Botulismo
Il botulismo è una patologia causata dalle tossine di batteri del genere Clostridium, il più noto dei quali è il Clostridium botulinum. Si tratta di una condizione rara ma molto grave, che interessa il sistema nervoso causando una paralisi muscolare detta flaccida (in opposizione alle paralisi spastiche, tipiche di condizioni quali per esempio la sclerosi multipla), perché i muscoli, invece di contrarsi e diventare rigidi, rimangono molli e senza tono.
Si distinguono quattro principali forme di botulismo:
- botulismo alimentare, che si verifica quando si ingeriscono alimenti contaminati;
- botulismo infantile, il nome dato al botulismo che interessa i bambini al di sotto dell’anno di età, quando ingeriscono latte o alimenti contaminati dai batteri del genere Clostridium;
- botulismo da ferita, quando il batterio penetra nell’organismo attraverso lesioni della cute;
- botulismo iatrogeno, il più raro, dovuto a dosaggi errati di tossina botulinica usata a fini medici o estetici.
Esistono anche altre possibili forme di botulismo, ma sono estremamente rare: è il caso per esempio di quello da inalazione, in cui le tossine vengono appunto inspirate. Il botulismo può quindi interessare persone di ogni età; non è una patologia contagiosa, ma può essere mortale se il trattamento non è molto tempestivo.
Quali sono le cause del botulismo?
Nonostante sia legato a un genere specifico di batteri, il botulismo non è una patologia infettiva in senso stretto. Infatti, non è l’infezione da parte dei batteri del genere Clostridium a causare il botulismo, sebbene in alcune forme questi possano effettivamente colonizzare l’organismo, bensì le tossine rilasciate da questi microrganismi. Più specificatamente, a oggi sono stati descritti sette tipi (o meglio sierotipi) principali di tossina botulinica, indicati con le lettere dalla A alla G. In linea generale, comunque, la tossina botulinica è considerata il veleno più potente per la nostra specie: agisce bloccando la comunicazione tra i nervi e i muscoli (si parla infatti di neurotossina), impedendo la contrazione di questi ultimi.
I batteri del genere Clostridium sono ubiquitari, cioè si trovano praticamente ovunque nell’ambiente (suolo, acque sia dolci sia marine, sedimenti, eccetera) e possono diffondersi agli alimenti. In particolare sono presenti sotto forma di spore, cioè cellule dormienti che il batterio produce quando le condizioni non sono favorevoli: questo consente loro di resistere per anni, germinando solo quando le condizioni ambientali sono di nuovo favorevoli e ricominciando così a riprodursi, formando di nuovo batteri in grado di produrre le tossine. Le condizioni ambientali che possono stimolare la germinazione delle spore di Clostridium sono l’assenza di ossigeno (questi batteri sono infatti anaerobi, cioè non possono vivere e moltiplicarsi in presenza di ossigeno), la presenza di un ambiente non troppo acido e con umidità (acqua) sufficiente, la presenza di proteine.
Dal punto di vista pratico, quindi, il botulismo si presenta:
- nel caso del botulismo alimentare, con il consumo di alimenti contaminati, quando non sono state rispettate le norme igienico-sanitarie, e soprattutto con conserve e alimenti chiusi ermeticamente (che forniscono ai batteri l’ambiente anaerobico di cui hanno bisogno per germinare);
- nel caso del botulismo da ferita, quando le spore penetrano da una lesione nella cute, anche attraverso l’uso di siringhe infette;
- nel caso del botulismo infantile, con la colonizzazione da parte del batterio (e la produzione di neurotossine) dell’intestino dei bambini di età inferiore all’anno (una percentuale significativa di casi è associata al consumo di miele, come veicolo delle spore di Clostridium);
- nel caso del botulismo iatrogeno, quando la neurotossina botulinica, usata per scopi medici o estetici, è somministrata in dosi troppo alte o è iniettata in modo scorretto, determinandone la diffusione oltre la zona prevista.
Il botulismo non è causato dall’infezione dei batteri in senso stretto, ma dalle neurotossine che producono.
Quali sono i sintomi del botulismo?
I sintomi del botulismo possono variare, anche per gravità e tempi d’insorgenza, a seconda della forma specifica di botulismo e della dose di neurotossina nell’organismo. Per esempio, nel caso del botulismo alimentare, i sintomi si manifestano di norma tra le 12 e le 72 ore dall’ingestione dell’alimento contaminato (ma possono anche presentarsi in tempi molto più rapidi, oppure in alcuni casi perfino fino a otto giorni dopo), mentre il tempo di manifestazione del botulismo da ferita e infantile è molto più variabile e legato a fattori quali la velocità con cui i batteri producono la neurotossina, il sierotipo della tossina stessa, o ancora le condizioni immunologiche della persona; tende comunque a essere più lungo, perché i batteri nell’organismo devono avere il tempo di proliferare e iniziare a produrre la tossina botulinica. Anche la durata dei sintomi varia in base a diversi fattori, quali la quantità di tossina presente e la velocità con cui viene eliminata.
In linea di massima, comunque, i sintomi del botulismo comprendono:
- dilatazione delle pupille;
- palpebre cadenti;
- bocca secca;
- visione doppia o annebbiata;
- dolore o fastidio addominale, nausea/vomito (soprattutto nelle forme alimentari, possono rappresentare i primi sintomi);
- difficoltà a parlare e deglutire;
- difficoltà respiratorie;
- spesso ritenzione urinaria.
Nelle forme di botulismo infantile, inoltre, si possono osservare difficoltà della suzione del latte e alterazioni del pianto.
