Disgrafia
La disgrafia è un disturbo caratterizzato dalla difficoltà a scrivere a mano, nonostante le abilità motorie generali siano normali e l’istruzione presente. Il termine viene infatti da greco antico e, dal punto di vista etimologico, significa proprio “scrittura difficile, alterata”.
È importante evidenziare da subito che la disgrafia non ha nulla a che fare con l’intelligenza delle persone. È invece un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA), come altre condizioni quali per esempio la discalculia, la disortografia e la dislessia: si tratta di un gruppo di disturbi che originano nell’infanzia e sono legati allo sviluppo del sistema nervoso (infatti sono considerati disturbi del neurosviluppo). Nel caso specifico della disgrafia, a essere interessati sono il controllo motorio e grafico della scrittura, non le abilità grammaticali/sintattiche o di contenuto.
Secondo i più recenti dati disponibili per l’Italia, la disgrafia è il DSA meno comune e riguarda circa l’1,4% degli studenti. Può essere difficile da diagnosticare e, tuttavia, una diagnosi tempestiva e corretta è fondamentale per mettere in atto strategie mirate che permettano di gestire, e dove possibile risolvere, i problemi posti dal disturbo e garantire a chi ne soffre un’istruzione adeguata. Questo è particolarmente importante se si considera che spesso la disgrafia è associata anche ad altri disturbi, sia specifici dell’apprendimento sia differenti.
Vale anche la pena evidenziare che problemi affini a quelli determinati dalla disgrafia possono anche insorgere in età più avanzata, a seguito per esempio di traumi o lesioni cerebrali. Sebbene si possa in questi casi parlare di disgrafia acquisita, non si tratta di un disturbo specifico dell’apprendimento e, pertanto, non sarà trattato in questo approfondimento.
Quali sono le cause della disgrafia?
Le cause della disgrafia, così come quelle degli altri disturbi specifici dell’apprendimento, non sono del tutto note. Si ritiene che queste condizioni abbiano un’origine complessa e multifattoriale, che chiama in causa fattori sia genetici sia ambientali. In generale, comunque, rispetto ad altri DSA e in particolare rispetto alla dislessia, la disgrafia è poco indagata dalla ricerca scientifica, sebbene le due condizioni presentino parallelismi.
È comunque noto che la disgrafia non insorge a causa di problemi nello sviluppo motorio, sebbene possa determinare difficoltà nel coordinamento fine dei muscoli necessari alla scrittura e nella loro integrazione con le informazioni visive. Un altro elemento che sembra emergere dagli studi sulla disgrafia è rappresentato dalle alterazioni nei processi cognitivi legati alla scrittura (per esempio nella “memoria ortografica” o più precisamente nel coding ortografico, termine che indica la capacità di mantenere temporaneamente una parola in memoria mentre il cervello ne esamina le lettere che la compongono).
La disgrafia è relativamente poco studiata rispetto ad altri disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), ma come questi ultimi è considerata un disturbo complesso e multifattoriale.
Quali sono i sintomi della disgrafia?
Le persone con disgrafia manifestano difficoltà nella scrittura a mano, mentre il linguaggio orale rimane di norma fluido ed efficace. Vale la pena evidenziare che la scrittura è un processo complesso, che richiede l’attivazione di diverse strutture nervose deputate al controllo e coordinamento delle funzioni cognitive e motorie. I problemi posti dalla disgrafia possono compromettere diversi aspetti della scrittura, come per esempio la leggibilità e la velocità, la capacità di ricordare come si scrivono lettere/numeri, il coordinamento dei movimenti delle dita e l’organizzazione.
Sintomi della disgrafia
- Difficoltà legate al gesto della scrittura e al coordinamento fine dei movimenti, che determinano per esempio problemi a tracciare le lettere, scarsa leggibilità, spaziatura inadeguata tra lettere e parole, problemi a scrivere in linea retta e a controllare la penna/matita, scrittura lenta o irregolare.
- Difficoltà nella rappresentazione di lettere e numeri, legate all’automazione delle forme grafiche, per cui ci possono essere per esempio lettere scritte al contrario, difficoltà nel ricordare come sono fatte, incertezze sull’uso di maiuscole e minuscole.
- Difficoltà linguistiche oltre al gesto motorio, che portano per esempio a difficoltà di grammatica e sintassi, errori di spelling (pronuncia delle singole lettere), ordinamento scorretto delle parole nella frase, omissioni di parole, eccetera.
