Ulcera peptica

L’ulcera peptica è una lesione che può interessare lo stomaco o la prima porzione dell’intestino, di solito dovuta a infezioni da Helicobacter pylori o a uso eccessivo di antinfiammatori. Approfondisci cause e sintomi
Redazione Kormed

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Redazione scientifica
Articolo revisionato dalla nostra redazione scientifica
28 Maggio 2026

    L’ulcera peptica, in termini medici indicata anche come malattia ulcerosa gastroduodenale, è una lesione della mucosa dello stomaco o del duodeno, il primo tratto di intestino. Per distinguere ulteriormente la localizzazione dell’ulcera peptica si può infatti parlare di ulcera gastrica oppure di ulcera duodenale. In generale, questa lesione si sviluppa a causa dell’azione corrosiva dei succhi gastrici quando, per diverse ragioni, la loro produzione aumenta e/o le barriere fisiologiche della mucosa sono alterate e dunque più fragili. Questo spiega anche perché non solo lo stomaco stesso ma anche il duodeno possa essere interessato dall’ulcera: questa porzione dell’intestino, infatti, è la prima a essere raggiunta dal contenuto acido dello stomaco.

    L’ulcera peptica non è una condizione rara e può causare complicanze molto gravi; tuttavia, una volta correttamente diagnosticata e iniziato il trattamento raccomandato, può guarire con pieno successo nell’arco di alcune settimane.

    Quali sono le cause dell’ulcera peptica?

    La stragrande maggioranza dei casi di ulcera peptica è dovuta a due cause principali: un’infezione da Helicobacter pylori (H. pylori) oppure un uso scorretto ed eccessivo di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

    Principali cause di ulcera peptica

    • Infezione da H. pylori. H. pylori è un batterio in grado di sopravvivere e proliferare nell’ambiente acido dello stomaco. È un comune responsabile di infezioni, sebbene non siano ancora del tutto chiare le modalità di trasmissione. Nella maggior parte dei casi, l’infezione da H. pylori è asintomatica e non determina alcun disturbo; in altri può però causare gastrite cronica, ossia un’infiammazione della mucosa dello stomaco, tra le cui complicanze si annovera appunto la formazione di ulcere peptiche.
    • Uso di FANS. I FANS sono farmaci che agiscono riducendo la produzione di molecole dette prostaglandine, coinvolte nei processi infiammatori. I FANS esercitano tale azione agendo su un enzima necessario alla produzione delle prostaglandine, la ciclossigenasi (COX). Nell’organismo vi sono due forme di questo enzima: COX-2, che si attiva soprattutto in risposta a stimoli come traumi e infezioni ed è infatti coinvolta nei processi infiammatori; e COX-1, sempre attiva, che produce prostaglandine con funzioni protettive fisiologiche, tra cui la tutela della mucosa gastrica. I FANS bloccano entrambe le forme di COX, riducendo quindi anche la protezione della parete interna dello stomaco, che di conseguenza può risultare danneggiata dagli acidi gastrici. È per questa ragione che usi prolungati e ad alti dosi di FANS, soprattutto se in presenza di altri fattori di rischio (come la presenza di H. pylori o un’età avanzata) possono determinare lo sviluppo di ulcere peptiche.

    Oltre a queste due cause principali, l’ulcera peptica può, più di rado, avere un’altra origine. In particolare: 

    • altri farmaci oltre ai FANS, come per esempio corticosteroidi (un altro tipo di antinfiammatori) e bisfosfonati (usati nel trattamento dell’osteoporosi e altre condizioni che coinvolgono le ossa) possono danneggiare le mucosa gastrica;
    • la sindrome di Zollinger Ellison, una malattia rara caratterizzata dallo sviluppo di gastrinoma, un particolare tipo di tumore che secerne gastrina, un ormone che stimola la produzione di acido cloridrico, i cui livelli aumentano quindi in modo sostanziale danneggiando la mucosa gastrica.

    Anche altre condizioni, sebbene raramente, possono portare allo sviluppo di ulcere peptiche. Invece, diversamente da quanto si riteneva un tempo, lo stress psicologico non è una causa di ulcera peptica. È vero però che alcuni fattori legati allo stile di vita (in particolare il fumo, un consumo eccessivo di alcol e di alimenti che possono irritare temporaneamente la mucosa gastrica, come i cibi molto speziati), nonché uno stress fisico importante (dovuto a lesioni o malattie gravi) rappresentano fattori di rischio per lo sviluppo dell’ulcera peptica.

    Le principali cause dell’ulcera peptica sono l’infezione da H. pylori e l’uso eccessivo e/o prolungato di farmaci antinfiammatori non steroidei.

    ulcera peptidica 1

    Quali sono i sintomi dell’ulcera peptica?

    Segni e sintomi dell’ulcera peptica possono variare in base a diversi fattori, come per esempio la localizzazione (se gastrica o duodenale) e l’età del paziente. Inoltre, in alcuni casi l’ulcera peptica può essere del tutto asintomatica, tanto da essere riscontrata solo per caso nel corso di esami eseguiti per altre ragioni. In linea generale, però, i segni e sintomi più comuni sono: 

    • dolore epigastrico (cioè nella parte centrale dell’addome), che per le ulcere duodenali si presenta soprattutto di notte e a digiuno;
    • gonfiore addominale, sensazione di sazietà precoce e dispepsia;
    • nausea e vomito.

