Difterite
La difterite è una malattia infettiva dovuta al batterio Corynebacterium diphtheriae. È contagiosa e potenzialmente molto pericolosa a causa della tossina prodotta dal microrganismo, che danneggia gravemente organi e tessuti. Esistono due forme principali di difterite:
- difterite respiratoria, che rappresenta il tipo più comune e coinvolge principalmente le alte vie respiratorie tra cui gola, naso, tonsille e laringe;
- difterite cutanea, che coinvolge la pelle ed è molto più rara (i casi si presentano comunque essenzialmente nelle aree tropicali).
La difterite può presentarsi a ogni età, ma oggi è molto rara nei Paesi occidentali, soprattutto grazie alla diffusione del vaccino. In effetti, in Italia non sono più stati registrati casi dal 1996. Tuttavia, l’Organizzazione mondiale della sanità evidenzia che la copertura vaccinale non è uguale in tutte le aree del mondo: in alcune rimane bassa e ha portato a epidemie di difterite.
Quali sono le cause della difterite?
La difterite è dovuta all’infezione da parte del batterio Corynebacterium diphtheriae (C. diphteriae), caratterizzato dalla capacità di produrre una tossina, detta appunto tossina difterica. È quest’ultima a rappresentare la vera pericolosità della difterite: si tratta infatti di una tossina molto potente in grado di penetrare nelle cellule dei tessuti e ucciderle. Bastano dosi minime della tossina difterica perché si presenti il danno, particolarmente pericoloso se sistemico (cioè se la tossina penetra nel sangue e colpisce organi diversi da quelli del sito d’infezione), ma potenzialmente letale anche a livello locale. Nelle vie aeree, principale sito di infezione di C. diphteriae, infatti, la distruzione delle cellule e l’infiammazione dovuta alla tossina determinano la formazione della cosiddetta pseudomembrana, formata da tessuto morto, batteri e cellule del sistema immunitario, che può causare ostruzione e soffocamento.
La difterite è una patologia contagiosa, che si trasmette da una persona all’altra attraverso le secrezioni respiratorie (per esempio con tosse e starnuti, o con le goccioline emesse durante la respirazione) o, nel caso l’infezione sia cutanea, attraverso il contatto diretto con le lesioni che causa. Sebbene sia meno frequente, il contagio può anche essere indiretto e avvenire toccando un oggetto contaminato.
Le persone più a rischio di difterite sono essenzialmente quelle che non hanno ricevuto la vaccinazione (e sono raccomandati richiami della vaccinazione) e la letalità è particolarmente alta per i bambini. Inoltre, per chi viaggia in zone dove la difterite è ancora presente, è necessario un richiamo.
I sintomi e la pericolosità della difterite non sono strettamente dovuti all’infezione batterica, quanto alla tossina prodotta da C. diphtheriae, che danneggia gravemente i tessuti.
Quali sono i sintomi della difterite?
I sintomi della difterite si differenziano a seconda che la patologia sia respiratoria o cutanea. Nel primo caso, i primi sintomi sono aspecifici e sono rappresentati da febbre, mal di gola, debolezza e ingrossamento dei linfonodi del collo. Se non trattata, la difterite porta nell’arco di qualche giorno alla formazione della pseudomembrana, uno strato bianco-grigiastro formato da tessuti morti, batteri, proteine e cellule del sistema immunitario che aderisce alla mucosa orofaringea e rappresenta il segno più caratteristico della difterite. Nel tempo la pseudomembrana si fa più spessa ed estesa; se si allarga a laringe e trachea, può ridurre il passaggio dell’aria causando dispnea e aumentando il rischio di soffocamento, che infatti rappresenta la principale causa di morte della difterite respiratoria. Un altro segno tipico della difterite è il cosiddetto “collo taurino”, dovuto all’edema dei tessuti del collo.
Le forme cutanee di difterite, che si possono presentare nelle aree tropicali, sono invece associate alla formazione di ulcere cutanee dolorose e anch’esse coperte dalla pseudomembrana.
Un ulteriore rischio della difterite, soprattutto della forma respiratoria, è l’ingresso nel circolo sanguigno della tossina difterica, che può danneggiare organi e apparati a livello sistemico. Sebbene ciò avvenga di rado, può comportare gravi complicanze cardiache (per esempio scompenso e miocardite), renali (per esempio insufficienza renale) e neurologiche.
La difterite ha un periodo di incubazione di circa 2-5 giorni, e la formazione della pseudomembrana avviene circa tre giorni dopo la comparsa dei primi sintomi.
