LE DIFFERENZE TRA UROLOGO E ANDROLOGO

2026-05-01
LE DIFFERENZE TRA UROLOGO E ANDROLOGO

A specializzazioni diverse, diverse competenze. Non basta che un medico o una medica visitino una determinata area del corpo per far sì che si occupino proprio degli stessi aspetti: ciò che conta è semmai l’apparato cui fanno riferimento, e le patologie che possono interessarlo. Ne sono un possibile esempio tra molti andrologo/a e urologo/a: vediamo di cosa si occupano rispettivamente. 

Cosa fa l’andrologo e cosa cura

L’andrologo o androloga è il per certi versi corrispettivo maschile del ginecologo/a. In altre parole, è una figura medica specializzata sull’apparato riproduttore e la salute maschile, soprattutto dal punto di vista ormonale, sessuale e riproduttivo.

I problemi che possono ricadere nel campo dell’andrologia sono moltissimi: dalla disfunzione erettile all’infertilità, dall’andropausa ai disturbi collegati ai problemi dello sviluppo sessuale, dal varicocele alle alterazioni nei livelli di testosterone.

In cosa consiste la visita andrologica

Una tipica visita andrologica è come ogni altra visita medica. Inizia infatti in genere con un’accurata anamnesi, che ha un ruolo fondamentale non solo per inquadrare la situazione dal punto di vista dei sintomi e della loro durata, ma anche per evidenziare eventuali fattori di rischio. Quindi richiede un esame obiettivo: l’andrologo/a controlla il pene e i testicoli per verificare la presenza di eventuali anomalie, perché alcune condizioni patologiche possono dare segni già visibili alla valutazione clinica (è il caso per esempio del varicocele). Se necessario, l’esame obiettivo può valutare anche i caratteri sessuali secondari, per esempio la distribuzione dei peli o la massa muscolare, che possono risultare alterati in alcune condizioni (per esempio in caso di ipogonadismo maschile, cioè bassi livelli di testosterone).

Quindi, a seconda del sospetto diagnostico, possono essere raccomandati esami più approfonditi. Quali? Dipende dai sintomi e dai risultati della visita. Per esempio, gli approfondimenti per l’infertilità possono comprendere uno spermiogramma, che serve a valutare numero, qualità e motilità degli spermatozoi; oppure possono essere necessari esami di imaging, come l’ecografia testicolare, spesso con Doppler, per valutare l’interno dei testicoli e dello scroto. Ancora, possono essere suggeriti esami del sangue per valutazioni dei livelli ormonali… Ma questi sono solo esempi, e a seconda dei casi può anche essere necessario più di un tipo d’esame.

Cosa fa l’urologo e di cosa si occupa

L’urologo/a si occupa invece delle vie urinarie, maschili e femminili: è specializzato cioè nella salute di reni, ureteri, vescica, uretra. Per l’uomo può valutare anche prostata, pene e testicoli, ma in modo, si potrebbe dire, più strutturale rispetto all’andrologo/a, cioè per quanto riguarda struttura, forma, dimensioni, passaggio di fluidi eccetera. Non si occupa, per esempio, di fertilità o problemi ormonali, bensì di condizioni quali per esempio infezioni urinarie, calcoli renali, ipertrofia prostatica, incontinenza… 

In cosa consiste la visita urologica

Anche in questo caso, la visita non può prescindere da un’anamnesi accurata e dall’esame obiettivo, che può comprendere anche l’esplorazione rettale della prostata – un esame che può creare disagio, ma è di enorme importanza per gli uomini, soprattutto con l’avanzare dell’età. Di nuovo, a seconda del sospetto diagnostico possono essere raccomandati uno o più esami di approfondimento, che in questo caso possono essere, per esempio, quelli delle urine, oppure un’ecografia (ma stavolta di reni, vescica o prostata), o esami del sangue per il dosaggio del PSA (ricordiamo che le linee guida ricordano che il paziente deve essere informato chiaramente del suo significato e limiti), o un’uroflussometria eccetera. Insomma, esami dedicati alle vie urinarie, non all’apparato riproduttivo.

Quindi, quando andare da un andrologo e quando da un urologo?

Capire a quale figura professionale rivolgersi può non essere immediato e scontato. Intanto, comunque, è importante rivolgersi al/la proprio/a medico/a di base, che rappresenta sempre un riferimento prezioso per iniziare gli accertamenti specialistici. In linea di massima, la prima scelta sarà l’andrologo/a quando il disturbo e i sintomi coinvolgono la sfera riproduttiva/sessuale, e l’urologo/a se coinvolgono invece le vie urinarie (ovviamente, in questo caso, la visita può essere necessaria anche per le donne). 

Bisogna però specificare che i confini non sono sempre netti. In Italia non esiste più una specializzazione autonoma universalmente separata per l’andrologo/a, anche se esistono corsi di formazione post-specializzazione. Molti andrologi sono infatti specialisti in urologia oppure in endocrinologia con competenza andrologica: per questo spesso si trovano figure definite “urologo-andrologo”, oppure servizi integrati.

Privacy(Obbligatorio)
Newsletter
Comunicazioni commerciali
Profilazione
*i campi contrassegnati da asterisco sono obbligatori