Prevenzione zecche: come evitarle, come rimuoverle e cosa fare in caso di morso

2026-05-10
Prevenzione zecche: come evitarle, come rimuoverle e cosa fare in caso di morso

Le belle giornate, ancora non troppo calde, chiamano all’aria aperta. E se godersi una giornata tra prati e boschi può essere bellissimo, meno bello è, una volta a casa, scoprirsi addosso un ospite indesiderato. Eppure è proprio in questo periodo che è più probabile il morso delle zecche, parassiti obbligati che devono attaccarsi a un ospite per nutrirsi e riprodursi. Diversamente dalle zanzare e da altri insetti che lasciano fastidiose punture, il morso di zecca è sostanzialmente impercettibile, ma porta con sé il rischio di patologie come l’encefalite da zecca e la malattia di Lyme.

Ecco perché è così importante non solo prevenire il morso di zecca, ma anche sapere cosa fare nel caso, nonostante le nostre accortezze, ce ne trovassimo comunque una addosso. 

Dove e quando si trovano le zecche 

Non si può prevenire ciò che non si conosce… Vale anche per le zecche. Il primo passo è dunque fare la conoscenza con questi animali: non insetti ma aracnidi, quindi artropodi imparentati (seppur alla lontana) con ragni e scorpioni. Hanno un ciclo vitale che dura circa 2-3 anni e si sviluppa in quattro fasi: dall’uovo alla larva, dalla larva alla ninfa e da quest’ultima all’adulto. Nel passaggio tra gli ultimi due stadi, la zecca ha bisogno di un pasto di sangue, necessario anche alle femmine per la riproduzione. È per questo che si attaccano ad altri animali: quelle dette zecche molle prediligono i volatili, mentre le cosiddette zecche dure – quelle più importanti dal punto di vista sanitario per i patogeni che possono trasmetterci – scelgono invece i mammiferi. 

Le diverse specie di zecca possono essere più o meno selettive nella scelta dell’ospite: alcune, come quelle del cane, prediligono un unico animale per il loro ciclo vitale; altre possono invece attaccarsi a specie differenti da uno stadio all’altro. È qui sostanzialmente che si annida il rischio di patologie: una zecca può attaccarsi per esempio a un capriolo, uno scoiattolo, una volpe, un piccolo roditore e così via, infettarsi con un patogeno (come i batteri responsabili della malattia di Lyme) e, se l’ospite successivo è un essere umano, trasmetterglielo.

Come anticipato, il periodo di maggior attività delle zecche è quello che va dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno. Più in generale, le zecche sono attive nei mesi caldi – ed è infatti da tenere in considerazione che, come evidenziano vari studi e l’Organizzazione mondiale della Sanità, a causa della crisi climatica e dell’aumento delle temperature medie anche in inverno le zecche stanno estendendo il loro periodo di attività.

Per quanto riguarda l’habitat, le zecche prediligono le aree ricche di vegetazione: prati e boschi, zone umide e non troppo esposte al sole (anche se non si può escludere di trovarle anche altrove). Qui, in attesa sull’erba o tra le foglie, rimangono in attesa del passaggio di un potenziale ospite. Non saltano né tantomeno volano: quando l’ospite, umano o meno che sia, è a portata di zampa, gli camminano addosso, cercando il punto ideale per attaccarsi.

Come evitare che le zecche si attacchino?

A questo punto vale la pena fare una precisazione: quello della zecca è proprio un morso, non una puntura. Ancora più precisamente, la zecca si attacca alla pelle dell’ospite tramite il suo rostro, una struttura dell’apparato buccale che le consente di ancorarsi saldamente. Per rafforzare ulteriormente la presa durante il pasto di sangue si aiuta con la saliva, che contiene sostanze che agiscono da collante e altre con proprietà antinfiammatorie, anticoagulanti e vasodilatatrici, così da contrastare la risposta immunitaria dell’ospite. Infatti il morso di zecca è sostanzialmente inavvertibile. In più, questi animali sono molto piccoli e silenziosi (di certo non ci ronzano nell’orecchio come fanno le zanzare), quindi è molto difficile accorgersi che ci stanno mordendo.

Come possiamo allora limitare il rischio che si attacchino?

Non c’è una strategia efficace al 100%, ma diverse buone pratiche possono aiutare a ridurre sostanzialmente il rischio. Vediamole.