    Nei casi più gravi, l’ulcera può sanguinare: più precisamente, la lesione può arrivare a erodere un vaso sanguigno nella parete dello stomaco o del duodeno. In questo caso, si possono presentare vomito “a fondo di caffè” (legato alla presenza di sangue parzialmente digerito) e/o melena, ossia feci molto scure e maleodoranti, dovute anch’esse alla presenza di sangue. Il sanguinamento dell’ulcera può portare anche ad anemia e, se importante, a shock ipovolemico (una perdita massiccia di sangue che non consente al cuore di pompare ossigeno a sufficienza per tutti i tessuti).

    Un’altra possibile complicanza dell’ulcera è la sua perforazione. Si tratta di una complicanza rara: come suggerisce il nome, consiste nella perforazione dell’intera parete dello stomaco o del duodeno, con la conseguente fuoriuscita di acidi e batteri all’interno dell’addome. Se non trattata tempestivamente, può portare a peritonite e sepsi, una condizione potenzialmente letale: la perforazione gastrointestinale rappresenta infatti un’emergenza medica.

    È importante evidenziare che tali complicanze dell’ulcera peptica possono verificarsi anche nei casi asintomatici.

    Se non trattata, l’ulcera peptica può causare complicanze quali il sanguinamento e la perforazione della parete dello stomaco o del duodeno.

     

    Come si arriva alla diagnosi di ulcera peptica?

    La diagnosi di ulcera peptica si basa innanzitutto su un’accurata anamnesi che, oltre a raccogliere i sintomi riportati dal paziente, permette di evidenziare possibili fattori di rischio (per esempio l’assunzione di FANS). Il/la medico/a conduce quindi un esame clinico, valutando la presenza di segni come per esempio il gonfiore addominale. Quindi, per la diagnosi è necessaria un’endoscopia del tratto digestivo superiore, o esofagogastroduodenoscopia: in breve, l’esame consiste nell’introduzione di un tubo sottile e flessibile, dotato di luce e telecamera, nello stomaco e nella prima porzione dell’intestino, così da rilevare visivamente presenza e localizzazione dell’ulcera. Con questo esame può, se necessario, essere anche prelevato un campione di tessuto (biopsia) per verificare la presenza di H. pylori. In linea generale, però, in presenza di ulcera si preferisce di solito accertare che la causa sia un’infezione da parte di questo batterio con altri esami, come l’Urea Breath Test o un esame delle feci, meno invasivi. 

    Come si previene l’ulcera peptica?

    Prevenire l’ulcera peptica non è sempre possibile. Infatti, le modalità di trasmissione di H. pylori, una delle principali cause di questa condizione, non sono del tutto note: è buona norma, comunque, lavare frequentemente le mani (soprattutto prima dei pasti) e gli alimenti. Inoltre, per prevenire l’ulcera peptica è molto importante assumere farmaci antinfiammatori (FANS) solo quando raccomandati e seguendo le indicazioni mediche. Soprattutto se si sa di avere un’infezione da H. pylori o se è necessario assumere FANS, infine, è importante evitare il fumo e le bevande alcoliche (due fattori comunque importanti per la salute dell’intero organismo) e attenersi alle indicazioni e prescrizioni mediche.

    Qual è il trattamento dell’ulcera peptica?

    Il trattamento dell’ulcera peptica ha tre obiettivi principali: ridurre l’acidità gastrica, proteggere la mucosa di stomaco o duodeno per consentirle la guarigione ed eliminare la causa che ha portato allo sviluppo dell’ulcera. Sotto quest’ultimo aspetto, dunque, il trattamento può variare a seconda dell’origine della condizione e, in presenza di patologie croniche, può richiedere una terapia a lungo termine.

    In linea generale, comunque, il trattamento per ridurre l’acidità gastrica è di tipo farmacologico. I farmaci più usati a questo scopo sono gli inibitori della pompa protonica, che agiscono legandosi a particolari canali delle cellule della mucosa gastrica (le “pompe protoniche”) e riducendo in modo sostanziale la secrezione di acido cloridrico. Anche per proteggere la mucosa l’approccio è di tipo farmacologico, con farmaci che formano una barriera protettiva e, a seconda del tipo specifico, possono avere anche funzione antimicrobica.

    Per quanto riguarda il trattamento della causa dell’ulcera, vale la pena concentrarsi sulle due principali.

    Per l’infezione da H. pylori, il trattamento si basa su una terapia antibiotica (in genere con una combinazione di due o tre antibiotici), che deve essere portata avanti per tutto il periodo raccomandato. Il trattamento, che come anticipato deve essere associato a farmaci antiacidi e gastroprotettori, è disponibile anche in formulazioni uniche (un’unica capsula) e ha dimostrato un’alta efficacia di eradicazione del batterio.

    Se invece l’origine dell’ulcera peptica risiede nell’uso di farmaci, in particolare FANS, il trattamento richiede in genere, se possibile, di sospenderli o ridurli. Possono essere inoltre raccomandati farmaci gastroprotettori per aiutare la guarigione o prevenire lo sviluppo di ulcere qualora fosse necessaria una terapia con FANS prolungata o a dosaggi alti.

    In alcuni rari casi, se la terapia farmacologica si rivela inefficace (ulcera refrattaria) o se si presentano frequenti recidive, può essere necessario ricorrere all’intervento chirurgico. Le operazioni che possono essere eseguite in questi casi sono essenzialmente di due tipi: la gastrectomia parziale, ossia la rimozione della parte di stomaco interessata dall’ulcera, o la vagotomia, che consiste nel taglio del nervo che stimola la secrezione acida. 

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