Cifosi

La cifosi dorsale è una curva naturale della schiena: quando troppo accentuata, si parla di ipercifosi, una condizione che può causare dolore e complicanze. Approfondisci sintomi, cause e rimedi
Redazione Kormed

Redazione Kormed

Redazione scientifica
Articolo revisionato dalla nostra redazione scientifica
26 Febbraio 2026

    Il termine cifosi indica la normale curvatura all’indietro della porzione toracica della colonna vertebrale. Si tratta di una caratteristica fisiologica ma, quando tale curvatura risulta troppo accentuata, diventa patologica: sebbene spesso nel linguaggio comune anche la condizione patologica sia detta cifosi, il termine medico più corretto per indicarla è ipercifosi.

    La colonna vertebrale è formata da 33-34 vertebre che non sono disposte perfettamente dritte l’una sull’altra ma formano due curvature, tra cui appunto la cifosi toracica. Questa disposizione ha una funzione biomeccanica, perché permette di reggere il peso, assorbire gli urti e mantenere l’equilibrio in modo più efficiente. In altre parole, le curve fisiologiche della colonna vertebrale (rappresentate, oltre che dalla cifosi, dalla lordosi cervicale e da quella lombare) consentono di distribuire meglio i carichi e assorbire gli urti meccanici. La cifosi toracica, in particolare, rappresenta un elemento chiave di questo assetto, perché consente di sostenere la cassa toracica e bilanciare le lordosi, cioè le curvature in avanti, delle porzioni sovra- e sottostanti.

    Una forma particolare di cifosi è quella cervicale, che non coinvolge la porzione toracica della colonna vertebrale bensì quella cervicale, la cui curvatura fisiologica dovrebbe essere in avanti. 

    La condizione di cifosi patologica o ipercifosi può avere diverse cause e rappresenta una condizione piuttosto comune soprattutto con l’avanzare dell’età (secondo alcune stime, può interessare fino al 40% delle persone con più di sessant’anni). Se marcata, può dare origine a diverse complicanze anche gravi; tuttavia, sono disponibili diverse opzioni di trattamento che consentono di risolverla o mitigarla in modo significativo.

    Quali sono le cause della cifosi?

    La cifosi o, più propriamente, l’ipercifosi, può avere diverse cause, in base alle quali è possibile distinguere tre tipi principali di questa condizione.

    Principali tipi di cifosi

    • Cifosi posturale. Rappresenta il tipo più comune e interessa le donne più frequentemente degli uomini. Come suggerisce il nome, è dovuta a una postura cadente e scorretta che aumenta la curvatura fisiologica; a sua volta, questa stira muscoli e legamenti che, con il tempo, si indeboliscono.
    • Malattia di Scheuermann o cifosi giovanile. È dovuta a una deformità strutturale delle vertebre che, invece di avere una forma più o meno rettangolare, hanno la parte superiore a forma di cuneo (si pensa che questa alterazione sia dovuta a difetti della mineralizzazione delle vertebre durante lo sviluppo). Le cause esatte di questa forma di cifosi non sono del tutto note, anche se sembra avere una componente ereditaria. In ogni caso, le vertebre anomale tendono a curvarsi in avanti, determinando una curvatura all’indietro più accentuata, ossia appunto l’ipercifosi.
    • Cifosi congenita. È una forma rara, ma grave e progressiva. Come suggerisce il nome, è congenita, ossia presente alla nascita, e può dipendere da due difetti dello sviluppo delle vertebre: un difetto della loro formazione (una o più vertebre non riescono a svilupparsi) oppure un difetto della segmentazione (ossia due o più vertebre non riescono a separarsi tra loro).

    Sebbene quelle indicate rappresentino le forme principali di cifosi, è importante sottolineare che anche altre condizioni e fattori di rischio possono determinare l’eccessiva curvatura della colonna. Quest’ultima, infatti, può essere influenzata anche dalla presenza per esempio di osteoporosi, tumori o infezioni della colonna vertebrale, ernia del disco e dall’invecchiamento.

    La cifosi cervicale, infine, è una rara forma di cifosi che coinvolge le vertebre cervicali, la cui curvatura fisiologica è in avanti (lordosi). Tra le cause più comuni di questa condizione vi sono la spondilite anchilosante, la discopatia degenerativa, anomalie congenite, traumi e tumori.

    La forma più comune di ipercifosi è quella posturale, legata a una postura scorretta.

    Quali sono i sintomi della cifosi?

    A seconda della gravità, la cifosi può essere associata a diversi sintomi e presentare il rischio di complicanze. Dal punto di vista visivo, si può osservare che le spalle tendono a rimanere piegate in avanti a causa della curvatura eccessiva della colonna, o in altre parole si forma la gobba. Inoltre, la cifosi può determinare un mal di schiena più o meno intenso a seconda dei casi, che peggiora con il movimento. Nei casi più gravi si possono presentare anche dolore al torace, mancanza di fiato, debolezza, e, se la condizione coinvolge anche i nervi, parestesie o intorpidimento delle gambe e anche incontinenza urinaria o intestinale.
    Questi sintomi rappresentano anche le complicanze delle forme più gravi di cifosi, quando la curvatura eccessiva determina problemi neurologici o interferisce con la respirazione (perché determina una compressione dei polmoni). Inoltre, in linea generale l’ipercifosi peggiora la qualità della vita, rende più difficile il movimento e aumenta il rischio di cadute; nelle persone più anziane aumenta anche il rischio di fratture vertebrali dovute alla posizione scorretta assunta dalle vertebre.

