Irsutismo

L’irsutismo può causare molto disagio in una donna: anche se non sempre è possibile, è importante individuarne le cause per stabilire il trattamento più idoneo
Redazione Kormed

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Redazione scientifica
Articolo revisionato dalla nostra redazione scientifica
28 Maggio 2026

    L’irsutismo è una condizione di crescita eccessiva, nelle donne, di peli con pattern tipicamente maschili, ossia in aree come mento, torace, addome e in altre zone in cui la crescita del pelo è legata agli ormoni androgeni. Sebbene l’irsutismo possa avere diverse cause, infatti, questa condizione è strettamente legata alla produzione o alla sensibilità per gli ormoni maschili, ossia appunto gli androgeni, dei quali il testosterone rappresenta il principale. Si distingue in questo senso da condizioni di ipertricosi, cioè caratterizzate da un’eccessiva crescita di peli nelle donne ma in aree non influenzate dagli androgeni, nonché da situazioni di crescita dei peli abbondante ma del tutto fisiologica e legata a caratteristiche genetiche individuali.

    L’irsutismo non è in sé una malattia, quanto un segno di alterazioni, a livello endocrino o metabolico. Indipendentemente dalle cause, che possono essere legate a condizioni anche piuttosto complesse e con un impatto significativo sull’organismo, l’irsutismo può portare a un importante stress psicosociale nelle donne. Si tratta peraltro di una condizione piuttosto comune che, secondo alcune stime, interessa fino al 10% circa delle donne.

    Quali sono le cause dell’irsutismo?

    L’irsutismo può avere diverse cause che, in linea di massima, determinano un’aumentata produzione di ormoni androgeni oppure una maggiore sensibilità dei follicoli piliferi agli androgeni, (anche quando i livelli di questi ultimi sono normali). Infatti, in alcune aree del corpo, questi ormoni, e soprattutto il testosterone, agiscono direttamente sui follicoli piliferi, legandosi a specifici recettori e prolungando sia la fase di crescita del pelo sia l’attività del follicolo. In questo modo, il pelo cresce più rapidamente e ha un diametro maggiore. Vale comunque la pena ricordare che, in condizioni fisiologiche, è del tutto normale che anche nelle donne sia prodotto un certo quantitativo di androgeni (che partecipano alla regolazione di funzioni e processi come libido e metabolismo).

    Alcune delle principali cause di irsutismo femminile

    • Sindrome ovarica poliendocrina metabolica. La sindrome ovarica poliendocrina metabolica, precedentemente nota come sindrome dell’ovaio policistico, è una condizione caratterizzata dall’eccessiva produzione di androgeni da parte delle ovaie le cui cause specifiche non sono del tutto note. L’eccesso di androgeni ha varie conseguenze sull’organismo, tra cui appunto è comune anche l’irsutismo.
    • Tumori secernenti androgeni. Sebbene siano rari, possono svilupparsi alcuni tumori che secernono androgeni, i cui livelli di conseguenza aumentano. A seconda dei casi, si può trattare di tumori benigni (non in grado di invadere altre aree dell’organismo) o maligni.
    • Sindrome di Cushing. La sindrome di Cushing è una condizione caratterizzata dall’aumento dei livelli dell’ormone cortisolo: può essere dovuta a cause endogene, interne all’organismo (in genere tumori all’ipofisi), oppure esogene, esterne all’organismo (per esempio l’uso a lungo termine di farmaci corticosteroidi). In ogni caso, lo squilibrio di cortisolo può aumentare indirettamente anche la produzione di androgeni, soprattutto da parte delle ghiandole surrenali, portando così all’irsutismo.
    • Iperplasia surrenalica. Le ghiandole surrenali sono due piccole ghiandole situate sopra i reni che producono diversi ormoni, tra cui cortisolo, aldosterone e una parte degli androgeni dell’organismo. L’iperplasia surrenalica congenita è un gruppo di malattie genetiche in cui alcuni enzimi necessari per produrre correttamente gli ormoni surrenalici non funzionano correttamente e possono determinare una sovrapproduzione di androgeni, causando tra le altre cose irsutismo.
    • Uso di alcuni farmaci. Alcuni medicinali, come gli steroidi anabolizzanti, aumentano direttamente l’attività androgenica nell’organismo stimolando i follicoli piliferi. Altri agiscono in modo più indiretto, alterando l’equilibrio ormonale oppure aumentando localmente l’effetto degli androgeni sul follicolo, oppure rendono il follicolo più reattivo o prolungano la fase di crescita del pelo.
    • Cambiamenti ormonali fisiologici. Gravidanza e menopausa alterano i livelli ormonali e favoriscono indirettamente un aumento degli androgeni (nel caso della gravidanza dipende soprattutto dalla produzione di prolattina, mentre nel caso della menopausa dipende dall’interrotta produzione di estrogeni, gli ormoni femminili, da parte delle ovaie). In questi casi, comunque, l’irsutismo che si può presentare è di norma di lieve entità.
    • Irsutismo idiopatico. Il 10% circa dei casi di irsutismo non ha una causa nota e identificabile. Si parla quindi di irsutismo idiopatico, che secondo alcune ipotesi potrebbe essere legato a un’ipersensibilità del follicolo pilifero agli androgeni e all’azione di un enzima che converte il testosterone in diidrotestosterone, una forma molto più potente che può dunque stimolare maggiormente la produzione del pelo.

