Gastroenterite da norovirus: le cose da sapere
L’inverno è ormai passato, ma qualche strascico lo può lasciare… E le gastroenteriti sono tra questi. È il caso della gastroenterite da norovirus, a volte chiamata con l’evocativa espressione winter-vomiting disease (“malattia del vomito invernale”), il cui picco in effetti si registra nei mesi tra novembre e aprile.
I norovirus sono molto contagiosi e particolarmente comuni in alcuni contesti: ecco perché vale la pena conoscerli, soprattutto perché sapere “chi” sono è il modo migliore per prevenire l’infezione e tutelare le persone più a rischio.
Cos’è e come si prende la gastroenterite da norovirus
I norovirus sono tra i principali responsabili di gastroenterite non batterica e comuni virus intestinali. Come ricorda Epicentro, sono noti anche come Norwalk virus, in riferimento alla cittadina dell’Ohio in cui sono stati isolati agli inizi degli anni Settanta, pochi anni dopo un’epidemia che aveva interessato una scuola elementare. In effetti, sono proprio le scuole, gli asili, le RSA, gli ospedali e in generale i luoghi chiusi e ad alta densità di persone le più comuni sedi di focolaio per la gastroenterite da norovirus (così come di altre infezioni). Peraltro, l’immunità contro il norovirus sembra durare solo per periodi brevi, per cui è del tutto possibile essere infettati più volte nel corso della vita.
Almeno dal loro punto di vista, i norovirus sono molto efficienti: sono cioè estremamente contagiosi e persistenti nell’ambiente. Infatti si possono trasmettere da una persona all’altra per via orofecale (cioè consumando acqua o alimenti contaminati) o con l’aerosol, le piccole particelle emesse quando respiriamo, tossiamo o starnutiamo. In più, il contagio può avvenire anche per contatto diretto con superfici contaminate. Peraltro, per quanto riguarda gli alimenti che possono rappresentare un veicolo per la trasmissione del virus, non c’è un singolo cibo cui guardare con attenzione: molte epidemie sono state associate al consumo di ostriche contaminate ma, come specifica lo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), «Molti diversi alimenti sono stati associati a focolai di norovirus».
Quali sono i sintomi e come si cura la gastroenterite da norovirus
L’infezione intestinale da norovirus non è diversa dalla maggior parte delle gastroenteriti: nausea, vomito, diarrea e crampi sono i sintomi più comuni; a volte si possono presentare anche febbre, brividi e mal di testa. Il tutto dopo un’incubazione che richiede dalle 12 alle 48 ore circa.
Per le gastroenteriti virali (e quella da norovirus non fa eccezione) non c’è una cura risolutiva: il trattamento è quello di supporto, cioè volto a mitigare i sintomi ed evitare le complicanze. Che, nel caso di una gastroenterite, sono legate soprattutto al rischio di disidratazione, particolarmente pericoloso per alcune persone, come le più anziane, le più giovani, o quelle con altre patologie pre-esistenti. In linea generale, comunque, la raccomandazione principale è sempre quella di cercare di compensare i liquidi persi con vomito e diarrea, bevendo molta acqua. E se la reidratazione è l’obiettivo principale, possono essere utili anche:
- un’alimentazione leggera (quando la nausea diminuisce e si riesce a riprendere a mangiare), basata su cibi molto digeribili (come riso in bianco, patate bollite, banane)
- se raccomandati dal/la medico/a, farmaci antiemetici per contrastare la nausea
Sempre in linea generale, la buona notizia è che la gastroenterite da norovirus si risolve di solito spontaneamente nel giro di 12-60 ore.
Norovirus: occhio alla prevenzione
Purtroppo non abbiamo un vaccino per prevenire l’infezione da norovirus. Tanto più diventano allora importanti le strategie di prevenzione per evitare di contagiare altre persone, soprattutto perché, come abbiamo visto, il norovirus si trasmette con grande facilità. A livello di comunità, queste strategie sono basate essenzialmente sulle corrette misure igieniche per la manipolazione e la distribuzione di alimenti e bevande. In casa, invece, è importante:
- lavarsi di frequente e con cura le mani, soprattutto prima di mangiare e maneggiare il cibo o se si è stati con una persona malata
- stare in casa, evitando i contatti con altre persone, finché la gastroenterite non si è risolta e per altri 2-3 giorni dopo la guarigione
- lavare a caldo biancheria e asciugamani, e disinfettare le superfici che possono essere entrate a contatto con il virus (attenzione perché il norovirus è molto resistente, per cui vanno scelti disinfettanti adeguati, come la candeggina correttamente diluita).
Insomma, anche se molto contagiosa, la gastroenterite da norovirus rimane comunque in buona parte prevenibile con i nostri comportamenti quotidiani. E, come sempre, la prevenzione non è solo una tutela per la nostra salute, ma una responsabilità collettiva per proteggere anche la salute delle persone che ci circondano.