    I diversi tipi di cifosi tendono a manifestarsi in età specifiche. La cifosi posturale è infatti molto più comune durante l’adolescenza, mentre la malattia di Scheuermann o cifosi giovanile si presenta di solito prima della pubertà. La cifosi congenita è invece presente dalla nascita, ma di solito è possibile riconoscerla quando il bambino inizia a camminare. 

    Nel caso della cifosi cervicale, tra i sintomi e segni che si possono presentare vi sono la ridotta mobilità del collo, il mal di testa, la disfagia (difficoltà a deglutire) e, nei casi in cui siano coinvolti i nervi, anche sintomi come debolezza delle braccia, perdita dei movimenti fini delle mani e, nelle condizioni più gravi, coinvolgimenti della porzione inferiore del corpo.

    cifosi

    Come si arriva alla diagnosi di cifosi?

    Sebbene la cifosi, o meglio l’ipercifosi, possa essere osservata a occhio nudo, sono raccomandati esami specifici per valutare la condizione nel modo corretto. Infatti, una certa curvatura cifotica delle vertebre toraciche è fisiologica: si parla di ipercifosi, o cifosi patologica, quando tale curvatura supera i 40 gradi. La valutazione della cifosi si basa di norma su una radiografia laterale della colonna vertebrale, dalla quale il/la medico/a può determinare con precisione l’angolo di curvatura. L’immagine radiografica consente anche di rilevare la presenza di anomalie delle vertebre nel caso si sospetti una cifosi congenita.

    In aggiunta agli esami di imaging, il/la medico/a può eventualmente richiedere anche altri esami, per esempio di laboratorio, in presenza di sintomi o altri elementi che possano far sospettare la presenza di altre condizioni. Inoltre, sebbene la radiografia sia l’esame chiave per la diagnosi di cifosi, è importante ricordare che anche in questo come in altri casi il primo passaggio della diagnosi è rappresentato dall’anamnesi, per rilevare la presenza di sintomi e fattori di rischio, e dall’esame clinico, per una valutazione complessiva del paziente.

    Infine, vale la pena osservare che una diagnosi precoce è importante in termini di prognosi: quanto prima la cifosi viene diagnosticata, infatti, tanto migliori saranno i risultati del trattamento.

     La diagnosi precoce della cifosi è importante per massimizzare l’efficacia del trattamento.

    Come si previene la cifosi?

    Non tutte le forme di cifosi sono prevenibili. Lo è tuttavia quella posturale: poiché dovuta a una postura scorretta, la prevenzione si basa sul mantenere invece una buona postura, senza incurvare eccessivamente la schiena, e in generale sulla tutela della schiena con esercizio fisico ed evitando di trasportare a lungo pesi.

    Qual è il trattamento della cifosi?

    Se non adeguatamente trattata, la cifosi può peggiorare nel tempo, soprattutto per quanto riguarda le forme congenite e giovanili, aumentando il rischio di complicanze polmonari e neurologiche. La cura della cifosi dipende dalle cause e dalla gravità della condizione: in molti casi può essere del tutto conservativa, mentre in altri può essere necessario l’intervento chirurgico. La scelta del trattamento più idoneo dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di cifosi, la gravità, le cause e l’età del paziente.

    Trattamenti conservativi per la cifosi

    Sono un insieme di strategie, non per forza mutuamente esclusive, che rappresentano di norma la prima scelta di trattamento, soprattutto per le forme meno gravi di cifosi. Tra le principali vi sono:

    • fisioterapia, mirata soprattutto a rafforzare i muscoli della schiena e addominali, così da migliorare la postura e alleviare la pressione sulla colonna vertebrale;
    • uso di un tutore per la correzione posturale, che fornisce un supporto alleviando il dolore e, per i pazienti più giovani, quando lo sviluppo non è completo, può correggere la cifosi;
    • antinfiammatori non steroidei per mitigare il dolore alla schiena.

    Intervento chirurgico per la cifosi

    Nei casi più gravi e in generale nelle forme congenite di cifosi, che sono progressive, è necessario l’intervento di chirurgia vertebrale. L’obiettivo è ridurre la curvatura eccessiva della colonna: l’operazione si basa di solito su una fusione delle vertebre, utilizzando viti e ganci per mantenerne l’allineamento.

    In linea generale, i trattamenti per la cifosi sono tanto più efficaci quanto più precoci. È però importante evidenziare che la condizione può nel tempo ripresentarsi: anche per questa ragione è dunque importante un monitoraggio regolare del paziente, unito a buone norme preventive (il mantenimento di una postura corretta e in generale muoversi in modo consapevole).

    Nella maggior parte dei casi l’ipercifosi può essere trattata con misure conservative; nei casi più gravi, invece, si può dover ricorrere alla chirurgia vertebrale.

    Redazione Kormed

    Redazione Kormed

    Redazione scientifica

    L’attività redazionale di Kormed si basa su un approccio rigoroso e responsabile alla divulgazione scientifica, con l’obiettivo di offrire contenuti che siano clinicamente accurati e accessibili. Grazie al supporto di un pool di esperti, tra cui medici, biologi e professionisti del settore, specializzati in comunicazione medica, sviluppiamo testi che riflettono l’attualità delle conoscenze scientifiche…Leggi di più

    Articoli correlati

    Mostra tutti