Disturbo ossessivo compulsivo

Cos’è il disturbo ossessivo-compulsivo? Da cosa nasce e quali sono i sintomi? Scopri le cause e i trattamenti per la cura di questo complesso disturbo psichiatrico
Redazione Kormed

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Redazione scientifica
Articolo revisionato dalla nostra redazione scientifica
12 Febbraio 2026

    Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è una condizione psichiatrica caratterizzata dalla presenza di pensieri detti intrusivi o, appunto, ossessivi, che si presentano in modo ripetuto e indesiderato. Tali pensieri portano a mettere in atto quella che rappresenta la seconda caratteristica del disturbo, le azioni compulsive e ripetute, usate per abbassare l’ansia (link disturbi d’ansia) causata dal pensiero intrusivo.

    È importante evidenziare da subito che il ciclo dei pensieri ossessivi e dei comportamenti compulsivi non è questione di abitudini o gusti personali: il disturbo ossessivo-compulsivo è una condizione psichiatrica a tutti gli effetti, oggi classificato dal Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM) tra i “Disturbi ossessivo compulsivi e correlati”, in cui rientrano anche condizioni quali, per esempio, il disturbo dismorfico corporeo o il disturbo da accumulo. Globalmente, il disturbo ossessivo-compulsivo porta così a un significativo stress nella vita quotidiana, compromettendo le attività e spesso determinando il consumo di molto tempo nelle azioni compulsive: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, in effetti, è tra le condizioni psichiatriche più disabilitanti.

    Come per altri disturbi, soprattutto psichiatrici, le cause del disturbo ossessivo-compulsivo sono complesse e non del tutto chiare. È noto però che si tratta di una condizione relativamente frequente, la cui diagnosi può risultare complicata, anche perché si può presentare insieme con altri disturbi psichiatrici. I trattamenti farmacologici e psicoterapeutici, pur non rappresentando una cura risolutiva, possono comunque aiutare la gestione, migliorando significativamente la qualità della vita dei pazienti. 

    Prima di approfondire gli aspetti più specifici del disturbo ossessivo-compulsivo, è bene evidenziare che deve essere distinto dal disturbo ossessivo-compulsivo di personalità che, nonostante la fortissima somiglianza nel nome, presenta differenze importanti e appartiene al gruppo dei disturbi di personalità (di cui fanno parte, per esempio, anche il disturbo paranoide, borderline e vari altri).

    Quali sono le cause del disturbo ossessivo-compulsivo?

    Le cause esatte del disturbo ossessivo-compulsivo non sono del tutto note. Questa patologia, come molte altre soprattutto di tipo psichiatrico, ha infatti un’eziologia complessa in cui entrano in gioco fattori sia biologici e psicologici sia ambientali

    Da una parte, infatti, alcuni studi hanno evidenziato una possibile predisposizione genetica per il disturbo ossessivo-compulsivo, che si presenta più di frequente in persone che hanno un parente che ne soffre a sua volta, sebbene non siano stati individuati con certezza geni associati a un maggior rischio di sviluppare la condizione. Altri studi, anche recenti, hanno iniziato a evidenziare come la condizione sia anche legata ad alterazioni dei circuiti cerebrali, in particolare relativi alla rete che collega le aree frontali del cervello (che, in termini generali, “prendono decisioni”) con strutture profonde che regolano abitudini, impulsi e ripetizioni. La maggior frequenza del disturbo ossessivo-compulsivo in persone con malattie che colpiscono queste stesse aree cerebrali (come la malattia di Parkinson o la sindrome di Tourette), supportano ulteriormente questa osservazione. Inoltre, la ricerca ha messo in luce come anche alterazioni dei livelli di alcuni neurotrasmettitori possano essere coinvolti nel disturbo ossessivo-compulsivo. È comunque importante evidenziare che, a oggi, non è del tutto chiaro se le alterazioni osservate siano causa o conseguenza del disturbo ossessivo-compulsivo.

    Dal punto di vista psicologico, alcuni tratti della personalità, come il perfezionismo o la scarsa tolleranza all’incertezza, sembrano poi rendere più probabile la presenza del disturbo.

    Ancora, ha un ruolo, seppur non del tutto chiaro, da considerare il contesto ambientale: è stato evidenziato infatti come le ossessioni o pensieri intrusivi cambino per esempio a seconda del contesto culturale o storico (è il caso delle ossessioni relative alle pandemie di HIV/AIDS negli anni Ottanta e poi di COVID-19 in anni più recenti).

