Intervento per la cataratta: quanto dura, come si svolge e tempi di recupero

2025-04-28
Intervento per la cataratta: quanto dura, come si svolge e tempi di recupero

L’occhio è un organo complesso e prezioso, che ci fornisce gli strumenti per uno dei nostri sensi più immediati e (spesso) appaganti: la vista. Ma, soprattutto con l’avanzare degli anni, la vista può peggiorare. I disturbi che la interessano sono molti, e la cataratta è uno dei più diffusi: in effetti, si stima sia tra le principali cause di cecità a livello globale. È dovuta alla formazione di aggregati proteici nel cristallino, una struttura dell’occhio che agisce come l’obiettivo di una macchina fotografica, permettendo di regolare la messa a fuoco degli oggetti. Man mano che gli aggregati proteici aumentano e si fanno più grandi, opacizzano l’intero cristallino: la luce non riesce più a passare e la vista si fa sempre più offuscata, fino a perdersi del tutto.

La cataratta non regredisce spontaneamente, né esistono farmaci in grado di curarla (anche se la ricerca al riguardo è molto attiva). Quando la vista è seriamente compromessa, quindi, l’unica soluzione è l’intervento chirurgico: in cosa consiste e come si svolge? Cerchiamo di dare un quadro delle caratteristiche principali dell’intervento per la rimozione della cataratta.

Riabilitazione, il terzo pilastro della salute

La riabilitazione costituisce il terzo pilastro del sistema sanitario, accanto alla prevenzione e alla cura, completando le attività volte a tutelare la salute dei cittadini. Questo processo è essenziale per portare una persona anziana o con disabilità a raggiungere il miglior livello di autonomia possibile sul piano fisico, funzionale, sociale, intellettivo e relazionale. Di fatto è possibile distinguere tra due principali attività di riabilitazione:

  • Attività di riabilitazione sanitaria: queste comprendono interventi valutativi, diagnostici, terapeutici e altre procedure finalizzate a superare, contenere o minimizzare la disabilità e le limitazioni nelle attività quotidiane come muoversi, camminare, parlare, vestirsi, mangiare, comunicare e lavorare.
  • Attività di riabilitazione psico-sociale: queste azioni e interventi mirano a garantire alla persona la massima partecipazione possibile alla vita sociale, contenendo la condizione di difficoltà o di condizione di disabilità.

Generalmente l’attività riabilitativa può essere erogata in diversi regimi:

  • Ricovero ordinario o diurno (day hospital)
  • Assistenza specialistica ambulatoriale
  • Assistenza territoriale domiciliare, ambulatoriale, semiresidenziale o residenziale

In particolare, la riabilitazione intensiva è indicata per chi necessita di un intervento mirato al recupero funzionale dopo un episodio acuto di malattia che ha compromesso improvvisamente la capacità funzionale della persona. Quella estensiva è adatta a chi ha bisogno di stabilizzare e consolidare nel tempo il recupero funzionale acquisito. La riabilitazione domiciliare, infine, è un’opportunità per proseguire gli esercizi di mantenimento senza la necessità di muoversi da casa per un trattamento in regime di ricovero o ambulatoriale.

Dopo l’intervento per la cataratta: precauzioni e convalescenza

Dopo l’intervento per la rimozione della cataratta è fondamentale un periodo di riposo e di recupero. La durata dipende da come procede la convalescenza: può richiedere alcuni giorni o qualche settimana. Durante questo periodo, proprio per evitare il rischio di infezioni o infiammazioni, è raccomandato l’uso di antibiotici e antinfiammatori, di solito topici: assicurati di seguire con precisioni le indicazioni del/la tuo/a medico/a sulle dosi necessarie, i tempi e le modalità di somministrazione.

Durante la convalescenza è anche fondamentale proteggere l’occhio da traumi e lesioni. Significa evitare di sfregarlo, toccarlo e farlo entrare in contatto con acqua o sapone. Contrariamente a quanto molte persone pensano, però, non si rimane bendati: possono essere raccomandate delle protezioni da indossare mentre si dorme, ma la benda applicata dopo l’intervento viene rimossa già nella visita post-operatoria e, da quel momento, l’occhio rimane scoperto. 

La vista può rimanere sfocata o comunque non ottimale per un certo periodo; sono anche frequenti fastidi come la sensazione di secchezza agli occhi, l’impressione che vi sia un corpo estraneo e l’arrossamento. In genere, però, il pieno recupero della vista non richiede appunto più di qualche giorno o settimana.

Per molte persone, la priorità è ricominciare a svolgere le proprie attività quotidiane, come per esempio la ginnastica o la possibilità di guidare. Quando è possibile farlo in sicurezza, per sé e per gli altri? Purtroppo non c’è una risposta univoca: dipende da paziente a paziente, e l’unica persona a poterlo stabilire è il/la medico/a. 

 

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