    L’irsutismo può avere diverse cause, in linea di massima comunque riconducibili a un aumentato livello di androgeni o a una maggior sensibilità del follicolo pilifero a questi ormoni.

    Quali sono i sintomi dell’irsutismo?

    L’irsutismo è di per sé un segno di un’alterazione degli equilibri ormonali femminili. Si presenta come una crescita eccessiva di peli terminali, ossia quelli spessi, robusti e scuri. Sono distinti dal vellus, che copre la maggior parte del corpo umano ed è formato da peli sottili, morbidi, corti e poco pigmentati. I peli si presentano nelle donne, in genere dopo la pubertà, nelle aree del corpo in cui i follicoli sono sensibili all’azione degli androgeni: volto, petto (compreso il seno), schiena, interno cosce. 

    A seconda delle cause, comunque, all’irsutismo possono associarsi anche altri sintomi. Per esempio, possono essere presenti alterazioni del ciclo mestruale, acne e ridotta fertilità. In particolare, l’aumento degli androgeni (che, vale la pena ricordare, può essere dovuto a diverse cause) può determinare una complessiva virilizzazione, ossia la comparsa di caratteri sessuali secondari maschili. La virilizzazione può manifestarsi per esempio con:

    • voce più profonda;
    • aumento delle dimensioni della clitoride;
    • aumento importante della massa muscolare;
    • riduzione delle dimensioni del seno.

    Come si arriva alla diagnosi di irsutismo?

    Non essendo di per sé una patologia, non è del tutto corretto parlare di diagnosi di irsutismo; rimane tuttavia fondamentale una valutazione medica che accerti la presenza della condizione e, soprattutto, permetta di individuarne la causa. 

    In genere, dunque, in presenza di irsutismo il/la medico/a conduce una valutazione clinica che considera la distribuzione dei peli, l’età e la rapidità d’esordio dell’irsutismo, la presenza di altri sintomi o fattori di rischio (come la familiarità per eventuali patologie). In questo contesto si valuta anche il grado di irsutismo, stabilito sulla base di quello noto come punteggio di Ferriman-Gallwey. Si tratta di una valutazione standardizzata per la qualità e la distribuzione dei peli, sebbene sia da evidenziare che rimane almeno in parte soggettivo (cioè basato anche sulla valutazione dell’osservatore).

    Inoltre sono in genere raccomandati esami del sangue per la valutazione dei livelli ormonali, che includono: 

    • ormoni maschili, in particolare testosterone, diidrotestosterone e deidroepiandrosterone solfato o DHEAS, un precursore degli androgeni;
    • ormoni femminili, in particolare gli ormoni luteinizzante e follicolo stimolante che regolano il funzionamento delle ovaie; il 17-OH progesterone, prodotto dalle surrenali e utile per capire se esistono alterazioni della produzione di ormoni surrenalici, e, soprattutto in presenza di alterazioni del ciclo mestruale, l’ormone tireostimolante o TSH e la prolattina.

    A seconda dei risultati e del sospetto diagnostico possono poi essere raccomandati ulteriori esami, sia di laboratorio sia strumentali (in particolare esami di imaging per analizzare l’apparato riproduttore, le ghiandole surrenali o altre strutture interne).

    Come si previene l’irsutismo? 

