Giornata mondiale del Diabete
Tutti noi possiamo recitare un ruolo da protagonista grazie al potere della sensibilizzazione. Soprattutto quando il prossimo 14 novembre si celebrerà in tutto il mondo la Giornata mondiale del diabete.
Istituita nel 1991 dall’International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, questa ricorrenza viene infatti organizzata per sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sulla prevenzione e sulla gestione del diabete.
Il diabete è ancora oggi una malattia comune che interessa in Italia il 3-5% della popolazione generale: un fenomeno in costante crescita, probabilmente per l’aumento dell’obesità e della sedentarietà delle popolazioni. Chiunque può infatti essere colpito da questa patologia, nonostante la probabilità di svilupparla sia maggiore se si ha una relazione di parentela di primo grado con una persona diabetica.
Occorre dire che è però possibile convivere con il diabete. Tuttavia, è fondamentale conoscerne le cause, individuare i sintomi ma soprattutto essere consapevoli di come possa aumentare o diminuire la glicemia. Tutto questo in modo da mantenerla il più possibile monitorata e quindi ai livelli fisiologici. Per questa ragione oggi vogliamo partire dal capire che cos’è il diabete e quali sono le cause e i sintomi del diabete stesso.
Riabilitazione, il terzo pilastro della salute
La riabilitazione costituisce il terzo pilastro del sistema sanitario, accanto alla prevenzione e alla cura, completando le attività volte a tutelare la salute dei cittadini. Questo processo è essenziale per portare una persona anziana o con disabilità a raggiungere il miglior livello di autonomia possibile sul piano fisico, funzionale, sociale, intellettivo e relazionale. Di fatto è possibile distinguere tra due principali attività di riabilitazione:
- Attività di riabilitazione sanitaria: queste comprendono interventi valutativi, diagnostici, terapeutici e altre procedure finalizzate a superare, contenere o minimizzare la disabilità e le limitazioni nelle attività quotidiane come muoversi, camminare, parlare, vestirsi, mangiare, comunicare e lavorare.
- Attività di riabilitazione psico-sociale: queste azioni e interventi mirano a garantire alla persona la massima partecipazione possibile alla vita sociale, contenendo la condizione di difficoltà o di condizione di disabilità.
Generalmente l’attività riabilitativa può essere erogata in diversi regimi:
- Ricovero ordinario o diurno (day hospital)
- Assistenza specialistica ambulatoriale
- Assistenza territoriale domiciliare, ambulatoriale, semiresidenziale o residenziale
In particolare, la riabilitazione intensiva è indicata per chi necessita di un intervento mirato al recupero funzionale dopo un episodio acuto di malattia che ha compromesso improvvisamente la capacità funzionale della persona. Quella estensiva è adatta a chi ha bisogno di stabilizzare e consolidare nel tempo il recupero funzionale acquisito. La riabilitazione domiciliare, infine, è un’opportunità per proseguire gli esercizi di mantenimento senza la necessità di muoversi da casa per un trattamento in regime di ricovero o ambulatoriale.
DIABETE CAUSE E SINTOMI
Le cause del diabete si traducono generalmente in un’interazione tra fattori genetici come la familiarità, e quelli ambientali come la vita sedentaria, una dieta scorretta o uno stile di vita poco equilibrato. Tuttavia, i sintomi diabete non sempre sono chiarissimi, poiché molto spesso la presenza di iperglicemia non si manifesta così chiaramente. Non deve poi sorprendere il fatto che talvolta i sintomi compaiono quando ormai la malattia è già in corso da anni. I sintomi del diabete più diffusi sono la perdita di peso a fronte dell’aumento dell’appetito, la necessità di bere di frequente, ma anche quella di alzarsi di notte per urinare. Occorre inoltre non sottovalutare i disturbi della vista, la difficoltà di guarigione di piccole ferite (soprattutto degli arti inferiori), oltre a provare un costante senso di affaticamento.
COSA NON SI DEVE MANGIARE CON IL DIABETE?
Ve lo sarete chiesti in tanti: cosa non si deve mangiare con il diabete? I cibi da evitare, o comunque da consumare solo in rare circostanze, sono naturalmente quelli ricchi di zuccheri. A partire da dolci, gelati, brioches, miele e frutta sciroppata. Vietatissimi poi burro e margarina. Tuttavia, esistono limitazioni anche per quello che concerne gli alimenti salati. Attenzione allora anche a grissini, cracker, pasta con condimenti confezionati, salumi e formaggi stagionati. Senza dimenticare, naturalmente, i superalcolici.
COME SI CURA IL DIABETE?
Come si cura il diabete? Come abbiamo visto, è fondamentale che tutti i pazienti diabetici e i loro familiari abbiano una buona conoscenza delle peculiarità della malattia e dei farmaci da assumere per la terapia. Un aiuto fondamentale al mantenimento di una buona glicemia giunge in questo senso dall’utilizzo di strumenti per la sua misurazione. È poi bene ricordare che sia le persone con diabete di tipo 1, che quelle di tipo 2 dovrebbero modificare il proprio stile di vita con un’alimentazione sana e una regolare attività fisica. Tutti dovremmo seguire una dieta equilibrata e bilanciata, a maggior ragione le persone malate. Fare attività fisica regolarmente inoltre migliora l’azione dell’insulina e aumenta il consumo di glucosio contribuendo ad abbassare la glicemia.