Perché è importante donare il sangue
La donazione di sangue è ben più di una colazione offerta. Non un gesto eroico, ma un impegno civico di portata enorme: anche se molti film e serie tv ci hanno abituato a pensare al sangue donato come a quello per la trasfusione d’emergenza, in realtà i suoi usi sono innumerevoli anche nella quotidianità medica. Vediamo un po’ meglio…
Perché donare il sangue
Partiamo da un presupposto: il sangue che viene dalle donazioni è di fatto una terapia di supporto trasversale, che trova impiego in moltissimi contesti e trattamenti. E, ancora prima, il sangue è insostituibile, nel senso che (per ora) non esiste un vero sostituto del sangue umano. Questo nonostante la ricerca sia attiva da decenni per cercare di ricrearlo: ma il nostro sangue è molto più complesso di quanto possa apparire a una prima occhiata. Anche i prodotti sintetici che cercano di imitarne solo alcune componenti, come per esempio l’emoglobina per il trasporto di ossigeno, oggi non riescono a soddisfare i criteri che ne consentano un uso più diffuso. Quello che invece si vede nella pratica ospedaliera, e che rende così prezioso il sangue donato.
Ma cosa ci si fa, allora, con il sangue proveniente dalle donazioni? Innanzitutto, se ne separano le componenti: i globuli rossi o eritrociti deputati al trasporto di ossigeno, le piastrine necessarie per la coagulazione, il plasma, cioè la componente liquida che contiene acqua, sali, proteine, anticorpi e fattori della coagulazione. Questo perché, anche se spesso servono più componenti insieme, oggi si trasfonde “automaticamente” meno rispetto al passato, preferendo una scelta di determinati componenti, a seconda dei casi. Ciò detto, in termini generali, che cosa si fa con il sangue donato? Vediamo solo alcuni degli esempi principali.
Possibili usi del sangue donato: alcuni esempi della quotidianità ospedaliera
- Interventi chirurgici: non solo quelli d’emergenza ma anche quelli programmati possono richiedere sangue, e soprattutto eritrociti, per rimpiazzare quello perso durante la procedura.
- Trattamento di anemie croniche, per esempio quelle legate a patologie come talassemia, o insufficienza renale, malattie oncologiche o varie altre condizioni a lungo termine richiedono trasfusioni ripetute.
- Parto ed emorragia post partum: in parti complicati, soprattutto se vi sono abbondanti perdite di sangue, possono servire globuli rossi, plasma, piastrine e talvolta fibrinogeno o altri fattori della coagulazione (e anche ai neonati prematuri e molto fragili).
Non solo sangue: l’importanza della donazione di plasma
C’è una precisazione importante da fare: plasma e sangue non sono intercambiabili. Dalla donazione di sangue si può ricavare una parte di plasma, ma quest’ultimo può anche essere donato in modo selettivo, in genere in ospedal e con una procedura più lunga che prevede il prelievo di sangue, il suo passaggio in uno strumento che lo filtra e reimmette nell’organismo la parte corpuscolata, trattenendo invece appunto il plasma.
Perché il plasma è così importante? Perché è usato sia in clinica sia per ottenere farmaci plasma-derivati.
In ambito clinico, il plasma è prezioso in contesti come emorragie massive, coagulopatie, plasmaferesi (una pratica che può essere necessaria per esempio per alcune malattie autoimmuni), o nell’ambito della terapia intensiva, per citare alcuni esempi.
In ambito farmacologico, il plasma, che contiene fattori della coagulazione, proteine e anticorpi, è fondamentale per ricavare molecole che possono essere veri e propri salvavita in alcuni contesti patologici, per esempio in presenza di immunodeficienze.
Infatti la sua richiesta è in aumento in tutta Europa: in Italia, secondo i dati del Centro Nazionale Sangue, la sua raccolta ha segnato un nuovo record nel 2025 (quasi 920 tonnellate), ma non garantisce ancora l’autosufficienza.
Donare il sangue (o il plasma): ci sono pro e contro?
La donazione di sangue e di plasma è una procedura estremamente sicura. Non è un caso che vi siano requisiti ben specifici su chi può donare, a tutela sia del ricevente sia del donatore: richiede tempo e disponibilità, ma nient’altro.
I pro sono invece incalcolabili. Lo abbiamo detto fin dall’inizio: non è tanto per la colazione omaggio. Ma perché donare il sangue fa bene: e non solo per l’esame del sangue associato alla donazione (comunque molto utile per un check up regolare), quanto perché la donazione è davvero essenziale per un sistema sanitario non solo forte, ma anche solidale per la salute di ogni persona.