Coliche addominali

Cosa sono le coliche addominali e quali sono le possibili cause? Questi spasmi dolorosi possono avere molte origini differenti: scopri di più nell’approfondimento, con sintomi e rimedi
Redazione Kormed

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Redazione scientifica
Articolo revisionato dalla nostra redazione scientifica
24 Novembre 2025

    Le coliche addominali sono dolori forti e improvvisi che si presentano nell’addome, dovuti in genere a una contrazione spasmodica della muscolatura liscia degli organi interni (come intestino, vie biliari, vie urinarie o utero). Le cause delle coliche addominali possono essere di diversa origine e coinvolgere organi e strutture differenti. Vi possono essere per esempio: 

    • coliche intestinali;
    • coliche renali;
    • coliche biliari;
    • coliche mestruali (per le quali si rimanda più propriamente alla condizione di dismenorrea).

    Una realtà a parte è rappresentata dalle coliche del neonato o infantili, che si presentano come crisi di pianto incontrollate e persistenti.

    Le coliche addominali sono dolori forti e improvvisi che si presentano nell’addome, dovuti in genere a una contrazione spasmodica della muscolatura liscia degli organi interni (come intestino, vie biliari, vie urinarie o utero). Le cause delle coliche addominali possono essere di diversa origine e coinvolgere organi e strutture differenti. Vi possono essere per esempio: 

    • coliche intestinali;
    • coliche renali;
    • coliche biliari;
    • coliche mestruali (per le quali si rimanda più propriamente alla condizione di dismenorrea).

    Una realtà a parte è rappresentata dalle coliche del neonato o infantili, che si presentano come crisi di pianto incontrollate e persistenti.

    Quali sono le cause delle coliche addominali?

    Le coliche addominali possono avere cause molto differenti tra loro. Dal punto di vista meccanico, il dolore che le caratterizza è legato alla contrazione della muscolatura liscia (quella non controllata in modo volontario) di organi e strutture cave, come l’intestino, le vie biliari e urinarie. L’origine di questa contrazione, però, può essere differente a seconda del tipo di colica.

    Principali cause di coliche addominali

    • Coliche intestinali. Possono essere dovute all’eccessiva distensione dell’intestino legata per esempio alla presenza di gas o liquidi, oppure a una parziale ostruzione. La causa delle coliche intestinali può essere legata a molteplici condizioni, per esempio intolleranze (come l’intolleranza al lattosio) o problemi di malassorbimento, infezioni intestinali che alterano la motilità della mucosa, o ancora condizioni come la sindrome dell’intestino irritabile, malattie infiammatorie intestinali (malattia di Crohn e colite ulcerosa), diverticolite, tumore, e varie altre.
    • Coliche biliari. La colecisti o cistifellea è un piccolo organo che immagazzina la bile, necessaria per la digestione, che viene riversata nell’intestino dai dotti biliari. La principale causa di coliche biliari è dovuta a un’ostruzione di questi ultimi, che impedisce alla bile di defluire, condizione per esempio rappresentata dalla presenza di calcoli della cistifellea (colelitiasi).
    • Coliche renali e ureterali. Anche in questo caso, la causa della colica è nella maggior parte dei casi rappresentata da calcoli (calcoli renali): nel sistema urinario, l’urina filtrata dal rene è convogliata dagli ureteri nella vescica, e da qui eliminata all’esterno attraverso l’uretra. La presenza di calcoli nelle vie urinarie provoca contrazioni violente e dolorose (le coliche appunto) per espellerli.
    • Coliche infantili. Le cause delle coliche nei neonati non sono chiare e, secondo alcuni studi, possono contribuirvi diversi fattori di origine biologica/gastrointestinale ma anche psicosociale; tra i vari fattori indagati vi sono per esempio un’eccessiva presenza di gas intestinali, il reflusso, l’intolleranza a proteine del latte (nella dieta materna), l’immaturità del sistema gastrointestinale, ma anche lo stress e l’ansia nei genitori e l’ipersensibilità agli stimoli dell’ambiente esterno (o un eccesso di stimoli).
    coliche addominali

    Quali sono i sintomi delle coliche addominali?

    Non è propriamente corretto parlare di sintomi delle coliche addominali, perché sono esse stesse la manifestazione di un disturbo sottostante. In linea generale, le coliche addominali si presentano come un dolore improvviso e intenso, che va e viene e con una durata molto variabile (da pochi minuti fino a qualche ora). A seconda del tipo di colica e della causa sottostante, il dolore può presentarsi in punti specifici ed essere accompagnato da altri sintomi. Per esempio, nelle coliche renali il dolore si presenta nella parte bassa e posteriore dell’addome (che può estendersi a fianco e inguine), e si possono presentare anche nausea/vomito, disturbi nella minzione (come il dolore o la necessità di urinare più spesso) e a volte può esserci sangue nelle urine.