La pseudomembrana è un segno caratteristico della difterite e in assenza di trattamento può causare l’ostruzione delle vie respiratorie.
Come si arriva alla diagnosi di difterite?
La diagnosi di difterite si basa, oltre che sull’anamnesi, per valutare i sintomi e i fattori di rischio, e sull’esame clinico, su specifici esami di laboratorio. Di norma, questi ultimi si basano sul prelievo di un campione dalle lesioni orofaringee o cutanee, campione che è poi posto in una piastra di coltura per verificare la presenza di C. diphteriae. Un’altra possibilità è verificare, sempre mediante tecniche di laboratorio, la presenza della tossina difterica.
Come si previene la difterite?
La prevenzione della difterite si basa sulla vaccinazione, uno strumento sicuro e molto efficace sviluppato già nella prima metà del Novecento. In effetti, nei Paesi in cui la copertura vaccinale è solida la difterite è essenzialmente scomparsa. A differenza di altri vaccini, basati sulla somministrazione del patogeno attenuato o inattivato o di sue componenti, quello contro la difterite si basa sulla tossina di C. diphteriae, cioè sulla somministrazione della tossina inattivata. Questo permette al sistema immunitario di imparare a riconoscerla e agire contro di essa nel caso si presenti (è lo stesso principio usato anche nel vaccino contro il tetano).
In Italia, il vaccino contro la difterite è obbligatorio per tutti i nuovi nati dal 2001 e il ciclo prevede tre dosi da somministrare entro il primo anno di vita. Più precisamente, nel neonato la vaccinazione è somministrata come vaccino esavalente, che protegge contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, Haemophilus influenzae tipo b ed epatite B). Per i bambini fino a sei anni, il vaccino in uso è quello pediatrico, indicato con la sigla DTaP, che conferisce immunità contro difterite, tetano e pertosse. Per adolescenti e adulti si usa invece la formulazione indicata come dTpa, anch’esso protettivo contro le stesse tre patologie ma con quantità ridotta delle componenti contro difterite e pertosse.
Dopo il primo ciclo di vaccinazione, nel primo anno di vita, sono raccomandati i richiami a 4-5 anni e poi a 12-13 anni (DTaP o dTpa combinati con il vaccino contro la poliomielite). Inoltre, per garantire l’immunità costante, sono raccomandati richiami ogni dieci anni con il vaccino dTpa anche nell’adolescenza e nell’età adulta. Il richiamo è particolarmente importante per chi deve viaggiare in aree del mondo in cui la difterite è endemica.
Qual è il trattamento della difterite?
La difterite è una patologia potenzialmente letale, soprattutto per i bambini. Il trattamento deve dunque essere tempestivo per evitare le complicanze letali nonché il rischio di diffusione dell’infezione; è comunque molto efficace e si basa sulla somministrazione di:
- antitossina difterica, che agisce neutralizzando la tossina batterica in circolo nel sangue;
- antibiotico per risolvere l’infezione batterica e prevenire così un’ulteriore rilascio di tossina.
La cura della difterite richiede il ricovero in ospedale, fondamentale anche per prevenire nuovi contagi: nei primi giorni di trattamento infatti il paziente deve essere tenuto in isolamento. Di norma, comunque, la persona non è più contagiosa nell’arco di 48 ore dall’inizio della terapia, che deve essere comunque portata avanti per tutto il periodo indicato (di solito 2-3 settimane) per garantire che l’infezione si sia risolta. Per i familiari e le persone vicine può essere raccomandata una profilassi per prevenire il rischio di contagio, basata sulla somministrazione di antibiotico. È inoltre fondamentale il monitoraggio per evidenziare in modo tempestivo la comparsa di eventuali sintomi.
- CDC, Diphteria, https://www.cdc.gov/diphtheria/index.html
- Cleveland Clinic, Diphteria, https://my.clevelandclinic.org/health/diseases/17870-diphtheria
- Epicentro, Istituto superiore di sanità, Difterite, https://www.epicentro.iss.it/difterite/
- ISS Salute, Istituto superiore di sanità, Difterite, https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/d/difterite
- Lamichhane A, Radhakrishnan S. Diphteria. StatPearls (2024) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK560911/
- Ministero della Salute, Vaccinazioni adulti 19-60 anni, https://www.salute.gov.it/new/it/tema/vaccinazioni/adulti-19-60-anni/
- World Health Organization, Diphteria, https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/diphtheria
Redazione Kormed
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