Influenza 2026: cosa sappiamo, perchè se ne parla già e cosa aspettarsi
Come sottolinea l’Istituto Superiore di Sanità, l’influenza stagionale è un problema di sanità pubblica con considerevole impatto epidemiologico, clinico ed economico.
Guardare ai dati della stagione influenzale 2025-2026 all’inizio del 2026 non è un esercizio di fantasia. È una parte essenziale della prevenzione: è in questa fase che si pianificano le campagne vaccinali e si valutano i rischi per la stagione successiva.
L’influenza non è mai “nuova” nel senso mediatico del termine, ma non è mai uguale a se stessa. Proprio per questo, prepararsi in anticipo resta uno degli strumenti più efficaci per ridurne l’impatto sulla popolazione.
Riabilitazione, il terzo pilastro della salute
La riabilitazione costituisce il terzo pilastro del sistema sanitario, accanto alla prevenzione e alla cura, completando le attività volte a tutelare la salute dei cittadini. Questo processo è essenziale per portare una persona anziana o con disabilità a raggiungere il miglior livello di autonomia possibile sul piano fisico, funzionale, sociale, intellettivo e relazionale. Di fatto è possibile distinguere tra due principali attività di riabilitazione:
- Attività di riabilitazione sanitaria: queste comprendono interventi valutativi, diagnostici, terapeutici e altre procedure finalizzate a superare, contenere o minimizzare la disabilità e le limitazioni nelle attività quotidiane come muoversi, camminare, parlare, vestirsi, mangiare, comunicare e lavorare.
- Attività di riabilitazione psico-sociale: queste azioni e interventi mirano a garantire alla persona la massima partecipazione possibile alla vita sociale, contenendo la condizione di difficoltà o di condizione di disabilità.
Generalmente l’attività riabilitativa può essere erogata in diversi regimi:
- Ricovero ordinario o diurno (day hospital)
- Assistenza specialistica ambulatoriale
- Assistenza territoriale domiciliare, ambulatoriale, semiresidenziale o residenziale
In particolare, la riabilitazione intensiva è indicata per chi necessita di un intervento mirato al recupero funzionale dopo un episodio acuto di malattia che ha compromesso improvvisamente la capacità funzionale della persona. Quella estensiva è adatta a chi ha bisogno di stabilizzare e consolidare nel tempo il recupero funzionale acquisito. La riabilitazione domiciliare, infine, è un’opportunità per proseguire gli esercizi di mantenimento senza la necessità di muoversi da casa per un trattamento in regime di ricovero o ambulatoriale.
Virus dell’influenza: una famiglia che cambia continuamente
L’influenza non è causata da un singolo agente, ma da una famiglia di virus, soprattutto dei tipi A e B, che mutano costantemente attraverso un processo chiamato deriva antigenica. È per questo che si può contrarre l’influenza più volte nella vita e che il vaccino deve essere aggiornato ogni anno.
I sistemi di sorveglianza internazionale cercano di individuare quali varianti, tra quelle già circolate, hanno maggiori probabilità di continuare a diffondersi. È questo lavoro di monitoraggio globale che permette di prepararsi in anticipo, anche in assenza di un “virus definitivo” già identificabile.
Cosa ci dicono i dati dell’influenza della stagione 2025-2026
La stagione influenzale 2025-2026 rappresenta il principale punto di riferimento per stimare cosa potrebbe accadere nel 2026. I sistemi coordinati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dai Centri Nazionali di Riferimento analizzano milioni di campioni respiratori, raccogliendo informazioni su quali ceppi hanno circolato, quanto sono stati aggressivi e quanto hanno colpito le fasce più fragili della popolazione.
Questi dati permettono anche di capire se alcune varianti sono state particolarmente abili nel superare l’immunità preesistente o nel causare forme più gravi. Se un ceppo di influenza A, per esempio, ha mostrato una forte capacità di diffusione nel 2025, è più probabile che i suoi discendenti giochino un ruolo anche nella stagione successiva.
Il ruolo dell’emisfero sud per l’influenza 2026
Mentre in Europa e in Nord America l’influenza è stagionale e si concentra nei mesi invernali, nell’emisfero sud il picco cade quando da noi è estate. Questo crea una sorta di “anteprima biologica”: i virus che circolano in Australia, Sud America e Africa meridionale nell’inverno australe del 2026 sono spesso parenti stretti di quelli che arriveranno nel nostro inverno 2026-2027.
Per questo motivo, tra la primavera e l’estate del 2026, i dati provenienti dall’emisfero sud saranno cruciali per decidere la composizione del vaccino contro l’influenza 2026. In questa fase i laboratori di riferimento confrontano le sequenze genetiche dei virus, valutano le mutazioni e stimano quali varianti hanno più probabilità di diffondersi nella stagione successiva.
Come nasce il vaccino per l’influenza 2026
Le decisioni sulla composizione del vaccino vengono prese molti mesi prima della stagione influenzale, in genere tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera dello stesso anno della stagione influenzale, riflettendo quanto stabilito dal calendario vaccinale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per l’influenza 2026, ciò significa basarsi sulle informazioni raccolte nel corso del 2025 e sull’andamento dei virus a livello globale.
I vaccini antinfluenzali sono progettati per proteggere contro più varianti: di solito includono due ceppi di tipo A e uno o due di tipo B. L’obiettivo non è prevedere con esattezza quale virus dominerà, ma coprire il più possibile le varianti che hanno maggiori probabilità di diffondersi. Quando la corrispondenza è buona, il vaccino riduce in modo significativo il rischio di forme gravi, ricoveri e complicanze.
Cosa ci possiamo aspettare per l’influenza 2026
Per la maggior parte delle persone, l’influenza 2026 sarà, con ogni probabilità, simile alle altre stagioni influenzali: un virus respiratorio diffuso, capace di causare sintomi quali febbre, dolori, stanchezza e, in alcuni casi, complicanze serie, soprattutto negli anziani, nei bambini piccoli e in chi ha malattie croniche.
La differenza la farà, come sempre, la prevenzione. La vaccinazione, l’attenzione ai sintomi, l’isolamento in caso di febbre e l’uso di misure igieniche di base restano strumenti semplici ma efficaci per limitare l’impatto dell’influenza, anche in una stagione che ancora non possiamo osservare direttamente.
Prepararsi all’influenza 2026 permette di affrontare la prossima stagione con strumenti più efficaci di prevenzione e controllo.