Disturbi della personalità
I disturbi della personalità sono un insieme di patologie definite dalla quinta e più recente revisione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM), il principale riferimento per i disturbi mentali, come «Un modello persistente di esperienza interiore e di comportamento che devia in modo marcato dalle aspettative della cultura dell’individuo». In altre parole, rappresentano non una condizione occasionale, bensì un modello stabile che riguarda il modo in cui la persona pensa, sente ed elabora le proprie emozioni e quello in cui agisce e si relaziona con gli altri. È importante notare che la definizione fa riferimento anche alla cultura di appartenenza della persona, un elemento che sottolinea come ciò che viene considerato disfunzionale non è universale, ma dipende anche dal contesto sociale e culturale di riferimento.
Il DSM distingue dieci tipi di disturbi della personalità, raggruppati in tre cluster:
- Cluster A, Disturbi di personalità eccentrici o strani, che raccoglie il disturbo paranoide, il disturbo schizoide e il disturbo schizotipico;
- Cluster B, Disturbi di personalità drammatici, emotivi o impulsivi, che raccoglie il disturbo antisociale, il disturbo borderline, il disturbo istrionico e il disturbo narcisistico;
- Cluster C, Disturbi di personalità ansiosi o timorosi, che raccoglie il disturbo evitante, il disturbo dipendente e il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (da distinguere dal disturbo ossessivo-compulsivo vero e proprio, che è un disturbo d’ansia).
Sebbene i diversi disturbi della personalità possano differire molto l’uno dall’altro, ciascuno può avere un’influenza significativa sulla vita di chi ne soffre, sia per alcuni aspetti specifici (come le relazioni affettive, la professione eccetera) sia per il benessere generale dell’individuo.
I disturbi della personalità non sono infrequenti e, secondo alcune stime, possono interessare il 6% circa della popolazione. Anche se oggi non esiste una cura, il corretto trattamento, soprattutto se tempestivo, può mitigarne i sintomi e migliorare la qualità della vita della persona.
Quali sono le cause dei disturbi della personalità?
La personalità di un individuo è definita come quel modello di comportamento e di tratti specifici, che lo portano a pensare, comportarsi, sentire in modo diverso da ogni altra persona. Queste caratteristiche sono di lunga durata, presenti fin dall’adolescenza, e pur essendo influenzate sia da aspetti ereditari sia dall’ambiente tendono a mantenersi costanti nel corso della vita.
Questa premessa è utile per capire meglio i disturbi della personalità. Va però precisato da subito che, come spesso avviene, soprattutto nell’ambito dei disturbi mentali, le cause precise dei disturbi di personalità non sono chiare, ma hanno radici complesse che affondano in diversi fattori, genetici e ambientali. Il quadro è reso ancora più complesso dalla difficoltà a definire una “personalità sana”, anche se in linea di massima questa può essere vista come la capacità di affrontare le difficoltà della vita e stabilire e mantenere le relazioni affettive. Sempre in linea di massima, quindi, il disturbo della personalità si presenta quando la persona ha un modello di pensiero, comportamento e risposta emotiva che inficia queste capacità.
Sono ancora pochi gli studi che permettono di far luce sulle cause dei disturbi della personalità; peraltro, va specificato che i diversi tipi di disturbi della personalità possono avere origini differenti, anche se sempre multifattoriali. Per esempio, alcuni studi hanno indagato alcuni aspetti biologici dei disturbi della personalità del cluster B, concentrandosi in particolare sul disturbo antisociale di personalità, suggerendo che le persone con questa condizione avrebbero un arousal (cioè il grado di attivazione del sistema nervoso di una persona, ossia quanto il corpo e il cervello sono pronti a reagire agli stimoli) più basso del normale. Per compensare questa condizione, la persona avrebbe bisogno di stimoli sensoriali più intensi per raggiungere lo stesso livello di attivazione cerebrale delle altre persone. Altri studi si sono invece concentrati sul disturbo borderline di personalità, evidenziando sia il possibile ruolo di alcuni geni (globalmente associati allo stress e alla regolazione emotiva), sia alcune differenze in strutture cerebrali che, a loro volta, potrebbero essere correlate a traumi vissuti nell’infanzia.
Gli studi non hanno ancora messo in luce la causa dei disturbi della personalità, anche se hanno evidenziato alcune caratteristiche per alcuni specifici disturbi.
Quali sono i sintomi dei disturbi della personalità?
Non solo ciascun disturbo della personalità si presenta con sintomi differenti, ma più in generale ogni persona è diversa dalle altre, per cui la manifestazione del disturbo può coprire uno spettro molto ampio. Si può quindi proporre solo un’estrema sintesi generale dei sintomi dei disturbi della personalità, che in linea di massima sono caratterizzati da:
- problemi con la propria identità e il senso di sé, perché le persone con disturbo della personalità spesso non hanno un’immagine stabile e chiara di sé stesse e l’autostima può essere irrealisticamente alta o bassa;
- difficoltà relazionali, dovute per esempio a eccessivo bisogno di attenzioni, o distacco emotivo, o alla difficoltà al rispetto, e che in generale rendono difficile costruire relazioni (affettive e umane, non solo di coppia) stabili.