    Le coliche biliari, invece, si presentano nella parte superiore dell’addome e possono essere accompagnate da febbre, gonfiore addominale, ittero (colorazione giallastra di pelle e sclera dell’occhio) e di nuovo da nausea/vomito. 

    Le coliche intestinali si manifestano in modo più variegato, a seconda del tratto di intestino coinvolto e della causa che ha provocato il dolore (ci sono varie condizioni diverse tra loro, per cui non è possibile farne una panoramica globale; tuttavia, in linea di massima, spesso sono accompagnate da nausea/vomito, diarrea o viceversa stipsi, gonfiore addominale, a volte febbre e alterazioni delle feci, con presenza di sangue o muco).

    Le coliche infantili, infine, sono caratterizzate dal pianto inconsolabile che dura almeno tre ore, senza causa apparente, e sono spesso accompagnate da tensione addominale, schiena inarcata, gambe piegate verso l’addome. Si presentano nelle prime settimane di vita del neonato e sono più comuni nelle ore serali. È importante evidenziare che le coliche infantili non sono pericolose e tendono a risolversi spontaneamente entro il quinto mese di vita. È comunque invece fondamentale rivolgersi al/la pediatra se il pianto è accompagnato da altri sintomi; inoltre, anche se non pericolose per il neonato, possono essere profondamente stressanti per i genitori.

    A seconda della causa sottostante, le coliche addominali si possono localizzare in punti diversi dell’addome ed essere accompagnate da altri segni e sintomi. 

    Come si arriva alla diagnosi di coliche addominali?

    Così come non è corretto parlare di sintomi delle coliche addominali, nello stesso modo non si può propriamente parlare di diagnosi delle coliche: semmai, la diagnosi è necessaria per stabilire il disturbo sottostante che ha causato le coliche. Poiché le cause possono essere molte e molto diverse tra loro, è importante riportare al/la medico/a le caratteristiche delle coliche ed eventuali altri sintomi, così da orientare la diagnosi.

    Nei neonati, le coliche sono una frequente ragione di visita dal/la pediatra, che provvede a escludere eventuali disturbi che possano causare il pianto del bambino.

    Come si prevengono le coliche addominali?

    Non essendo una patologia di per sé, le coliche addominali non sono una condizione prevenibile. Lo sono però alcune delle possibili cause del dolore; per esempio, la prevenzione dei calcoli renali è basata su una corretta idratazione e sulla limitazione degli alimenti ricchi di proteine, sale e zuccheri; l’alimentazione è anche al centro della prevenzione dei calcoli biliari, basata su un adeguato consumo di fibre e quantità invece limitate di grassi saturi. Le condizioni che causano le coliche intestinali sono molto diverse tra loro e non tutte prevenibili: è comunque corretto ricordare che, anche per questi casi, un’alimentazione equilibrata è di norma un buon fattore di protezione.

    Qual è il trattamento delle coliche addominali?

    Come per quanto riguarda i sintomi, la diagnosi e la prevenzione, anche nel caso della cura vale la pena rimarcare che le coliche addominali non sono di per sé una condizione patologica: il trattamento è quindi semmai quello indirizzato a risolverne la causa, cioè la condizione sottostante che ha scatenato lo spasmo doloroso. Di conseguenza, il trattamento varia in modo sostanziale in base alla causa delle coliche. A seconda dei casi, comunque, possono essere raccomandati farmaci specifici per mitigare il dolore (in questo contesto, vale la pena raccomandare la massima cautela e il confronto con il proprio/a medico/a nell’uso di farmaci antispastici per le coliche addominali, che possono in molti casi essere controindicati). In alcuni casi, per le coliche addominali anche rimedi più semplici, come l’uso di una borsa dell’acqua calda, possono aiutare a ridurre la sensazione dolorosa.

    Per quanto riguarda le coliche infantili, non c’è un trattamento specifico: l’attenzione è volta soprattutto ai genitori, per aiutarli ad affrontare le difficoltà emotive legate al lungo pianto incontrollato evitando il rischio che sfocino in problemi di relazione con il bambino o in disturbi come la depressione post partum. Possono anche essere raccomandati alcuni accorgimenti pratici per ridurre l’ingestione d’aria e alleviare il disagio, come tenere il bambino, se alimentato con il biberon, in posizione più verticale durante la poppata e stimolare più di frequente il “ruttino”. Non c’è però un metodo universale per calmare un neonato, e ciò che funziona in un momento può non funzionare in un altro. Può dunque essere necessario sperimentare diversi metodi di consolazione, come per esempio fare un giro in auto o in passeggino, offrire il ciuccio, cullare dolcemente, usare un marsupio, massaggiare delicatamente l’addome, riprodurre suoni rilassanti di sottofondo, ridurre gli stimoli. Inoltre è ovviamente importante sottoporre il bambino alle visite pediatriche raccomandate per monitorarne lo sviluppo e lo stato di salute.

    Il trattamento delle coliche nell’adulto consiste di fatto nel trattamento della causa che le provoca.

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