Nevralgia del trigemino
La nevralgia del trigemino è una condizione neurologica dovuta a infiammazione o a danni a carico del nervo trigemino, il quinto nervo cranico, e può essere estremamente dolorosa. Pur non essendo molto comune, interessa le donne più degli uomini ed è particolarmente diffusa tra le persone con più di cinquant’anni, sebbene a seconda dell’origine possa presentarsi anche in altre fasce d’età.
Prima di approfondire le cause specifiche, i sintomi e altri aspetti della nevralgia del trigemino, vale la pena spendere qualche parola in più su questo nervo. Il trigemino è il più grande dei nervi cranici, e deve il suo nome al fatto che si suddivide in tre branche:
- branca oftalmica (V1), che ha funzioni sensitive e innerva fronte, occhio e cuoio capelluto;
- branca mascellare (V2), che innerva guancia, naso e labbro superiore e ha anch’essa funzione sensitiva;
- branca mandibolare (V3), che innerva mandibola, denti inferiori e parte della lingua e ha funzioni sia sensitiva sia motoria.
Il nervo trigemino conferisce sensibilità al volto, ma è coinvolto anche nella masticazione (attraverso la branca mandibolare) e nel riflesso corneale (attraverso la branca oftalmica), cioè porta alla chiusura della palpebra (movimento controllato da altri nervi cranici) quando qualcosa tocca la cornea dell’occhio. Il nervo trigemino è strettamente connesso con strutture encefaliche quali talamo, corteccia sensitiva e sistema limbico; è di fatto il principale nervo sensitivo del volto e, quando è irritato o danneggiato, i segnali dolorosi vengono amplificati da reti cerebrali molto sensibili e strettamente collegate anche alle aree emotive. È per questa ragione che la nevralgia del trigemino può risultare estremamente dolorosa e anche destabilizzante.
Quali sono le cause della nevralgia del trigemino?
In linea generale, la nevralgia del trigemino è dovuta a infiammazione, irritazione o danno del nervo. In base alla causa più specifica, questa condizione è distinta in tre forme: primaria, secondaria e idiopatica.
Tipi di nevralgia del trigemino
- Nevralgia primaria (o classica) del trigemino. È la forma più comune, dovuta nella maggior parte dei casi alla compressione del nervo vicino al tronco encefalico da parte di vasi sanguigni (spesso è coinvolta l’arteria cerebellare superiore) che, per caratteristiche anatomiche individuali o cambiamenti legati all’età, entrano in contatto diretto con il nervo e, pulsando, finiscono per irritarlo.
- Nevralgia secondaria del trigemino. Come suggerisce il nome, è secondaria ad altre patologie che arrivano a interessare il trigemino. Tra queste vi sono per esempio la sclerosi multipla, alcuni tumori e malformazioni arterovenose. Talvolta, questa forma di nevralgia può svilupparsi in seguito a traumi o interventi al volto (per esempio estrazioni dentali).
- Nevralgia idiopatica del trigemino. È una forma della quale non si possono o non si riescono a identificare le cause.
Quali sono i sintomi della nevralgia del trigemino?
Il sintomo caratteristico della nevralgia del trigemino è il dolore, in genere molto intenso e lancinante (spesso è descritto come una scossa elettrica), che dura alcuni istanti e interessa nella maggior parte dei casi un solo lato del volto. A seconda dei casi, oltre al dolore possono presentarsi per esempio sensazioni di bruciore, pulsazioni o intorpidimento. In genere si distinguono due tipi di nevralgia del trigemino in base ai sintomi dolorosi:
- parossistica, quando gli episodi dolorosi sono molto intensi ma sporadici, di solito della durata al massimo di un paio di minuti (ma si possono ripetere con intervalli per alcune ore);
- con dolore continuo, meno intenso ma più persistente.
Il dolore della nevralgia del trigemino può essere innescato anche da azioni molto semplici e delicate, come la rasatura, il lavarsi il volto, mangiare e bere, lavarsi i denti, sorridere, perfino un lieve tocco o il vento sul viso.
Il dolore, che può essere scatenato anche da un tocco molto lieve, è il principale sintomo della nevralgia al trigemino.
Come si arriva alla diagnosi di nevralgia del trigemino?
La diagnosi di nevralgia del trigemino parte dalla valutazione clinica, cioè basata sui sintomi riportati dal paziente e valutati in base alle loro caratteristiche. Il/la medico/a può anche palpare delicatamente il volto per individuare il punto o i punti sensibili. Spesso questo tipo di valutazione è già sufficiente per arrivare a una diagnosi di nevralgia al trigemino, escludendo altre possibili cause del dolore; tra queste vi è per esempio la nevralgia post-herpetica, legata all’herpes zoster, che coinvolge anch’essa il trigemino ma richiede un trattamento differente.
Possono tuttavia essere raccomandati altri esami, anche di laboratorio e di imaging, per approfondire le eventuali cause della condizione. Per esempio, la risonanza magnetica all’encefalo può essere importante per verificare se un vaso sanguigno stia comprimendo il nervo trigemino.
Come si previene la nevralgia del trigemino?
Purtroppo, le cause di nevralgia del trigemino non sono essenzialmente prevenibili, per cui non ci sono nemmeno strategie per evitare con certezza questa condizione.
Qual è il trattamento della nevralgia del trigemino?
Il trattamento della nevralgia del trigemino combina in genere strategie farmacologiche, terapie di supporto e a volte interventi chirurgici. Il primo approccio è in genere di tipo farmacologico, basato su farmaci antiepilettici che riducono le scariche dolorose agendo sui canali del sodio delle fibre nervose, perché i farmaci antinfiammatori non sono efficaci per questa condizione. È importante evidenziare che il beneficio non è in genere immediato e può essere necessario un paio di settimane affinché si manifesti l’efficacia della terapia.
Quando il trattamento farmacologico non risulta efficace, può essere raccomandato l’intervento chirurgico, da valutare comunque anche in base alla causa della nevralgia. Per le forme primarie, in genere si opta per la decompressione microvascolare: tramite una craniotomia, si individua il vaso che comprime il trigemino e lo si separa dal nervo inserendo un piccolo cuscinetto isolante. Si tratta di una procedura invasiva, ma che nella stragrande maggioranza dei casi garantisce effetti duraturi. Altre opzioni, meno invasive, sono per esempio la radiochirurgia stereotassica, che concentra radiazioni sulla radice del trigemino per bloccare la trasmissione del dolore, e le procedure di rizotomia, che cercano di lesionare selettivamente il nervo per interrompere i segnali dolorosi.
Tra le terapie complementari che possono a volte essere raccomandate ad alcune persone vi sono anche le infiltrazioni di tossina botulinica, che forniscono un sollievo temporaneo dal dolore.
In generale, è importante considerare che la prognosi della nevralgia del trigemino è molto variabile: alcune persone alternano crisi a lunghi periodi senza dolore, altre sviluppano una forma più cronica e persistente, e in molti casi il dolore tende a peggiorare o i farmaci perdono efficacia nel tempo. Per questa ragione, è importante un follow-up neurologico regolare, con eventuali adattamenti della terapia.
- Cleveland Clinic, Trigeminal Neuralgia, https://my.clevelandclinic.org/health/diseases/15671-trigeminal-neuralgia-tn
- ISS Salute, Istituto superiore di sanità, Nevralgia del trigemino, https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/n/nevralgia-del-trigemino
- Kikkeri NS, Nagalli S. Trigeminal Neuralgia. StatPearls (2024) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK554486/
Redazione Kormed
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