È importante notare che molto spesso una persona con disturbo della personalità non è consapevole di questi suoi aspetti; bisogna inoltre ricordare che va fatta un’importante distinzione tra quelle che sono le caratteristiche della personalità e ciò che invece rientra nel vero e proprio disturbo della personalità. In altre parole, una persona può essere semplicemente timida senza per questo avere un disturbo evitante della personalità. Inoltre, spesso in concomitanza con disturbi della personalità si presentano altri disturbi mentali, come la depressione, a volte più tipici per lo specifico disturbo (per esempio il disturbo da uso di sostanze è più facilmente associato a disturbi di personalità del cluster B).
I sintomi dei disturbi della personalità emergono in genere durante l’adolescenza (il periodo in cui si forma in modo più definitivo la personalità) e si mantengono in età adulta.
Come si arriva alla diagnosi di disturbo della personalità?
La diagnosi di disturbo della personalità può non essere semplice, soprattutto perché è difficile che la persona percepisca il problema e, di conseguenza, cerchi aiuto. Inoltre, i disturbi della personalità non sono di norma diagnosticati prima dei 18 anni: durante l’adolescenza, infatti, la personalità stessa è in via di formazione e definizione, e i tratti possono cambiare con lo sviluppo.
In linea generale, per la diagnosi il/la psichiatra tiene in considerazione i sintomi e la loro persistenza, perché devono essere presenti nel lungo termine. Nella valutazione, i criteri principali che il/la specialista tiene in considerazione sono:
- presenza di un modello persistente di esperienza interiore e di comportamento che si discosta in modo marcato dalle aspettative della cultura che si manifesta in due (o più) delle aree:
- cognitiva (modi di percepire e interpretare sé stessi, le altre persone e gli eventi),
- affettiva (l’ampiezza, l’intensità, la variabilità e l’adeguatezza delle risposte emotive),
- del funzionamento interpersonale,
- del controllo degli impulsi;
- l’inflessibilità e pervasività del modello, che si mantiene in diverse situazioni personali e sociali;
- il disagio clinicamente significativo o la compromissione nel funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti della vita della persona;
- la continuità del modello (l’esordio può essere fatto risalire all’adolescenza o alla prima età adulta);
- l’impossibilità di spiegare il modello come conseguenza di altri disturbi (mentali e non) né degli effetti di sostanze d’abuso.
A questi criteri generali se ne affiancano altri, più specifici, per i singoli tipi di disturbo della personalità.
I disturbi della personalità sono diagnosticati in base a specifici criteri, ma di rado prima dei 18 anni, perché durante l’adolescenza la personalità stessa è in via di definizione.
Come si prevengono i disturbi della personalità?
Purtroppo, non essendo note le cause, non è possibile a oggi prevenire lo sviluppo di un disturbo della personalità. La miglior strategia per la loro gestione è il trattamento quanto più possibile precoce, che possa mitigare i sintomi e consentire alla persona (e a chi gli è vicino/a) una buona qualità della vita.
Qual è il trattamento dei disturbi della personalità?
Il trattamento dei disturbi della personalità, seppur fondamentale, non è semplice. Non solo infatti chi ne soffre spesso non è consapevole del problema, e quindi difficilmente cerca aiuto o pensa di averne bisogno, ma non esistono terapie specifiche e mirate per questi disturbi. I farmaci possono essere di beneficio solo nel trattamento di disturbi mentali concomitanti (per esempio per ridurre i sintomi della depressione, o in quelli da uso di sostanze eccetera). La psicoterapia rappresenta quindi il principale approccio di trattamento per i disturbi della personalità; anche in questo caso, tuttavia, va segnalato che le prove sull’approccio più efficace, tra i molti possibili in psicoterapia, rimangono limitate per diversi disturbi specifici. Fa eccezione il disturbo borderline della personalità, sul quale gli studi concordano sull’efficacia dell’approccio noto come Dialectical Behavior Therapy, che include moduli su regolazione emotiva, tolleranza allo stress, mindfulness, abilità interpersonali.
La psicoterapia può comunque, in linea generale e identificando l’approccio più efficace, aiutare la persona a capire il proprio disturbo, ciò che lo influenza, nonché a gestirne i sintomi e i comportamenti problematici. La prognosi può variare molto da una persona all’altra, anche in base al tipo specifico di disturbo della personalità. Vale la pena concludere ricordando che anche per i familiari e le persone vicine può essere necessario un supporto psicologico per affrontare le difficoltà poste dalla patologia.
- American Psychiatric Association. What are Personality Disorders? https://www.psychiatry.org/patients-families/personality-disorders/what-are-personality-disorders
- Bateman AW, Gunderson J, Mulder R. Treatment of personality disorder. Lancet SERIES | Personality Disorders 38 (9969), 735-43 (2015) https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(14)61394-5/abstract
- Cleveland Clinic, Personality Disorders, https://my.clevelandclinic.org/health/diseases/9636-personality-disorders-overview
- Fariba KA, Gupta V, Torrico TJ, Kass E. Personality Disorder. StatPearls (2024) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK556058/
Redazione Kormed
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