Sindrome di Guillain-Barré
La sindrome di Guillain-Barré è una condizione nella quale si verifica una demielinizzazione acuta dei nervi periferici: in altre parole, i nervi che collegano il sistema nervoso centrale al resto dell’organismo risultano danneggiati. Prende il nome da due medici francesi, Georges Guillain e Jean Alexandre Barré, che insieme al collega André Strohl (del quale non è però rimasto il nome) ne descrissero alcune caratteristiche distintive nel 1916.
Si tratta di una condizione rara (si stima interessi 1-2 persone su 100.000 ogni anno). Può anche determinare complicanze potenzialmente fatali, e proprio per questa ragione richiede nella maggior parte dei casi il ricovero ospedaliero. In genere, comunque, con un trattamento adeguato la prognosi è favorevole, spesso anche con il pieno recupero e senza conseguenze a lungo termine.
Quali sono le cause della sindrome di Guillain-Barré?
La sindrome di Guillain-Barré è considerata una condizione immuno-mediata: significa che, pur non essendo propriamente una malattia autoimmune (come lo sono per esempio il lupus eritematoso sistemico o l’artrite reumatoide), coinvolge una reazione anomala del sistema immunitario. Quest’ultimo si attiva infatti danneggiando la guaina che circonda e protegge i neuroni, la mielina, causando un processo di demielinizzazione responsabile dei sintomi. La reazione immunitaria è innescata da fattori detti trigger: ne sono stati riconosciuti alcuni specifici, elencati di seguito.
Trigger della sindrome di Guillain-Barré
- Infezioni. Sono il trigger più frequente e alcuni patogeni in particolare sono legati alla sindrome di Guillain-Barré. Tra questi, uno dei più noti è il batterio Campylobacter jejuni, che si diffonde con il consumo di alimenti o bevande (soprattutto acqua e latte) infetti ed è un comune responsabile di gastroenterite che, nella maggior parte delle persone, determina solo sintomi lievi o moderati. Altri patogeni noti per il loro legame con la sindrome di Guillain-Barré sono il virus dell’epatite E, l’HIV, il virus di Epstein-Barr, il Citomegalovirus, i virus dell’influenza e il batterio Mycoplasma pneumoniae. Ve ne sono comunque diversi altri, il cui legame con la sindrome di Guillain-Barré è più o meno consolidato a seconda dei casi.
- Vaccinazioni. Alcune vaccinazioni sono state messe in relazione con la sindrome di Guillain-Barré, in particolare quella anti-influenzale. Per altri vaccini, tra cui quello contro COVID-19, contro HPV e contro epatite B, l’aumento del rischio è meno chiaro. È comunque importante sottolineare che la comunità medica è concorde nel ritenere che i benefici delle vaccinazioni superino ampiamente il rischio minimo dei casi, comunque rari, che possa insorgere la sindrome di Guillain-Barré.
- Interventi chirurgici e altri possibili trigger. In una percentuale ancora minore dei casi, la sindrome di Guillain-Barré può insorgere a seguito di interventi chirurgici, con l’uso di alcuni farmaci e in seguito a traumi.
Sebbene tutti questi trigger siano stati indagati dalla letteratura scientifica e, sebbene con gradi di certezza diversi, ne siano noti i legami con la sindrome di Guillain-Barré, è importante evidenziare che le cause esatte di quest’ultima non sono chiare. In altre parole, non è noto perché in rari casi, in alcune persone, tali trigger inneschino la reazione immuno-mediata che porta a questa sindrome.
La sindrome di Guillain-Barré è una condizione immuno-mediata: il sistema immunitario attacca e danneggia la mielina dei neuroni a seguito dell’esposizione a specifici trigger, i più noti dei quali sono alcuni agenti infettivi.
Quali sono i sintomi della sindrome di Guillain-Barré?
La sindrome di Guillain-Barré si può presentare con un vasto spettro di manifestazioni. Nella sua forma classica, comunque, i sintomi e segni si presentano nell’arco di una decina di giorni circa dall’esposizione al trigger e insorgono rapidamente. I più comuni comprendono:
- debolezza muscolare progressiva e ascendente, che si propaga dalle zone distali e quelle prossimali, verso gli organi centrali, che può rendere difficile i movimenti (come camminare);
- parestesie a mani e piedi che, insieme con il dolore nella parte inferiore della schiena, possono rappresentare un sintomo iniziale;
- iporiflessia, cioè riduzione dei riflessi osteotendinei (per esempio l’estensione della gamba quando il tendine è leggermente percosso con un martelletto dal/la medico/a);
- paralisi facciale, con difficoltà di deglutizione o nel parlare, se sono coinvolti i nervi cranici;
- nei casi più gravi, debolezza dei muscoli respiratori che rende difficile la respirazione.