- Difficoltà di composizione e nelle funzioni esecutive, che possono portare per esempio a problemi a scrivere frasi complete, a strutturare il discorso scritto (anche quando è chiaro e compreso a livello orale), nella pianificazione e organizzazione della scrittura (non perché assenti ma perché competono con lo sforzo richiesto dalla scrittura a mano).
È importante evidenziare che la disgrafia, come gli altri DSA, non riguarda in alcun modo le abilità intellettive, ed è importante riconoscerla come tale per non danneggiare l’autostima di chi ne soffre né le sue possibilità d’istruzione.
Infine, è importante sottolineare anche che spesso la disgrafia è associata ad altri disturbi, che possono essere sempre DSA (per esempio la dislessia) oppure differenti (per esempio disturbo da deficit di attenzione/iperattività o disturbo dello spettro autistico).
Come si arriva alla diagnosi di disgrafia?
Una diagnosi corretta di disgrafia è importante per evitare che le difficoltà poste dal disturbo danneggino l’istruzione e l’autostima del bambino: pertanto, è importante non fraintendere né minimizzare i sintomi. Insegnanti e genitori hanno un ruolo particolarmente importante nel notare le manifestazioni della disgrafia, e il/la pediatra può essere la prima figura di riferimento per indirizzare la diagnosi. Quest’ultima deve comunque essere formulata da un/a neuropsichiatra infantile o da un/a psicologo/a sulla base di una valutazione specialistica e test specifici, e può comunque prevedere un approccio multidisciplinare con altre figure di riferimento.
In generale, è anche importante che la diagnosi di disgrafia sia quanto più possibile precoce. Questo permette di agire in modo tempestivo con strategie mirate, così da ridurre l’impatto del disturbo negli anni a venire, un elemento tanto più importante se si considera che le richieste relative alla scrittura si vanno intensificando con l’avanzare del percorso scolastico.
Per una corretta diagnosi, la disgrafia deve essere valutata con test specifici da un/a neuropsichiatra infantile o psicologo/a.
Come si previene la disgrafia?
Purtroppo, né per la disgrafia né per gli altri disturbi specifici dell’apprendimento gli studi hanno evidenziato cause precise. Questo rende impossibile individuare strategie di prevenzione per evitare l’insorgenza della disgrafia.
Qual è il trattamento della disgrafia?
Sebbene non ci sia una cura per la disgrafia, un trattamento corretto può consentire di gestire il disturbo e mitigarne l’impatto in modo efficace, con effetti importanti per l’istruzione della persona. In quest’ottica, è anche importante che sia quanto più possibile precoce.
In generale, il trattamento della disgrafia si basa su strategie mirate e personalizzate, stabilite in base alle difficoltà presenti. Per esempio, possono essere di beneficio esercizi strutturati per migliorare il coordinamento fine necessario per la scrittura e l’integrazione tra funzioni visive e motorie. Insieme alla disgrafia devono essere trattati anche eventuali altri disturbi presenti, sempre con strategie specifiche.
In Italia, la normativa prevede che gli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento, come la disgrafia, possano usufruire di strumenti compensativi e misure dispensative (per esempio tempi più lunghi per svolgere un compito), nonché di un piano didattico personalizzato, per garantire agli studenti con DSA di poter svolgere il proprio percorso accademico e minimizzare disagi e impatto emotivo che tali disturbi possono causare.
- Aslam SP, Carugno P. Learning Disorder. StatPearls (2025) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK554371/
- Associazione italiana dislessia (AID), La normativa, https://www.aiditalia.org/scuola
- Cleveland Clinic, Dysgraphia, https://my.clevelandclinic.org/health/diseases/23294-dysgraphia
- Döhla D, Willmes K, Heim S. Cognitive Profiles of Developmental Dysgraphia. Front Psychol 9 (2018) https://doi.org/10.3389/fpsyg.2018.02006
- International Dyslexia Association, Dysgraphia, https://dyslexiaida.org/understanding-dysgraphia/
- Ministero dell’Istruzione, I principali dati relativi agli alunni con DSA (2022), https://www.mim.gov.it/documents/20182/6891182/Focus+sugli+alunni+con+Disturbi+Specifici+dell%27Apprendimento_aa.ss.201920_202021
Redazione Kormed
L’attività redazionale di Kormed si basa su un approccio rigoroso e responsabile alla divulgazione scientifica, con l’obiettivo di offrire contenuti che siano clinicamente accurati e accessibili. Grazie al supporto di un pool di esperti, tra cui medici, biologi e professionisti del settore, specializzati in comunicazione medica, sviluppiamo testi che riflettono l’attualità delle conoscenze scientifiche…Leggi di più