    Infine, vale la pena riportare che alcuni bambini sviluppano in modo improvviso sintomi simili a quelli del disturbo ossessivo-compulsivo a seguito di infezioni. Si parla in questo caso di disturbi pediatrici neuropsichiatrici autoimmuni associati a infezioni da streptococco (Pediatric Autoimmune Neuropsychiatric Disorders Associated with Streptococcal Infections, PANDAS) e Sindrome pediatrica neuropsichiatrica a esordio acuto (Pediatric Acute-onset Neuropsychiatric Syndrome, PANS); il legame tra queste condizioni e il disturbo ossessivo-compulsivo è oggi oggetto di studio.

    disturbo ossessivo-compulsivo

    Il disturbo ossessivo-compulsivo può manifestarsi con vari tipi di pensieri intrusivi, che a loro volta portano ad attuare vari tipi di comportamenti compulsivi.

    Come si arriva alla diagnosi di disturbo ossessivo-compulsivo?

    La diagnosi di disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) può essere formulata da un/a psichiatra e si basa su un’attenta valutazione che tiene in considerazione criteri e aspetti specifici. Nell’ambito della diagnosi, il/la psichiatra si informa anche accuratamente della storia medica del paziente e ne esamina lo stato mentale, al fine di escludere altre condizioni che possono determinare sintomi simili ed evidenziare possibili fattori di rischio (per esempio la presenza di un parente con DOC).

    Oltre a stabilire la diagnosi, la valutazione medica permette di determinare la gravità del disturbo (in base per esempio al tempo occupato dai pensieri intrusivi e dai comportamenti ossessivi, dalla capacità di resistenza ai primi e vari altri aspetti).

    Come si previene il disturbo ossessivo-compulsivo?

    Non essendo del tutto note le cause, non ci sono strategie di prevenzione per il disturbo ossessivo-compulsivo. Una diagnosi precoce è tuttavia importante per iniziare in modo tempestivo una terapia corretta, aiutando il paziente a gestire i sintomi e a migliorare la propria qualità della vita: è dunque importante, nel caso si osservino in sé stessi o nei propri figli comportamenti che possono far sospettare un disturbo ossessivo-compulsivo, rivolgersi al/la proprio/a medico/a per valutare se necessario un consulto specialistico.

    Qual è il trattamento per il disturbo ossessivo-compulsivo?

    Purtroppo, come per altri disturbi psichiatrici e complessi, non abbiamo a oggi una cura risolutiva per il disturbo ossessivo-compulsivo. Un trattamento corretto, che deve essere personalizzato per ogni persona, può però aiutare in modo efficace a mitigare i sintomi e, di conseguenza, migliorare in modo significativo la qualità della vita. I trattamenti si raggruppano in due grandi categorie, spesso usate in modo sinergico: psicoterapia e terapia farmacologica.

    Psicoterapia per il disturbo ossessivo-compulsivo

    Esistono diverse strategie di psicoterapia impiegate per il trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo. Tra queste, una delle più note ed efficaci, che spesso è la scelta di prima linea, è rappresentata da quella detta terapia di esposizione e prevenzione della risposta (Exposure and Response Prevention, ERP), un tipo di terapia cognitivo-comportamentale che, molto in breve, consiste in un’esposizione graduale agli stimoli che determinano i pensieri compulsivi, evitando però la risposta comportamentale.

    Terapia farmacologica per il disturbo ossessivo-compulsivo

    I farmaci più usati per il trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) sono gli inibitori della ricaptazione della serotonina, una classe di farmaci usata anche per altri disturbi (tra cui in particolare la depressione) che agiscono aumentando i livelli disponibili del neurotrasmettitore serotonina. Esistono diversi tipi di inibitori della ricaptazione della serotonina: la scelta del più idoneo si basa su diversi fattori, che vanno dalla sua efficacia per il paziente ai possibili effetti collaterali e alle interazioni con eventuali altri farmaci assunti. In alcuni pazienti può essere utile un altro tipo di farmaco, la cloripramina, anch’essa usata per la terapia della depressione (si tratta più precisamente di un antidepressivo triciclico) ma che agisce con modalità differente.

    È comunque importante evidenziare che non tutte le persone con DOC rispondono a questi farmaci; inoltre, per chi risponde, la somministrazione deve continuare a lungo termine, perché il disturbo è cronico.

    Il trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo si basa sulla psicoterapia e sulla terapia farmacologica, eventualmente usate in combinazione.

     

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