci o da un’altra condizione medica).
Il disturbo bipolare interessa in proporzioni uguali uomini e donne e, nella maggior parte dei casi, si manifesta tra l’adolescenza e la prima età adulta (15-24 anni) oppure nell’età adulta (45-54 anni), sebbene spesso i sintomi siano riconoscibili già prima dei 25 anni.
Tutt’oggi questa condizione soffre di un forte stigma e la diagnosi risulta spesso erronea, aspetti che possono rendere più complesso accedere a un trattamento adeguato. Quest’ultimo, pur non risolutivo, può consentire un’efficace gestione della malattia, anche nei casi più gravi.
Quali sono le cause del disturbo bipolare?
Come per molte patologie, soprattutto psichiatriche, le cause del disturbo bipolare non sono del tutto note, e gli studi suggeriscono che questa condizione dipenda da un complesso insieme di fattori genetici, epigenetici, ambientali e neurochimici.
Da una parte, infatti, è noto che il rischio di disturbo bipolare è più alto per le persone i cui parenti ne soffrono; in effetti, questo disturbo è considerato tra quelli in cui la componente ereditaria è più forte, e gli studi hanno identificato numerosi geni associati alla patologia (nessuno di essi comunque è sufficiente, da solo, a determinare l’insorgenza del disturbi bipolare).
Dall’altra, anche eventi stressanti e dolorosi (abusi e maltrattamenti nell’infanzia, ma anche successivi e relativi alla vita adulta) sembrano poter contribuire all’insorgenza del disturbo bipolare.
Intanto, la ricerca ha evidenziato come il disturbo bipolare sia associato anche a lievi alterazioni cerebrali, che potrebbero aiutare sia a comprendere meglio le cause sottostanti della patologia, sia a identificare trattamenti più efficaci.
Quali sono i sintomi del disturbo bipolare?
In linea generale, il disturbo bipolare è caratterizzato da importanti fluttuazioni dell’umore: chi ne soffre passa quindi da periodi in cui si sente pieno di energia, euforico, con poco bisogno di dormire, a periodi di depressione con tristezza profonda, stanchezza, pensieri negativi e perdita di interesse per le proprie attività. Spesso questi periodi estremi sono intervallati da periodi in cui l’umore è stabile e fisiologico.
I periodi “su” sono i cosiddetti episodi maniacali, mentre quelli “giù” sono detti episodi depressivi. Quando gli episodi maniacali sono lievi-moderati, si parla più propriamente di ipomania; nei casi più gravi, invece, sia gli episodi maniacali sia quelli depressivi possono sfociare nella psicosi, nella quale la persona perde il contatto con la realtà e può soffrire di allucinazioni.
È importante evidenziare che gli episodi maniacali e depressivi non sono semplici “alti e bassi” dell’umore ma, anche nelle forme più lievi (ipomania), risultano intensi e possono interferire in modo significativo con la vita quotidiana e le relazioni affettive e professionali. Ricorrono inoltre nel corso di tutta la vita della persona e, senza un trattamento adeguato, tendono a peggiorare per gravità e frequenza. Inoltre, è importante osservare che il disturbo bipolare è associato spesso ad altri disturbi mentali (come disturbi d’ansia, disturbo post-traumatico da stress e disturbo da uso di sostanze) e non (in particolare obesità e sindrome metabolica). È anche associato a un invecchiamento precoce e a una minor aspettativa di vita, sia per cause naturali (soprattutto per malattie respiratorie come la BPCO e per malattie cardiovascolari come infarto e ictus) sia per cause non naturali (in particolare è alto il rischio di suicidio).
Possibili sintomi di un episodio maniacale
- Aumento dell’energia e delle attività, minor bisogno di riposo.
- Umore euforico ed eccessivamente entusiasta.
- Estrema irritabilità.
- Difficoltà a mantenere la concentrazione.
- Scarsa capacità di giudizio.
- Pensieri “accelerati”.
- Parlato veloce, che salta da un argomento all’altro.
- Aumento dell’attività sessuale.
- Comportamento provocatorio e aggressivo.
Gli episodi maniacali possono essere associati a un abuso di sostanze (alcolici, droghe, sonniferi) e convinzioni irrealistiche sulle proprie abilità. Chi ne soffre tende a negare che vi sia qualcosa di anomalo.
Possibili sintomi di un episodio depressivo
- Perdita di appetito o al contrario consumo eccessivo di cibo.
- Insonnia o al contrario eccesso di sonno.
