Il vaccino contro herpes zoster: spegnere il fuoco prima dell’innesco
Fuoco di sant’Antonio è un nome dal sapore un po’ medievale, ma che rende l’idea di quanto possa essere doloroso l’herpes zoster. Si tratta di un’infezione dovuta al virus varicella-zoster, lo stesso che causa la varicella: anzi, proprio da quest’ultima nasce il rischio di herpes zoster. Il virus varicella-zoster, infatti, non abbandona mai l’organismo dopo aver causato la prima infezione, quella della varicella. Rimane “nascosto”, o più propriamente latente, anche per moltissimi anni; pronto, quando le difese immunitarie si abbassano, a riattivarsi. Causando, appunto, l’herpes zoster o fuoco di sant’Antonio.
Se questa condizione non è in linea di massima pericolosa, è pur sempre tutt’altro che piacevole; non è nemmeno scevra dal rischio di complicanze (la più comune è la nevralgia posterpetica, nella quale il dolore perdura anche dopo la guarigione dell’infezione). Non meno importante, l’herpes zoster rappresenta un rischio per le altre persone, perché può causare la varicella in chi non l’ha mai avuta o non è stato vaccinato.
Perché allora non prevenirlo? Il vaccino contro l’herpes zoster è una strategia di prevenzione efficace e sicura, che vale la pena conoscere: facciamo un po’ di presentazione in questo articolo.
Come funziona il vaccino anti herpes zoster
Il principio che accomuna tutti i vaccini è quello di attivare il sistema immunitario contro un patogeno specifico, senza però causare un’infezione, in modo che se lo “ricordi” nel caso il patogeno si dovesse ripresentare – o, nel caso di virus latenti come quello dell’herpes zoster, nel caso si riattivasse e iniziasse a replicarsi nell’organismo. In tal caso, quindi, sarebbero già pronti gli anticorpi e le cellule immunitarie specifici per impedire la vera infezione. Ciò che può cambiare da un vaccino all’altro è la strategia con cui riescono a stimolare la risposta immunitaria e, nel caso della vaccinazione anti herpes zoster, le modalità possibili sono due:
- il vaccino a virus vivo attenuato, cioè basato sull’uso di un virus vero e proprio, ma reso incapace di stabilire un’infezione: si riduce la sua capacità di replicarsi e di danneggiare l’organismo, senza eliminarlo del tutto. Fino a qualche anno fa, questo tipo di vaccino anti herpes zoster era l’unico disponibile;
- il vaccino ricombinante, approvato nell’Unione europea nel 2018 e commercializzato in Italia dal 2021, che si basa sull’uso di una sola parte del virus, quella in grado di attivare il sistema immunitario (detta antigene).
Attenzione: nessuno di questi due vaccini è in grado di prevenire la varicella, per la quale è invece disponibile una vaccinazione specifica, ma solo l’herpes zoster.
Vaccino anti herpes zoster: quando e dove farlo, in quante dosi ed effetti collaterali
Salvo situazioni specifiche, come la maggior parte dei vaccini per adulti anche quello anti herpes zoster può essere somministrato nei centri vaccinali delle ASL e, in alcune Regioni, nelle farmacie aderenti e, se abilitato/a, dal/la medico/a di famiglia.
A seconda del tipo di vaccino anti herpes zoster utilizzato, cambiano le raccomandazioni di utilizzo e le dosi previste. Il vaccino ricombinante, infatti, è indicato per le persone dai 18 anni. Il Ministero della Salute lo raccomanda per esempio nelle persone con diabete, patologie cardiovascolari, BPCO e asma, con insufficienza renale, immunodeficienza e anche per chi ha avuto recidive o forme particolarmente gravi di herpes zoster. È somministrato in due dosi, eventualmente anche in associazione con altri vaccini.
Il vaccino a virus vivo attenuato è invece indicato per le persone con più di 50 anni; si somministra in un’unica dose. Vale anche la pena osservare che, per il vaccino a virus vivo attenuato, si è osservata una riduzione progressiva della protezione nel tempo (soprattutto dopo cinque anni dalla somministrazione). Non sono previsti però richiami, anche perché nel frattempo è stato messo a punto il vaccino ricombinato, che ha dimostrato un’efficacia superiore e una protezione più duratura nel tempo. È anche importante ricordare che il vaccino contro herpes zoster è offerto dal Servizio sanitario nazionale alle persone a rischio per età (over 65 anni) o per patologia.
Entrambi i vaccini sono molto sicuri, anche se è importante sottolineare che quello a virus vivo attenuato non è indicato per le persone con immunodepressione: gli effetti collaterali più comuni del vaccino anti herpes zoster sono di norma lievi e limitate nel tempo, e comprendono per esempio cefalea, dolore al sito di inoculazione, affaticamento e mialgia.
Insomma, se è vero che l’herpes zoster colpisce quando si abbassa la guardia del sistema immunitario, è anche vero che oggi la possiamo rafforzare in anticipo. Proteggendo noi e le persone che ci stanno intorno.