I sintomi della sindrome di Guillain-Barré sono progressivi, per cui possono peggiorare nel corso delle ore o, nella maggior parte dei casi, dei giorni e delle settimane (in genere il massimo di gravità si presenta nell’arco di due settimane dai primi sintomi). Possono essere differenti per gravità e a seconda della manifestazione e dei nervi coinvolti.
In linea generale, comunque, la sindrome di Guillain-Barré può avere complicanze fatali, soprattutto se è coinvolto il sistema nervoso autonomo, cioè se sono interessati i nervi responsabili della regolazione (involontaria) di funzioni viscerali come la respirazione e il battito cardiaco. Tra le possibili complicanze della sindrome di Guillain-Barré vi sono infatti aritmie cardiache, oscillazione della pressione arteriosa, disturbi gastrointestinali e dell’apparato urinario. L’immobilità dovuta alla debolezza degli arti può inoltre causare complicanze come la trombosi venosa profonda, che a sua volta può determinare embolia polmonare (una comune causa di morte per la sindrome di Guillian-Barré, insieme all’arresto respiratorio o cardiaco, la sepsi e la polmonite).
Come si arriva alla diagnosi di sindrome di Guillain-Barré?
La diagnosi di sindrome di Guillain-Barré si basa principalmente sulla valutazione della storia clinica e sull’esame neurologico del paziente. Possono comunque essere raccomandati diversi esami per escludere altre possibili cause dei sintomi. Questi possono comprendere:
- esami del sangue, per una valutazione più generale dello stato di salute;
- analisi del liquido cerebrospinale (o liquor), ossia del fluido che circonda encefalo e midollo spinale, prelevato tramite rachicentesi (puntura lombare), il cui esame può evidenziare la presenza di altre condizioni (come infezioni) o anomalie del fluido cerebrospinale (come per esempio aumentati livelli di proteine);
- elettromiografia e test di conduzione nervosa, che permettono di valutare la funzionalità dei muscoli scheletrici (quelli sotto controllo volontario) e dei nervi che ne controllano la contrazione;
- esami di neuroimaging, in particolare risonanza magnetica, che può evidenziare anomalie che supportano la diagnosi di sindrome di Guillain-Barré.
Sebbene la diagnosi di sindrome di Guillain-Barré si basi essenzialmente sulla valutazione clinica e su quella neurologica, vari esami possono aiutare a confermarla ed escludere invece altre possibili cause dei sintomi.
Come si previene la sindrome di Guillain-Barré?
Sebbene vi siano trigger della sindrome di Guillain-Barré ormai abbastanza noti, le cause esatte della condizione rimangono sconosciute. Per questa ragione, non ci sono strategie di prevenzione efficaci: rimane comunque una buona norma limitare il rischio di infezioni, che possono agire da trigger, lavandosi di frequente le mani ed evitando il contatto con persone ammalate. È anche importante evidenziare che, sebbene alcuni vaccini siano stati messi in relazione con la sindrome di Guillain-Barré, rimane sempre consigliato sottoporsi regolarmente alle vaccinazioni raccomandate per la propria fascia di età e i propri fattori di rischio. Infatti la sindrome di Guillain-Barré è una condizione piuttosto rara: i vaccini proteggono invece da malattie altamente contagiose e potenzialmente molto gravi, e il beneficio della vaccinazione supera i rischi di sviluppare la sindrome.
Qual è il trattamento della sindrome di Guillain-Barré?
Il trattamento della sindrome di Guillain-Barré richiede di norma il ricovero in ospedale, così da poter monitorare con la massima attenzione le condizioni del paziente e poter intervenire in modo tempestivo in presenza di complicanze, che possono essere molto gravi e anche fatali. Non c’è una cura specifica per questa condizione, ma vi sono diversi possibili trattamenti mirati soprattutto a ridurne la gravità e basati su:
- plasmaferesi, in cui il sangue del paziente è filtrato per separare la parte corpuscolata, che contiene gli anticorpi che causano la demielinizzazione, dalla parte liquida (il plasma), che può essere reimmesso in circolo;
- terapia immunoglobulinica per infusione, ossia la somministrazione per via endovenosa di anticorpi provenienti dal sangue di donatori sani, che possono mitigare la reazione immunitaria.