    L’irsutismo non è una condizione prevenibile, nel senso che anche quando non idiopatico non sono prevenibili molte delle condizioni che possono causarlo. In linea generale, comunque, è sempre raccomandabile seguire uno stile di vita sano per tutelare la salute dell’organismo, e visite ginecologiche regolari per monitorare la salute del proprio apparato riproduttore.

    irsutismo

    Qual è il trattamento dell’irsutismo?

    Il trattamento dell’irsutismo dipende essenzialmente dalla sua causa e può combinare terapie mediche e trattamenti cosmetici. In presenza di irsutismo dovuto a tumori, comunque, la strategie di prima linea è l’intervento chirurgico per la rimozione del tumore.

    Trattamenti farmacologici dell’irsutismo

    Nelle forme di irsutismo di origine non tumorale, il trattamento di prima scelta è spesso rappresentato da terapie contraccettive ormonali, che riducono la produzione ovarica di androgeni e ne diminuiscono l’effetto. Tuttavia, questa strategia può non essere sufficiente da sola, o non idonea per una paziente che desidera una gravidanza; pertanto, può essere associata a o sostituita con terapie farmacologiche basate su farmaci antiandrogeni. Tra questi vi sono per esempio spironolactone, finasteride e flutamide, che riducono l’azione degli androgeni sui follicoli piliferi: è però importante evidenziare che ciascuno di essi presenta alcune controindicazioni e rischi, per cui è fondamentale che il trattamento avvenga sotto prescrizione e controllo medico, anche stabilendo il farmaco più idoneo a seconda dei casi. 

    In alcune situazioni, quando l’irsutismo è legato a un’eccessiva produzione di androgeni da parte delle ghiandole surrenali, può anche essere raccomandato un trattamento con corticosteroidi a basso dosaggio. Questi farmaci, usati in genere con scopi antinfiammatori, riducono anche la secrezione di ACTH, l’ormone che stimola le surrenali, e di conseguenza diminuiscono la produzione surrenalica di androgeni.

    Se l’irsutismo dipende da condizioni come la sindrome ovarica poliendocrina metabolica, inoltre, può essere importante anche la perdita di peso (il peso eccessivo è spesso tra i segni di questa condizione), perché anche dimagrimenti modesti possono abbassare i livelli di androgeni e migliorare l’irsutismo.

    Infine, esiste un farmaco topico, l’eflornitina, disponibile come crema, che rallenta la crescita dei peli. È però importante evidenziare che non li elimina, e i peli ricrescono interrompendo il trattamento.

    Trattamenti cosmetici per l’irsutismo

    Poiché comunque i farmaci e gli interventi sullo stile di vita richiedono un certo periodo di tempo per dare risultati visibili (mesi o anche anni), nel trattamento dell’irsutismo si usano spesso anche metodi cosmetici. A quelli classici (rasatura, ceretta, pinzette, creme depilatorie o decolorazione) oggi si affiancano anche strategie che permettono di dare risultati più duraturi, quali il laser e la luce pulsata. Entrambe si basano sull’energia luminosa, che viene assorbita dalla melanina del pelo (cioè il pigmento scuro presente nel fusto e nel follicolo) e si trasforma in calore, danneggiando il follicolo pilifero e così rallentando o impedendo la crescita del pelo. La differenza principale tra le due strategie è che il laser utilizza una luce a una lunghezza d’onda molto specifica e mirata, mentre la luce pulsata sfrutta uno spettro più ampio e meno selettivo. Per questo il laser tende a essere più preciso, potente ed efficace, soprattutto nei casi di irsutismo marcato, mentre la luce pulsata è spesso considerata più versatile ma meno specifica. In generale, comunque, è importante ricordare che i follicoli non sono tutti nella stessa fase di crescita contemporaneamente, quindi sia per il laser sia per la luce pulsata servono più sedute distanziate nel tempo. In genere si osserva una riduzione progressiva della densità e dello spessore dei peli dopo alcune sedute, ma raramente si ottiene una eliminazione totale e definitiva e molte persone necessitano di richiami periodici. 

    Inoltre, in casi più rari, si può ricorrere all’elettrolisi, una tecnica che, invece di usare la luce, introduce un ago sottilissimo nel follicolo e lo distrugge con corrente elettrica. È molto lenta perché tratta un pelo alla volta, ma ha il vantaggio di poter funzionare anche sui peli bianchi o chiarissimi, che laser e luca pulsata non riescono a colpire bene.

    In genere e con le dovute differenze a seconda delle cause, il trattamento dell’irsutismo si basa sull’integrazione tra terapie farmacologiche e trattamenti cosmetici.

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