 

Buone norme per la prevenzione del morso di zecca

  • Innanzitutto, vale la pena mantenersi sui sentieri, evitando le aree dove l’erba è più alta o la vegetazione più fitta – insomma quelle che rappresentano l’habitat ideale delle zecche.
  • Durante le escursioni in natura è utile indossare abiti coprenti: maglie a maniche lunghe e pantaloni lunghi, meglio ancora se infilati dentro alle calze, così da rendere più difficile a un’eventuale zecca arrivare alle gambe. Certo può sembrare una soluzione spiacevole dal punto di vista estetico…ma ottima per la prevenzione dei morsi di zecca e delle malattie che possono portare con sé. Può essere anche molto utile scegliere abiti chiari, sui quali è più facile identificare (e scacciare) una zecca.
  • Quando ci si ferma per una pausa, meglio evitare di sedersi sull’erba e preferire panche e zone rialzate; nello stesso modo, è sconsigliato lasciare in terra zaini e indumenti, sui quali potrebbe salire lo sgradito parassita.
  • Possono essere utili anche i repellenti spray, di solito con gli stessi principi attivi di quelli contro le zanzare. In commercio esistono anche diversi spray anti-zecca da usare per gli indumenti, o anche per i tessuti in casa (per chi ha gatti, attenzione a verificarne la composizione: alcuni contengono come insetticida la permetrina, molto tossica per i gatti). Nemmeno loro garantiscono un’efficacia totale, ma sono uno strumento di tutela in più.

 

Cosa fare se si viene morsi da una zecca

Lo abbiamo detto: nessuna strategia è efficace al 100%. Proprio per questa ragione, è fondamentale, di ritorno da un’escursione in natura, controllarsi attentamente la cute. Per attaccarsi, le zecche tendono a preferire le aree dove la pelle è più sottile, come la piega di gomiti e ginocchia, le ascelle, la zona dietro le orecchie… Ma possono in realtà attaccarsi un po’ ovunque, per cui è importante controllarsi attentamente tutto il corpo. Lo ripetiamo: il morso della zecca non è doloroso, per cui è molto facile passi inosservato; e individuare la zecca stessa può non essere facile, soprattutto se è allo stadio di ninfa e molto piccola.

E se effettivamente ci troviamo addosso una zecca? Niente panico: non è necessario recarsi al pronto soccorso. Serve invece fare due cose: rimuoverla tempestivamente e monitorare l’eventuale comparsa di sintomi nei giorni successivi.

 

Rimozione zecche: come farlo correttamente

La tempestività nella rimozione della zecca è un aspetto fondamentale: quanto più a lungo rimane attaccata, infatti, tanto maggiore è il rischio di trasmissione di eventuali patogeni, se infetta. Quindi meglio non indugiare: per rimuovere la zecca basta dotarsi di un paio di pinzette con cui afferrarla saldamente e tirarla via dalla pelle con un colpo deciso. Non è una procedura dolorosa (per quanto bene la zecca si attacchi alla cute, è pur sempre un animale piccolo…), ma è importante eseguirla al meglio, perché anche le manovre sbagliate possono contribuire ad aumentare il rischio di trasmissione di patogeni. In particolare è importante: 

  • non schiacciare né torcere la zecca quando la si rimuove, così da evitare il rigurgito (che favorisce la trasmissione di patogeni) e la rottura del parassita (se il rostro rimane nella pelle può causare un’infezione);
  • non utilizzare oli, sostanze oleose o alcoliche, né in generale alcun prodotto che possa “stordire” la zecca, e nemmeno il calore, perché anche tutte queste strategie possono portare al rigurgito di materiale infetto da parte della zecca.

Una volta rimossa, la zecca può essere avvolta in un fazzoletto e buttata del water, mentre l’area dove si è attaccata deve essere ben disinfettata. E naturalmente, è fondamentale lavarsi le mani al termine della procedura.


Ultimo ma non meno importante, nei giorni successivi al morso è importante prestare attenzione all’insorgenza di eventuali sintomi (febbre, comparsa di eritemi, dolori articolari…), che potrebbero essere indicativi di patologie trasmesse dalle zecche, in particolare la malattia di Lyme e l’encefalite da zecca. Non bisogna essere allarmisti: intanto, non tutte le zecche sono infette e dunque non tutte possono trasmettere queste malattie; inoltre, come anticipato, ci possono volere diverse ore perché i patogeni passino dalla zecca a noi. Tuttavia, è anche importante non sottovalutare queste patologie: anzi, vale la pena ricordare che contro l’agente patogeno dell’encefalite da zecca è anche a disposizione un vaccino specifico, che può essere importante per chi si reca di frequente in zone dove le zecche sono abbondanti e/o vive in Regioni in cui questa malattia è diffusa. Se si notano sintomi, quindi, bisogna contattare subito un/a medico/a, così da iniziare se necessario le terapie necessarie.

 

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