Inoltre, nell’ambito del trattamento della sindrome di Guillain-Barré, è fondamentale la terapia, anche di supporto, delle complicanze che si possono presentare. Possono dunque essere necessari interventi come la ventilazione meccanica, qualora risultassero coinvolti i nervi che regolano i muscoli respiratori, trattamenti anticoagulanti per prevenire l’insorgenza di tromboembolia, o somministrazione intravenosa di fluidi per prevenire la disidratazione, o nutrizione enterale (con sondino naso-gastrico) in presenza di problemi della deglutizione. Ancora, superata la fase acuta della sindrome, è importante un percorso di riabilitazione, basato anche sulla fisioterapia, da iniziare il prima possibile per recuperare appieno la forza e le funzioni motorie (o anche linguistiche). Può anche essere necessario, per un certo periodo, avvalersi di supporti per la deambulazione per ridurre il rischio di cadute.
La prognosi della sindrome di Guillain-Barré può essere molto variabile. Come già anticipato, questa condizione può portare a complicanze fatali ma, nella maggior parte dei casi, i sintomi migliorano in modo sostanziale nell’arco di due o tre settimane, e spesso si arriva al pieno recupero nell’arco di un anno, senza altre conseguenze. Allo stesso tempo, alcuni pazienti possono subire conseguenze a lungo termine: possono permanere debolezza muscolare, dolore, affaticamento, e anche sintomi psichiatrici come la depressione.
Qual è il trattamento della sindrome di Klinefelter?
La sindrome di Klinefelter è una condizione genetica e congenita, per la quale non c’è una cura risolutiva. Esistono però vari trattamenti che permettono di gestire e mitigare segni e sintomi della condizione, compresi quelli neuropsicologici.
Per supportare lo sviluppo puberale, quando non si verifica, o in generale per supplire ai bassi livelli di testosterone che rappresentano una caratteristica comune e legata all’ipogonadismo e all’infertilità, può essere raccomandata una terapia ormonale sostitutiva. Quest’ultima può essere somministrata in varie formulazioni (la valutazione di quella più adeguata dipende da vari fattori), quali per esempio iniezioni intramuscolari, gel o patch topici o pellet ormonali sottocutanei. Oltre a mitigare l’ipogonadismo, la terapia ormonale con testosterone aiuta a contrastare altri effetti della sindrome, tra cui la ginecomastia e il rischio di osteoporosi. Inoltre, per chi desidera figli, può essere raccomandato il prelievo di spermatozoi (tramite biopsia testicolare) per la crioconservazione.
Per quanto riguarda gli aspetti neurologici e psicologici, per la sindrome di Klinefelter può essere raccomandata la logopedia, per mitigare le difficoltà linguistiche, ed eventualmente la psicoterapia.
In generale, inoltre, aspetti specifici della sindrome di Klinefelter devono essere gestiti con strategie mirate (per esempio il criptorchidismo richiede di norma l’intervento chirurgico nell’infanzia, l’osteoporosi può richiedere una terapia farmacologica ad hoc, eccetera). Sono anche raccomandati monitoraggi regolari del paziente per identificare per tempo lo sviluppo di complicanze (come sindrome metabolica, diabete, ipertensione, tumori) in modo da intervenire in modo tempestivo.
È importante evidenziare che una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo sono particolarmente utili per massimizzare l’efficacia di tutti questi interventi.
- Bhatti KS, Maheshwary A, Sun CE. Guillian-Barré Syndrome. StatPearls (2026) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/sites/books/NBK532254/
- Cleveland Clinic, Guillian-Barré Syndrome, https://my.clevelandclinic.org/health/diseases/15838-guillain-barre-syndrome
- ISS Salute, Istituto superiore di sanità, Sindrome di Guillian-Barré, https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/s/sindrome-di-guillain-barre
- Medscape, Guillian-Barré Syndrome, https://emedicine.medscape.com/article/315632-overview
Redazione Kormed
L’attività redazionale di Kormed si basa su un approccio rigoroso e responsabile alla divulgazione scientifica, con l’obiettivo di offrire contenuti che siano clinicamente accurati e accessibili. Grazie al supporto di un pool di esperti, tra cui medici, biologi e professionisti del settore, specializzati in comunicazione medica, sviluppiamo testi che riflettono l’attualità delle conoscenze scientifiche…Leggi di più