Al peggiorare della condizione, si inizia anche a manifestare la paralisi, che inizia dai muscoli di testa e collo per progredire verso quelli inferiori: si parla infatti di paralisi discendente. Inoltre, la paralisi del botulismo è flaccida (i muscoli appaiono privi di tono) e simmetrica, cioè interessa entrambi i lati del corpo. Proprio la paralisi rappresenta la complicanza più grave del botulismo, perché può arrivare a coinvolgere i muscoli necessari per la respirazione, diventando quindi mortale in assenza di trattamento tempestivo.
La paralisi causata dal botulismo è discendente: progredisce dai muscoli della parte superiore dell’organismo a quelli della parte inferiore.
Come si arriva alla diagnosi di botulismo?
La diagnosi di botulismo deve essere quanto più rapida possibile, per evitare che la paralisi arrivi a coinvolgere l’apparato respiratorio. Per questa ragione, di solito è inizialmente clinica, basata sui sintomi riferiti dal paziente, sulla valutazione dei fattori di rischio (in particolare raccogliendo informazioni su, per esempio, il consumo di alimenti conservati, soprattutto se preparati in casa, o su iniezioni recenti) e su un esame clinico e neurologico.
I test di laboratorio servono quindi a confermare la diagnosi: rappresentano però, come accennato, un secondo momento del processo diagnostico, perché possono richiedere alcuni giorni, mentre il trattamento deve iniziare in modo molto più tempestivo. Si basano sulla valutazione della presenza della tossina botulinica (utile soprattutto nelle fasi precoci) su campioni di feci, di contenuto gastrico o di alimenti sospetti, o sulla coltura del batterio (per la conferma della diagnosi) da vari campioni biologici.
Come si previene il botulismo?
La prevenzione del botulismo si basa su diverse strategie, differenti in base alla forma specifica di botulismo.
Strategie di prevenzione del botulismo in base al tipo
- Botulismo alimentare. La prevenzione consiste nell’applicazione delle adeguate misure igienico-sanitarie di preparazione e conservazione degli alimenti, in particolare per quanto riguarda la sterilizzazione a pressione per eliminare le spore e la bollitura degli alimenti prima del consumo; per i prodotti vegetali in conserva, inoltre, si raccomanda il controllo dell’acidità. Sono inoltre fondamentali l’adeguata refrigerazione degli alimenti e il rispetto della catena del freddo. Infine, si raccomanda di non consumare alimenti in scatola o vasetti con rigonfiamenti, odori o aspetto alterati. In questo contesto vale anche la pena ricordare che gli alimenti a rischio per il botulismo sono quelli conservati, non quelli freschi, in particolare le conserve (o semi tali), soprattutto se non acide o se non hanno subito processi di acidificazione o fermentazione (per esempio olive in salamoia, conserve di carne/pesce eccetera); in linea generale, inoltre, il rischio è maggiore per gli alimenti prodotti in casa rispetto a quelli industriali, per i quali la produzione è più controllata.
- Botulismo infantile. La prevenzione si basa sulla cura dell’igiene alimentare generale, con preparazione sicura del latte e delle pappe. Inoltre, è sconsigliata la somministrazione del miele, che può contenere Clostridium botulinum, prima dell’anno di età.
- Botulismo da ferita. La prevenzione consiste nella corretta e tempestiva pulizia delle ferite, che devono essere accuratamente disinfettate; interventi chirurgici, iniezioni o tatuaggi devono essere eseguiti con strumenti sterili.
- Botulismo iatrogeno. In caso di procedure che prevedono l’uso di tossina botulinica, è fondamentale assicurarsi che il personale sia qualificato; particolare attenzione va data a dosaggio e modalità di somministrazione.
Qual è il trattamento del botulismo?
La tempestività è un elemento fondamentale del trattamento del botulismo, perché può evitare le complicanze più gravi, in particolare la paralisi dei muscoli respiratori. Di base, la cura consiste in due strategie:
- quella d’emergenza, che prevede il supporto alla respirazione con ossigeno e ventilazione meccanica se necessari, nonché la stabilizzazione dei parametri vitali e il supporto delle altre funzioni (per esempio con idratazione, alimentazione via sondino o parenterale in caso di disfagia, decontaminazione intestinale con carbone attivo eccetera);
- somministrazione dell’antitossina botulinica, per fermare la progressione della patologia.
Quest’ultima è rappresentata da un anticorpo che si lega in modo specifico alla neurotossina botulinica circolante nel sangue, neutralizzandola e impedendole di raggiungere le cellule nervose. È importante evidenziare che, dato il suo meccanismo d’azione, l’antitossina non può invertire la paralisi già instaurata (perché dentro al nervo la tossina non è più raggiungibile), e per la quale si deve dunque attendere la ripresa naturale: infatti la tossina botulinica non distrugge i nervi, ma blocca temporaneamente il rilascio di alcuni neurotrasmettitori. La ripresa può richiedere tempo, anche mesi, a seconda della gravità e della quantità di tossina presente.
Il meccanismo d’azione dell’antitossina spiega anche perché è importante che la sua somministrazione sia tempestiva, e avvenga prima della conferma della diagnosi degli esami di laboratorio: prima viene somministrata, infatti, minore sarà la quantità di tossina botulinica che riesce a penetrare nei nervi.
Sebbene il botulismo rappresenti una condizione pericolosa e possa essere letale, il trattamento, soprattutto se rapido, consente nella stragrande maggioranza dei casi la piena ripresa.
È essenziale che l’antitossina botulinica sia somministrata in modo tempestivo, per limitare la dose di tossina che riesce a penetrare nelle cellule nervose.
- Cleveland Clinic, Botulism, https://my.clevelandclinic.org/health/diseases/17828-botulism
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Redazione Kormed
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