Discalculia
La discalculia è un disturbo che influenza il ragionamento matematico e le abilità aritmetiche. Dal punto di vista etimologico, infatti, il termine discalculia significa letteralmente “difficoltà di calcolo”.
Fa parte dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), un gruppo di condizioni che originano durante l’infanzia e sono legate al funzionamento del sistema nervoso (sono infatti considerati disturbi del neurosviluppo). Come gli altri DSA, la discalculia non dipende dalla mancanza di capacità cognitive in generale o di impegno e, sempre come altri DSA, è spesso associata alla presenza di altre condizioni, tra cui per esempio il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, la dislessia, il disturbo dello spettro autistico.
La discalculia non deve quindi essere confusa con una generica condizione di difficoltà con la matematica (ben più comune della discalculia vera e propria), né con quella a volte definita “ansia da matematica” (math anxiety), che rappresenta una risposta emotiva e, pur potendo essere presente nelle persone con discalculia, non ne rappresenta un elemento distintivo. È invece un disturbo preciso, importante da riconoscere correttamente in quanto tale, così da poter intervenire in modo mirato.
Secondo le stime più recenti disponibili, relative agli anni dal 2019 al 2021, la discalculia rappresenta in Italia il 20% dei disturbi specifici dell’apprendimento nelle scuole di I e II grado, e coinvolge l’1,5% circa degli studenti.
Vale la pena evidenziare che esiste anche una forma di discalculia acquisita, che si presenta secondariamente a danni cerebrali. Questa forma, tuttavia, non è un disturbo specifico dell’apprendimento e di conseguenza non sarà trattata in questo approfondimento.
Quali sono le cause della discalculia?
Le cause esatte della discalculia, così come degli altri disturbi specifici dell’apprendimento, non sono del tutto note. In linea generale, si ritiene sia un disturbo complesso e multifattoriale, in cui entrano in gioco fattori sia genetici sia ambientali. Alcuni studi recenti, basati su neuroimaging (quindi tecniche che permettono di vedere il cervello e in alcuni casi la sua attività), suggeriscono che le persone con discalculia possano presentare alterazioni funzionali e strutturali nell’encefalo rispetto alle persone senza il disturbo. Tuttavia, i dati al riguardo sono a volte contrastanti e la loro interpretazione non è chiara. È importante comunque evidenziare che la discalculia non dipende in alcun modo da danni alla vista o all’udito (che possono compromettere la capacità di comprensione e di apprendimento), né tantomeno da disabilità cognitive in generale.
Sebbene alcuni studi abbiano evidenziato differenze nell’encefalo delle persone con discalculia, il loro ruolo non è del tutto chiaro e le cause del disturbo rimangono per ora sconosciute.
Quali sono i sintomi della discalculia?
In termini generali, la discalculia si presenta con difficoltà nell’ambito matematico. Tali difficoltà possono riguardare specifici aspetti del funzionamento matematico, anche in combinazione tra loro, e, inoltre, variano da persona a persona e a seconda dell’ambiente/contesto, nonché nel tempo (sebbene il disturbo sia persistente). Inoltre, è importante sottolineare che la maggior parte dei compiti matematici coinvolge più circuiti cerebrali contemporaneamente: questo fa sì che le difficoltà caratteristiche della discalculia possano emergere in modo selettivo o apparentemente incoerente.
Ambiti di difficoltà della discalculia
- Comprensione di numeri e simboli matematici. Le persone con discalculia possono presentare difficoltà a riconoscere piccole quantità a colpo d’occhio; comprendere le quantità rappresentate dai numeri, il significato dei numeri simbolici, i simboli matematici o i numeri razionali; interpretare unità di misura, potenze, radicali e simboli algebrici, eccetera; padroneggiare il sistema posizionale in base 10 (il sistema di numerazione che si usa, nel quale il valore di una cifra dipende dalla sua posizione nel numero e rappresenta una potenza di 10).
- Memorizzazione dei termini matematici. Le persone con discalculia possono, per esempio avere difficoltà a ricordare sequenze numeriche, tabelline, termini (addendo, fattore, moltiplicatore, eccetera) e formule matematiche.
- Calcolo. La discalculia può anche comprendere difficoltà di calcolo aritmetico e algebrico, scritto e/o orale.
- Ragionamento matematico. Comprende le difficoltà che le persone con discalculia possono avere per esempio nello scegliere strategie efficaci per la risoluzione dei problemi matematici, giustificare i passaggi logici, scomporre i problemi complessi, eccetera.
- Geometria e abilità visuo-spaziali. Le persone con discalculia possono per esempio avere difficoltà a stimare lunghezze, aree, angoli, a passare dalle raffigurazioni bidimensionali a quelle tridimensionali, a eseguire rotazioni e trasformazioni mentali, eccetera.
