Stomatite aftosa

La stomatite aftosa è caratterizzata dalla formazione di ulcere in bocca, le afte: scopri cosa sono, perché si presentano e i possibili rimedi
Redazione Kormed

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Redazione scientifica
Articolo revisionato dalla nostra redazione scientifica
12 Febbraio 2026

    La stomatite aftosa è un’infiammazione della mucosa del cavo orale caratterizzata dalla formazione di piccole ulcere dette afte, che si possono presentare sulla mucosa, sulla lingua o sulle gengive. Si tratta di una condizione comune, dalle cause non del tutto chiare e che può essere piuttosto dolorosa. Però non è contagiosa né, nella stragrande maggioranza dei casi, indice di una condizione grave; inoltre può risolversi spontaneamente nell’arco di una o due settimane.

    Più  precisamente, in medicina di parla di stomatite aftosa ricorrente, che rappresenta la forma più comune di stomatite, cioè appunto di infiammazione della mucosa orale (in medicina, infatti, in genere i termini con suffisso -ite indicano una condizione infiammatoria).

    Quali sono le cause della stomatite aftosa?

    Le ragioni per cui si formano le afte in bocca non sono del tutto note. In linea di massima, si ritiene che le cause siano multifattoriali e legate sia a una predisposizione genetica (la stomatite aftosa è più frequente in persone che hanno parenti che ne soffrono) sia a fattori ambientali, e coinvolgano una reazione del sistema immunitario che porta alla formazione di queste piccole e dolorose ulcere. Tra i fattori che sembrano predisporre alla stomatite aftosa ricorrente vi sono:

    • piccoli traumi locali della bocca;
    • carenze nutrizionali di micronutrienti quali ferro, zinco, vitamina B12 e acido folico (vitamina B9);
    • cambiamenti ormonali legati alle mestruazioni o alla gravidanza;
    • in alcuni casi, malattie sistemiche quali infezione da HIV/AIDS, malattia di Behçet (una rara malattia autoimmune caratterizzata dall’infiammazione dei vasi sanguigni, e per la quale la stomatite aftosa ricorrente rappresenta proprio un elemento diagnostico) e malattie infiammatorie intestinali (malattia di Crohn e colite ulcerosa).

    Sembra, inoltre, che alcuni fattori possano agire come trigger o fattori scatenanti per la formazione delle afte; tra questi vi sono lo stress e il consumo di alcuni alimenti e bevande, per esempio quelli molto acidi o speziati, la caffeina, il formaggio, le uova e frutta a guscio come noci e mandorle.

     

    Quali sono i sintomi della stomatite aftosa?

    La stomatite aftosa è caratterizzata dalla formazione di piccole ulcere, dette afte, nella bocca. Le afte sono di solito di forma ovale o tondeggiante, con un bordo arrossato e un centro bianco o giallastro. Possono formarsi in varie aree della bocca: sulla mucosa di guance e palato, sulla lingua, sulle gengive.

    Le afte possono inoltre essere piuttosto dolorose e più o meno profonde ed estese. È anche in base alla dimensione, alla gravità e ad altre caratteristiche delle afte che si possono distinguere tre tipi di stomatite aftosa.

    Tipi di stomatite aftosa distinti in base al tipo di afte

    • Stomatite aftosa minore. È la forma di gran lunga più comune ed è caratterizzata dalla presenza di afte piccole e superficiali che, una volta guarite, non lasciano alcuna cicatrice.
    • Stomatite aftosa maggiore. È una forma molto meno frequente caratterizzata dalla presenza di afte grandi (oltre un centimetro di diametro) e profonde, che impiegano più tempo a guarire e possono lasciare cicatrici.
    • Stomatite aftosa erpetiforme. È una forma rara caratterizzata dalla formazione di numerose piccole afte che possono confluire formando un’ulcera irregolare e che possono essere molto dolorose. Questa forma di stomatite aftosa non deve essere confusa con la stomatite erpetica, dovuta all’infezione da parte dell’Herpes simplex virus (responsabile dell’herpes labiale) e che, a differenza di questa e delle altre forme di stomatite aftosa, rappresenta una condizione molto contagiosa.

