Pterigio
Lo pterigio è una crescita benigna della congiuntiva, la membrana che copre la superficie dell’occhio, che di solito si estende dall’angolo verso l’iride (la parte colorata dell’occhio), con una forma più o meno a triangolo. Si tratta di una condizione comune, soprattutto tra le persone che trascorrono molto tempo all’aperto senza un’adeguata protezione agli occhi. Non è pericoloso: non rappresenta una formazione cancerosa e non si può diffondere ad altri tessuti ma, a seconda della sua estensione, può interferire con la vista.
Quali sono le cause dello pterigio?
Lo pterigio è di fatto una crescita eccessiva del tessuto fibrovascolare della congiuntiva (più precisamente la porzione fibrovascolare sottocongiuntivale); i meccanismi esatti della sua patogenesi non sono del tutto chiari, ma ne sono stati individuati alcuni, così come sono noti alcuni dei fattori di rischio. Tra questi, il principale è l’esposizione ai raggi ultravioletti (UV) del sole, che possono portare alla proliferazione cellulare e alla formazione dello pterigio. Questa condizione è infatti diffusa soprattutto tra chi trascorre molto tempo all’aperto senza un’adeguata protezione agli occhi (in effetti, in inglese si parla a volte di surfer’s eye, occhio del surfista, per indicare lo pterigio) e tra le persone che vivono vicino all’equatore, dove i raggi solari sono più intensi. L’incidenza sembra inoltre essere lievemente maggiore tra gli uomini che tra le donne, un dato che potrebbe riflettere una maggiore esposizione ai raggi solari.
Altri fattori di rischio noti per lo sviluppo dello pterigio sono rappresentati dall’irritazione cronica dell’occhio, legata all’esposizione a un ambiente caldo e asciutto e alla presenza di vento e polveri. Secondo alcuni studi, inoltre, anche il papillomavirus umano (HPV) potrebbe essere coinvolto nei meccanismi di insorgenza di questa condizione.
A volte, lo pterigio si sviluppa in seguito a una pinguecola, un altro tipo di formazione benigna nell’occhio: anch’essa di sviluppa sulla congiuntiva e condivide gli stessi fattori di rischio con lo pterigio, ma si tratta di una condizione differente (per esempio, non si estende nello stesso modo) e molto più diffusa.
I principali fattori di rischio per lo sviluppo di pterigio sono l’esposizione cronica ai raggi UV, ad ambienti caldi e asciutti e alla presenza di vento e polveri.
Quali sono i sintomi dello pterigio?
I sintomi dello pterigio possono variare a seconda della gravità della condizione. Per alcune persone può essere inizialmente asintomatico e osservabile solo come formazione membranosa e a volte vascolarizzata all’angolo dell’occhio (di solito si estende a partire dalla porzione nel lato del naso). Quando si presentano, i sintomi e segni possono comprendere:
- congiuntivite, con infiammazione e gonfiore dell’occhio;
- occhio arrossato, lacrimante o asciutto;
- sensazione di avere qualcosa nell’occhio;
- bruciore, prurito e/o dolore all’occhio.
Nel tempo lo pterigio può estendersi: la progressione è più o meno veloce a seconda dei casi, ma può arrivare a interferire con la vista quando giunge all’iride (la parte colorata dell’occhio). Si possono in questo caso presentare visione annebbiata o comunque alterata, e anche per esempio difficoltà nel mettere le lenti a contatto. La progressione dello pterigio varia da una persona all’altra, per cui non in tutte arriva necessariamente a causare problemi di vista.
È importante precisare che, sebbene lo pterigio non sia pericoloso, quando arriva a interferire con la vista può alterare la forma della cornea, causando astigmatismo e, a volte, determinando la formazione di cicatrici che lasciano la vista alterata in modo permanente.
Come si arriva alla diagnosi di pterigio?
La diagnosi di pterigio è essenzialmente clinica: si basa sull’esame dell’occhio, da parte dell’oculista, con la lampada a fessura (una sorta di microscopio ad alta precisione combinato con una luce molto intensa e sottile che illumina l’occhio, consentendone un esame dettagliato). La valutazione comprende le caratteristiche dello pterigio, in particolare per quanto riguarda la sua estensione e progressione, e la misurazione della qualità visiva.
Come si previene lo pterigio?
La prevenzione dello pterigio si basa su un’adeguata protezione degli occhi quando esposti al sole o ad ambienti caldi e secchi e al vento. Essenzialmente consiste quindi nell’uso di occhiali con lenti scure e in grado di filtrare i raggi UV, che tutelano anche, seppur parzialmente, dall’eventuale polvere e vento presenti. Quando si è esposti per lungo tempo ad ambienti che possono favorire la comparsa dello pterigio è anche raccomandato l’uso di lacrime artificiali per prevenire e mitigare la secchezza oculare.
Queste misure sono particolarmente importanti anche nell’ambito del trattamento, per rallentare la progressione dello pterigio, e nella prevenzione delle recidive.
Qual è il trattamento dello pterigio?
Non sempre lo pterigio richiede un trattamento: in alcuni casi asintomatici può essere raccomandato il solo monitoraggio periodico, per verificare se si sia modificata nel tempo l’estensione. Il trattamento può invece essere importante per mitigare eventuali sintomi e soprattutto se lo pterigio interferisce con la vista.
L’approccio di trattamento dello pterigio può essere di tipo conservativo, basato sull’uso di farmaci che ne mitigano i sintomi. Tra questi, i principali sono le lacrime artificiali per garantire la lubrificazione dell’occhio, ma possono essere raccomandati anche colliri con corticosteroidi per ridurre il dolore (da usare solo per brevi periodi di tempo). Sempre allo scopo di ridurre il dolore, possono essere raccomandati anche antinfiammatori non steroidei a uso topico. In questo contesto è anche importante proteggere l’occhio per rallentare la progressione della condizione: è quindi raccomandato l’uso di occhiali da sole.
Quando lo pterigio arriva a interferire con la vista è di norma raccomandato l’intervento chirurgico di asportazione, che rappresenta l’unico trattamento risolutivo per la condizione. La procedura consiste nella rimozione dello pterigio, con trapianto di un pezzetto di tessuto normale (in genere prelevato da un altro punto della congiuntiva) nell’area interessata. È comunque importante evidenziare che permane un certo rischio di recidiva anche dopo la rimozione chirurgica.
- American Academy of Ophtalmology, What Is a Pinguecula and a Pterygium (Surfer’s Eye)? https://www.aao.org/eye-health/diseases/pinguecula-pterygium
- Cleveland Clinic, Pterygium (Surfer’s Eye), https://my.clevelandclinic.org/health/diseases/22497-pterygium-surfers-eye
- Sarkar P, Tripathy K. Pterygium. StatPearls (2023) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK558907/
Redazione Kormed
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