Come già anticipato, le difficoltà poste dalla discalculia possono emergere nel tempo. Per esempio, nella prima infanzia si potrebbero osservare difficoltà di conteggio o nell’associazione tra numeri e quantità; le difficoltà possono farsi più evidenti in età scolare quando, per esempio, un bambino può continuare a usare le dita anche per i calcoli più semplici, mostrare difficoltà a riconoscere la stessa operazione in forme diverse, organizzare i numeri per ordine di grandezza, eccetera. Soprattutto se la discalculia non è affrontata correttamente, i problemi si mantengono nell’adolescenza e in età adulta: oltre ai problemi scolastici, si possono per esempio presentare difficoltà quotidiane in attività che richiedono l’uso di numeri (per esempio per stimare distanze e tempi, utilizzare ricette di cucina, nella gestione del denaro).
Infine, è importante evidenziare altri due aspetti. Il primo è che la discalculia è spesso associata ad altri disturbi, sia specifici del linguaggio sia differenti (tra cui, solo per fare qualche esempio, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività e disturbo dello spettro autistico). Il secondo elemento da evidenziare è relativo agli aspetti emotivi che la discalculia spesso porta con sé: le persone con questo disturbo possono infatti facilmente manifestare emozioni negative nei confronti della matematica (ansia, paura, fino a sintomi fisici come la nausea), che possono avere un significativo impatto negativo sul benessere quotidiano.
La discalculia è spesso associata ad altri disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) o a condizioni differenti.
Come si arriva alla diagnosi di discalculia?
Arrivare alla diagnosi di discalculia può non essere semplice, anche perché le manifestazioni del disturbo possono essere fraintese da genitori e insegnanti. Al contempo, queste figure possono essere le prime ad accorgersi dei sintomi. La diagnosi è di norma multidisciplinare e un primo riferimento può essere rappresentato dal/la pediatra. La diagnosi vera e propria è però formulata da un/a neuropsichiatra infantile o da un/a psicologo/a sulla base di una valutazione e di test che tengono in considerazione criteri specifici in relazione ai sintomi e alla loro durata, ed escludendo altri disturbi che possano dare origine alle difficoltà matematiche.
Come si previene la discalculia?
Purtroppo, non essendo note le cause del disturbo, non vi sono strategie che permettano di prevenire la discalculia. Per chi ha già ricevuto una diagnosi, però, è importante che siano messe in atto strategie mirate per limitare l’impatto della discalculia, tanto più efficaci quanto più sono tempestive.
Qual è il trattamento della discalculia?
Per la discalculia, così come per gli altri disturbi specifici dell’apprendimento, non c’è una cura. Il trattamento è multidisciplinare e si basa su strategie mirate alla gestione, e dove possibile alla risoluzione, delle difficoltà poste dalla discalculia. Questo richiede in genere programmi di apprendimento specifici e one-to-one, così da poter affrontare i sintomi del bambino, eventualmente anche con il supporto di dispositivi (visivi o manipolativi) che rafforzino il ragionamento numerico e l’accuratezza di calcolo.
Un aspetto importante del trattamento della discalculia è l’intervento precoce: tanto prima si riescono ad affrontare le difficoltà poste dal disturbo, quanto maggiore è la possibilità di minimizzarne l’impatto per gli anni successivi. Negli adulti, in effetti, la discalculia è pressoché impossibile da trattare, anche perché il sistema nervoso si è pienamente sviluppato e il beneficio del supporto risulta molto minore rispetto a quello che vi può essere nell’infanzia. Per le persone adulte, quindi, il supporto può essere rappresentato da strategie o tecnologie che permettano di compensare (più che ridurre) le difficoltà matematiche.
Inoltre, vale la pena ricordare che la discalculia è spesso associata ad altri disturbi (specifici dell’apprendimento o differenti) ed è importante che anch’essi siano approcciati e trattati nel modo corretto.
Infine, va sottolineato che nel supporto ai bambini con discalculia hanno un ruolo importante genitori e insegnanti: per non aumentare l’ansia e il disagio che il disturbo può causare, è necessario fornire un supporto paziente e d’incoraggiamento. In Italia la normativa prevede comunque in modo esplicito che, per gli studenti con un DSA, siano adottati piani didattici personalizzati con misure dispensative e strumenti compensativi per ridurre il disagio e allo stesso tempo garantire a ogni studente un’istruzione adeguata.
Il trattamento precoce della discalculia è più efficace per minimizzare l’impatto della condizione sul lungo termine.
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- Ministero dell’Istruzione, I principali dati relativi agli alunni con DSA (2022), https://www.mim.gov.it/documents/20182/6891182/Focus+sugli+alunni+con+Disturbi+Specifici+dell%27Apprendimento_aa.ss.201920_202021
Redazione Kormed
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