Dispepsia
Con il termine medico dispepsia si indica una condizione nota nel linguaggio comune come cattiva digestione: in altre parole, quell’insieme di sintomi e segni (come gonfiore, sensazione di pienezza precoce, bruciore eccetera) che si concentrano nella parte superiore dell’addome, presso lo stomaco, legati alla digestione. Può essere occasionale (in questi casi si parla spesso di indigestione) o cronica o ricorrente; può avere diverse cause, a volte non del tutto chiare. Nella maggior parte dei casi non è associata a lesioni visibili allo stomaco e si parla in inglese di functional dyspepsia (dispepsia funzionale), a sua volta distinta in diversi sottotipi.
La dispepsia, funzionale e non, è una condizione comune e spesso trattabile. Prima di approfondirne le possibili cause, i sintomi e gli altri aspetti fondamentali, vale la pena ripercorrere brevemente le caratteristiche anatomiche e funzionali dello stomaco. Quest’organo ha infatti un ruolo centrale nel processo digestivo: la sua funzione principale è ricevere il cibo e trasformarlo in una massa semifluida che possa essere digerita e assorbita nell’intestino. Per farlo, lo stomaco combina due tipi di lavoro: uno meccanico, grazie alle sue pareti che si contraggono ritmicamente rimescolando il contenuto, e uno chimico, grazie ai succhi gastrici e acidi che secerne.
Dal punto di vista funzionale, lo stomaco agisce anche come un regolatore del passaggio del cibo. Trattiene il contenuto per il tempo necessario alla digestione iniziale e poi lo rilascia gradualmente nell’intestino attraverso una valvola muscolare chiamata piloro. Questo controllo fine permette all’apparato digerente di lavorare in modo coordinato. Quando la motilità dello stomaco, la produzione di acido o la sensibilità delle sue pareti non funzionano correttamente, possono insorgere disturbi come la dispepsia, caratterizzati da sensazione di peso, dolore o cattiva digestione, anche in assenza di lesioni visibili.
Quali sono le cause della dispepsia?
La dispepsia può essere dovuta a diverse possibili cause. In alcuni casi, può essere semplicemente dovuta all’alimentazione, per esempio a un pasto troppo abbondante e/o troppo ricco di grassi, difficile da digerire. In questo caso, la dispepsia è occasionale e si risolve spontaneamente. In altri casi, invece, si presenta come cronica/ricorrente e può essere legata alla presenza di altre condizioni. Tra le più comuni e immediate da identificare vi sono per esempio:
- reflusso gastroesofageo, caratterizzato dalla risalita dell’acido dallo stomaco all’esofago e che può accompagnarsi a dispepsia;
- gastrite, ossia un’infiammazione della parete dello stomaco, che a sua volta può avere molte diverse cause;
- presenza di un’ulcera peptica, cioè una lesione sulla parete dello stomaco (ulcera gastrica) o nella prima parte dell’intestino (ulcera duodenale), che può anch’essa avere origine da varie cause.
Cause meno comuni ma non meno importanti di dispepsia sono rappresentate da celiachia, disturbi della motilità gastrica (legati per esempio a condizioni neurologiche o altre patologie, come il diabete, che può determinare gastroparesi, ossia un rallentamento dello svuotamento gastrico), tumore dello stomaco, uso di farmaci che infiammano o irritano lo stomaco.
È comunque importante evidenziare che questi sono solo alcuni esempi significativi: la dispepsia può avere origine da molte condizioni o disturbi differenti. Inoltre, nella maggioranza dei casi, gli esami diagnostici possono risultare negativi e non evidenziare alcuna lesione evidente della dispepsia: si parla in questi casi di dispepsia funzionale. Alla base della dispepsia funzionale sembrano essere coinvolti diversi meccanismi che comprendono per esempio:
- ipersensibilità viscerale, cioè una maggior sensibilità del sistema nervoso nei confronti degli stimoli gastrointestinali;
- alterazioni della motilità gastrointestinale;
- disbiosi intestinale, cioè alterazioni nella popolazione di microrganismi che in condizioni fisiologiche popola l’intestino.
La dispepsia può avere molte cause differenti, tra cui gastrite, presenza di ulcere e reflusso gastroesofageo rappresentano solo le più comuni.
Quali sono i sintomi della dispepsia?
I sintomi principali della dispepsia sono rappresentati da dolore e/o bruciore gastrico e sazietà precoce (la sensazione di essere subito pieni anche dopo aver mangiato poco). Spesso sono però presenti anche altri sintomi, quali gonfiore addominale, flatulenza o meteorismo, e nausea.