    Per quanto possano essere estremamente fastidiose e anche dolorose, e rendere difficile mangiare o parlare, le afte non sono lesioni pericolose e possono risolversi spontaneamente. Di solito, le più piccole guariscono nell’arco di 1-2 settimane, mentre le più grandi possono richiedere più tempo.

    Le afte possono ripresentarsi con una certa regolarità, diversa da una persona all’altra: le recidive possono verificarsi poche volte l’anno, o tutti i mesi, o presentarsi in modo continuativo (cioè alla guarigione di un’afta se ne forma subito un’altra).

    Le afte possono essere fastidiose e dolorose, ma nella maggior parte dei casi sono di dimensioni limitate e si risolvono nell’arco di un paio di settimane.

    stomatite aftosa

    Come si arriva alla diagnosi di stomatite aftosa?

    La stomatite aftosa è diagnosticata sulla base dell’esame clinico, cioè sull’osservazione da parte del/la medico/a delle afte presenti nella bocca. Sebbene questa condizione non sia pericolosa, la diagnosi può essere importante per evidenziare eventuali patologie che possono aver predisposto la persona alla formazione di afte: in presenza dunque di specifici fattori di rischio e di altri sintomi, il/la medico/a può raccomandare esami di approfondimento per evidenziare condizioni come l’infezione da HIV, malattie infiammatorie intestinali o malattia di Behçet. Inoltre, poiché le afte possono essere associate e in parte legate a carenze nutrizionali, il/la medico/a raccomanda di solito esami del sangue per indagare i livelli di specifici micronutrienti.

    Sebbene nella maggior parte dei casi le afte non siano legate a patologie gravi, è sempre bene rivolgersi al/la medico/a soprattutto in presenza di altri sintomi e fattori di rischio.

     

    Come si previene la stomatite aftosa?

    Non essendo note le specifiche cause, non ci sono strategie di prevenzione mirate per la stomatite aftosa. In linea di massima, per le persone con stomatite aftosa ricorrente che conoscono i propri specifici trigger (come il consumo di determinati alimenti) può essere utile evitarli per limitare il rischio di formazione di afte. È anche sconsigliato l’uso di dentifrici contenenti lauril solfato di sodio, un detergente usato per la sua capacità di produrre schiuma ma molto aggressivo per la mucosa orale.

    Inoltre, è sempre buona norma assicurarsi una corretta igiene orale, sottoporsi a regolari controlli odontoiatrici e seguire un’alimentazione equilibrata che assicuri tutti i macro- e micronutrienti necessari per l’organismo.

    Qual è il trattamento della stomatite aftosa?

    Le afte si risolvono di norma in modo spontaneo: non c’è un trattamento specifico per curarle, ma alcune terapie possono essere utili per alleviarne i sintomi dolorosi. A questo scopo sono di norma raccomandati specifici spray, collutori o soluzioni a uso topico, da applicare direttamente sull’afta. Nei casi più gravi, per esempio in presenza di stomatite aftosa maggiore, il/la medico/a può anche raccomandare antinfiammatori a uso sistemico.

    In presenza di afte può inoltre essere utile evitare tutto ciò che può aggravare i sintomi dolorosi, per esempio scegliendo uno spazzolino a setole morbide, consumando bevande fresche ed evitando invece alimenti e bevande speziate, acide, molto salate o calde che peggiorano il bruciore. È anche sconsigliato l’uso di dentifrici contenenti lauril solfato di sodio, un detergente molto aggressivo per la mucosa della bocca. 

    Infine, se nell’ambito della diagnosi venisse accertata una carenza nutrizionale, il/la medico/a raccomanderà gli adeguati integratori da assumere per risolverla.

    La durata della stomatite aftosa può variare, soprattutto a seconda della gravità e profondità delle afte. Le più piccole si risolvono di norma nell’arco di una o due settimane, mentre per le più grandi e profonde possono essere necessari anche un paio di mesi. È importante ricordare che la stomatite aftosa segue di norma andamenti ricorrenti e ciclici, per cui può ripresentarsi nel tempo.

    Le afte si possono risolvere spontaneamente, con tempi diversi a seconda della gravità: alcuni trattamenti topici possono però nel frattempo mitigare i sintomi dolorosi che causano.

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