- Perdita di interesse per le attività abituali.
- Tristezza e malinconia.
- Irritabilità.
- Mancanza di energia.
- Difficoltà di concentrazione.
- Dolore cronico o altri disturbi fisici che non rispondono al trattamento.
- Pensieri di morte o di suicidio.
Gli episodi depressivi possono anch’essi essere associati a comportamenti pericolosi, come l’abuso di sostanze.
Gli episodi maniacali e depressivi che caratterizzano il disturbo bipolare non sono semplici fluttuazioni dell’umore, ma influenzano profondamente il comportamento e le abilità cognitive della persona e possono interferire in modo grave con la vita quotidiana.
Come si arriva alla diagnosi di disturbo bipolare?
Lo stigma nei confronti del disturbo bipolare e la possibile sovrapposizione dei sintomi con quelli di altri disturbi mentali, come la depressione o la schizofrenia (link scheda), uniti alla variabilità dei sintomi stessi tra una persona e l’altra e nei diversi sottotipi di disturbo bipolare, spesso rendono tardiva la diagnosi, soprattutto in età pediatrica e in adolescenza, quando riconoscere i sintomi può essere particolarmente difficile. Inoltre, bisogna evidenziare che a oggi non sono disponibili esami di laboratorio o di imaging che possano contribuire alla diagnosi: questa è dunque clinica e si basa sulla valutazione da parte del/la psichiatra di tipo, durata e gravità dei sintomi secondo criteri specifici, che permettono anche di distinguere lo specifico sottotipo di disturbo bipolare.
La diagnosi di disturbo bipolare è clinica e si basa sulla valutazione dei sintomi secondo criteri specifici.
Come si previene il disturbo bipolare?
Purtroppo, non essendo a oggi note le cause del disturbo bipolare, non ci sono strategie di prevenzione efficaci per questa condizione. Per chi ha già ricevuto una diagnosi, comunque, seguire il trattamento è fondamentale per evitare l’aggravarsi dei sintomi e limitarne frequenza e intensità, così da poter avere una vita piena e normale.
Qual è il trattamento del disturbo bipolare?
Sebbene non vi sia a oggi una cura risolutiva, il disturbo bipolare può essere trattato in modo efficace: essendo una condizione cronica, comunque, il trattamento non riguarda solo gli episodi acuti ma deve essere portato avanti per tutta la vita. Seguire il trattamento in modo continuativo aiuta anche a prevenire le recidive degli episodi maniacali e/o depressivi.
Inoltre, è importante evidenziare che non c’è un trattamento unico per ogni persona e capire quale strategia terapeutica sia più efficace può richiedere tempo.
In linea di massima, il trattamento del disturbo bipolare si basa soprattutto sulla psicoterapia e sulla somministrazione di farmaci stabilizzanti dell’umore (come il litio, uno dei più usati per la terapia del disturbo bipolare), oppure antipsicotici atipici. A seconda dei casi possono essere raccomandati anche gli antidepressivi, che però non rappresentano la terapia di prima linea e sono raccomandati in associazione con altri farmaci.
In alcuni casi, quando la terapia farmacologica non è efficace e soprattutto se è alto il rischio di suicidio, può essere raccomandata la terapia elettroconvulsivante, con applicazione di brevi scosse elettriche somministrate in anestesia generale, che agisce sul cervello con una combinazione di effetti.
In linea generale, infine, nell’ambito del trattamento del disturbo bipolare è importante che la persona che ne soffre non solo segua le indicazioni mediche, ma impari a conoscere la patologia, a riconoscere i segnali di un possibile episodio maniacale/depressivo ed eventuali trigger (fattori scatenanti) che possono facilitarne la comparsa; è anche raccomandato cercare di seguire uno stile di vita sano, evitando droghe e alcolici e garantendosi un riposo sufficiente.
Dal punto di vista farmacologico, il trattamento del disturbo bipolare si basa di solito su stabilizzanti dell’umore o antipsicotici atipici.
- American Psychiatry Association, What are Bipolar Disorders? https://www.psychiatry.org/patients-families/bipolar-disorders/what-are-bipolar-disorders
- Cleveland Clinic, Bipolar Disorder, https://my.clevelandclinic.org/health/diseases/9294-bipolar-disorder
- International Bipolar Foundation, About Bipolar Disorder, https://ibpf.org/about-bipolar-disorder/
- World Health Organization, Bipolar Disorder, https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/bipolar-disorder
Redazione Kormed
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