Malattie sessualmente trasmissibili: conoscerle per prevenirle

2026-01-18
Malattie sessualmente trasmissibili: conoscerle per prevenirle

Troppo spesso sulle malattie sessualmente trasmissibili c’è troppo stigma e troppa poca informazione. Invece, conoscerle significa anche capire che queste sono malattie come altre, non certo un giudizio etico. A sua volta, questo significa che possiamo e dobbiamo parlarne, perché nulla come la disinformazione crea un terreno fertile per la loro diffusione.

Ecco perché qui cominciamo a presentarle in una panoramica essenziale, cercando di capire quali sono le più comuni e le loro caratteristiche condivise. E perché, se prevenirle è essenziale e possibile, giudicarle non aiuta la salute di nessuno.

Quali sono le malattie sessualmente trasmissibili più comuni

Le malattie sessualmente trasmissibili sono parecchie. Di alcune, come l’infezione da HIV/AIDS, sentiamo parlare molto anche sui media; altre, come la sifilide, nell’immaginario collettivo sembrano relegate a qualche romanzo dell’Ottocento. Volendo fare una panoramica di quelle principali per diffusione o per gravità, ci concentriamo qui su due grandi categorie: quelle causate da batteri e quelle causate invece da virus. Attenzione, perché quello che segue non è un elenco di malattie sessualmente trasmissibili completo (anzi, esclude anche alcune di quelle dovute a protozoi, senza contare alcune parassitosi): questi sono però forse i nomi più noti e ricorrenti, quindi è importante avere ben chiaro “chi sono”.

 

Le principali malattie sessualmente trasmissibili dovute a infezioni batteriche

  • Clamidia. Dovuta al batterio Chlamydia trachomatis, è molto comune: secondo i dati più recenti disponibili dell’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2020 vi sono state a livello globale quasi 130 milioni di nuove infezioni di clamidia
  • Gonorrea. Anche questa è tutt’altro che rara e anzi, secondo le stime la sua diffusione è andata aumentando nel corso degli ultimi anni. Il batterio responsabile  della gonorrea è Neisseria gonorrhoeae, che pone un significativo problema di sanità pubblica, anche perché molti ceppi sono resistenti alla terapia antibiotica.
  • Sifilide. Secondo Epicentro, il portale di epidemiologia dell’Istituto superiore di sanità, è la terza infezione batterica sessualmente trasmissibile più diffusa. Se non trattata correttamente, è anche quella che può causare le complicanze più gravi a lungo termine. Il batterio responsabile è Treponema pallidum.

 

Le principali malattie sessualmente trasmissibili dovute a infezioni virali

  • Herpes genitale. Dovuto a Herpes simplex virus (HSV), lo stesso che causa anche l’herpes labiale, l’herpes genitale è la più comune tra le infezioni virali a trasmissione sessuale. Uno degli aspetti subdoli di questo virus è che rimane “nascosto” per anni nell’organismo, e non c’è una cura risolutiva: ci sono però molte strategie efficaci per gestire i sintomi quando si presentano e, non meno importante, per evitare di trasmettere l’infezione ad altre persone.
  • Infezione da HPV. Human papillomavirus (HPV) è un virus importante a livello sanitario, perché alcuni ceppi possono aumentare il rischio di sviluppare tumori (in particolare di ano, utero, vagina/vulva, pene e orofaringei). 

Infezione da HIV/AIDS. Fino all’arrivo di COVID-19 è stato forse il più famoso responsabile di pandemia, quella degli anni ’80. Ma da allora la gestione di questa malattia è cambiata in modo sostanziale, in termini sia di terapia sia di prevenzione (per esempio, abbiamo spiegato qui in cosa consiste la profilassi pre-esposizione o PrEP).

Malattie sessualmente trasmissibili: quali sono i sintomi comuni e dopo quanto si manifestano?

Come si può intuire, malattie tra loro così diverse tra loro sono diverse anche per segni e sintomi. Possiamo, però, delinearne alcuni comune a molte di esse, soprattutto tra quelle batteriche, che si possono manifestare con secrezioni anomale da genitali/retto (a seconda della localizzazione dell’infezione), dolore durante la minzione o i rapporti sessuali e dolore pelvico. Poi, a seconda della patologia, possono anche essere visibili delle lesioni o alterazioni delle mucose: questo è particolarmente vero per alcune infezioni virali, come quella da HPV, per le quali sono caratteristiche le verruche, e quella Herpes simplex virus, che può portare a un’eruzione cutanea con piccole vescicole.

A seconda della patologia, cambia anche il periodo di tempo necessario perché si manifesti. Per esempio, l’infezione da HIV può non dare sintomi per anni, mentre quelli della gonorrea si manifestano nell’arco di una settimana circa.

Ma c’è un aspetto davvero importante delle malattie sessualmente trasmissibili che merita di essere sottolineato: molto spesso, sono del tutto asintomatiche. Questa caratteristica deve essere ben chiara, perché rappresenta un rischio aggiuntivo: quello di trasmettere l’infezione ad altre persone perché non ci si accorge di averla. È anche per questa ragione che, come parte della strategia di prevenzione e diagnosi precoce, l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda alle persone più a rischio di sottoporsi regolarmente agli esami per le malattie sessualmente trasmissibili più frequenti. 

Malattie sessualmente trasmissibili, dallo stigma alla prevenzione

Abbiamo iniziato questo articolo accennando allo stigma che ancora circonda le malattie sessualmente trasmissibili. Non abbiamo ancora però spiegato perché può essere deleterio in ottica sanitaria (e anche umana): lo stigma crea imbarazzo e vergogna, che a loro volta possono portare una persona a non fare domande, informarsi, sottoporsi ai test di controllo. Proprio il contrario di ciò che è utile per prevenire le malattie sessualmente trasmissibili – che peraltro sono ormai, se non tutte curabili, tutte essenzialmente gestibili, soprattutto se la diagnosi è tempestiva.

Nel chiudere questa breve panoramica, allora, parliamo proprio di prevenzione. Perché se il nome delle malattie sessualmente trasmissibili dice molto, in realtà non dice tutto; ricordiamo allora che:

  • le malattie sessualmente trasmissibili non si trasmettono tutte solo attraverso i rapporti con penetrazione (genitali, anali, orali). Poiché spesso l’infezione può avvenire anche con il contatto con i fluidi corporei infetti, il contagio può verificarsi anche solo con il contatto o lo sfregamento: è il caso per esempio dell’herpes genitale e della sifilide.
  • le protezioni che creano una barriera fisica durante i rapporti sessuali (preservativi maschili o femminili e dental dam) sono lo strumento di prevenzione più importante ed efficace che abbiamo (insieme alle vaccinazioni, dove disponibili); nemmeno questi, però, possono garantire con totale sicurezza di evitare tutte le infezioni. Per esempio, nel caso dell’herpes genitale, il loro uso riduce il rischio ma non lo annulla del tutto, perché le aree infette possono non rimanere coperte.

Ecco perché la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili non è una misura unica che va bene per tutte: è semmai un insieme di comportamenti, che comprendono anche la necessità di parlare in maniera aperta, abbandonando lo stigma a favore della responsabilità individuale e collettiva.

 

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