Come capire se si ha il diabete
Secondo alcuni esperti ed esperte, l’aumento della sua diffusione è tale da poterlo considerare la malattia del nostro secolo: parliamo del diabete mellito, più precisamente quello di tipo 2. È la forma più diffusa della patologia, caratterizzata da un’insufficiente produzione di insulina da parte del pancreas e, allo stesso tempo, dall’impossibilità delle cellule a rispondere correttamente a questo ormone. Sovrappeso, obesità, scarsa attività fisica e fumo sono tra i principali fattori di rischio, ed è proprio la loro diffusione a motivare l’aumento dei casi in tutto il mondo.
Per il diabete non esiste una cura risolutiva. Un trattamento adeguato, però, può consentire di tenere sotto controllo la malattia e prevenire le numerose complicanze, limitando anche la mortalità. E, per arrivare a stabilire il trattamento più adeguato e iniziarlo per tempo, bisogna partire da una diagnosi tempestiva. In questo articolo ci concentriamo proprio su quest’ultima, spiegando quali sono gli esami che consentono di arrivare a una diagnosi di diabete.
Riabilitazione, il terzo pilastro della salute
La riabilitazione costituisce il terzo pilastro del sistema sanitario, accanto alla prevenzione e alla cura, completando le attività volte a tutelare la salute dei cittadini. Questo processo è essenziale per portare una persona anziana o con disabilità a raggiungere il miglior livello di autonomia possibile sul piano fisico, funzionale, sociale, intellettivo e relazionale. Di fatto è possibile distinguere tra due principali attività di riabilitazione:
- Attività di riabilitazione sanitaria: queste comprendono interventi valutativi, diagnostici, terapeutici e altre procedure finalizzate a superare, contenere o minimizzare la disabilità e le limitazioni nelle attività quotidiane come muoversi, camminare, parlare, vestirsi, mangiare, comunicare e lavorare.
- Attività di riabilitazione psico-sociale: queste azioni e interventi mirano a garantire alla persona la massima partecipazione possibile alla vita sociale, contenendo la condizione di difficoltà o di condizione di disabilità.
Generalmente l’attività riabilitativa può essere erogata in diversi regimi:
- Ricovero ordinario o diurno (day hospital)
- Assistenza specialistica ambulatoriale
- Assistenza territoriale domiciliare, ambulatoriale, semiresidenziale o residenziale
In particolare, la riabilitazione intensiva è indicata per chi necessita di un intervento mirato al recupero funzionale dopo un episodio acuto di malattia che ha compromesso improvvisamente la capacità funzionale della persona. Quella estensiva è adatta a chi ha bisogno di stabilizzare e consolidare nel tempo il recupero funzionale acquisito. La riabilitazione domiciliare, infine, è un’opportunità per proseguire gli esercizi di mantenimento senza la necessità di muoversi da casa per un trattamento in regime di ricovero o ambulatoriale.
Esistono esami per identificare la predisposizione al diabete?
Nel caso del diabete non esistono specifici esami di screening ma, in presenza di specifici fattori di rischio, il consiglio è sempre quello di agire in modo proattivo per favorire, nel caso si sviluppasse la malattia, una diagnosi precoce. Ma quali sono questi fattori di rischio? Tra i principali troviamo:
- storia familiare di diabete
- storia personale di diabete gestazionale
- sindrome dell’ovaio policistico
- sovrappeso e obesità
- fumo
- scarsa attività fisica
- prediabete (una condizione in cui la glicemia risulta elevata, ma non tanto da consentire una diagnosi di diabete).
In presenza di queste condizioni, è raccomandato eseguire con regolarità gli esami per la diagnosi del diabete, così da monitorare i parametri metabolici e intervenire tempestivamente nel caso si sviluppasse la patologia.