I sintomi della dispepsia possono presentarsi a distanza più o meno ravvicinata dal pasto. È infatti importante ricordare che lo stomaco ha bisogno di alcune ore per digerire il cibo, prima di farlo transitare nell’intestino, ed è durante tutto questo periodo di tempo che i sintomi possono manifestarsi.
Nel caso della dispepsia funzionale, i sintomi prevalenti permettono di distinguere due principali sottotipi del disturbo, cui si unisce un sottotipo misto:
- sindrome del dolore epigastrico, caratterizzata dal dolore o bruciore epigastrico (cioè localizzato nella parte superiore dell’addome, all’altezza della “bocca” dello stomaco);
- sindrome del distress postprandiale, che si manifesta principalmente con la sazietà precoce e la sensazione di pienezza continua.
Come si arriva alla diagnosi di dispepsia?
Di fatto, la dispepsia non rappresenta una malattia in sé quanto una condizione con una serie di sintomi dei quali è importante cercare di identificare le cause. La diagnosi, dunque, è semmai per queste ultime, qualora la dispepsia non sia legata a un occasionale pasto troppo ricco o abbondante ma si presenti in modo ricorrente o cronico. Il/la medico/a raccoglie l’anamnesi, con particolare attenzione ai sintomi, e raccomanda specifici esami di laboratorio e strumentali per identificare le loro possibili cause. In linea generale, possono essere raccomandati:
- esami del sangue, che forniscono un quadro generale della salute del paziente e permettono di evidenziare alcune condizioni patologiche;
- test del respiro o Urea Breath Test, un esame usato per evidenziare la presenza di un’infezione da Helicobacter pylori (un batterio che rappresenta il principale responsabile della gastrite);
- endoscopia del tratto intestinale superiore (esofagogastroduodenoscopia, EGDS), per valutare visivamente lo stato del primo tratto dell’apparato digerente, compreso lo stomaco, ed eventualmente prelevare un campione di tessuto (biopsia).
È importante evidenziare che la diagnosi di dispepsia funzionale avviene in assenza di anomalie visibili nello stomaco, ed è formulata dunque sulla base dei sintomi quando gli esami di imaging risultano negativi.
Come si previene la dispepsia?
La dispepsia non è sempre prevenibile, perché non sono interamente prevenibili varie cause. Tuttavia, è sempre buona norma:
- evitare l’eccesso di alimenti e bevande che possono ostacolare o rendere difficoltosa la digestione, e peggiorare il reflusso gastroesofageo (tra cui alimenti molto ricchi di grassi, molto speziati o molto acidi e bevande alcoliche);
- masticare lentamente e con cura prima di inghiottire i bocconi;
- lavare accuratamente le mani prima dei pasti e della loro preparazione per limitare il rischio di infezioni;
- se si devono assumere a lungo termine farmaci che possono irritare la mucosa gastrica, utilizzare gastroprotettori per tutelarla;
in generale, seguire un’alimentazione bilanciata e svolgere un regolare esercizio fisico per proteggere la salute dell’apparato digerente (nonché dell’intero organismo) e favorirne la motilità.
Qual è il trattamento della dispepsia?
La cura della dispepsia è in realtà il trattamento della patologia responsabile dei sintomi; di conseguenza, varia in base alla causa della dispepsia. A seconda dei casi possono dunque essere raccomandati, per esempio, farmaci che neutralizzano o riducono la produzione di acidi a livello gastrico, utilizzati in presenza di reflusso gastroesofageo e, se necessario, anche in presenza di ulcere peptiche; oppure può essere necessario un trattamento con antibiotico per eliminare un’eventuale infezione da Helicobacter pylori. Queste strategie possono essere raccomandate anche in presenza di dispepsia funzionale, compreso il trattamento dell’infezione da Helicobacter pylori, perché gli studi clinici hanno dimostrato che, anche in assenza di lesioni visibili, in una percentuale significativa di pazienti il trattamento dell’infezione aiuta a mitigare i sintomi (oltre a ridurre il rischio di complicanze).
In caso di dispepsia funzionale possono essere raccomandati, a seconda dei casi, anche farmaci che stimolano la motilità gastrointestinale (procinetici). È comunque importante evidenziare che questa condizione è spesso cronica, e individuare la terapia più efficace per ogni persona può richiedere tempo.
Il trattamento della dispepsia è in realtà il trattamento della condizione alla base dei sintomi della cattiva digestione, con strategie differenti a seconda delle cause sottostanti.
- Cleveland Clinic, Functional Dyspepsia, https://my.clevelandclinic.org/health/diseases/22248-functional-dyspepsia
- Cleveland Clinic, Indigestion (Dyspepsia), https://my.clevelandclinic.org/health/symptoms/7316-indigestion-dyspepsia
- Francis P, Zavala SR. Functional Dyspepsia. StatPearls (2024) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK554563/
Redazione Kormed
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