I disturbi del linguaggio negli adulti: una panoramica

2025-09-16
I disturbi del linguaggio negli adulti: una panoramica

Afasia, disartria, disfonia. E ancora disturbi della voce e disturbi fonici, ma anche disturbi misti. Sono davvero molti i disturbi del linguaggio che possono interessare gli adulti: alcuni si manifestano in seguito a cause specifiche, come un ictus, altri possono presentarsi nell’infanzia e persistere fino all’età adulta. 

La classificazione dei disturbi del linguaggio per gli adulti non è banale, e si basa su sistemi clinici usati nell’ambito della neurologia e della logopedia. In questo articolo, cerchiamo di fare una panoramica sulle loro caratteristiche essenziali e i trattamenti disponibili.

Si può guarire da un disturbo del linguaggio in età adulta?

La difficoltà a esprimere le proprie emozioni o ciò di cui si ha bisogno, e/o quella a capire ciò che le persone intorno dicono possono rendere i disturbi del linguaggio terribilmente frustranti. Non può stupire che infatti si possano accompagnare anche a disturbi mentali come la depressione, anche quando ci si convive fin dall’infanzia. E per queste condizioni non c’è una cura: anzi, spesso non si può propriamente guarire. Però esistono diversi percorsi e strategie che consentono di mantenere, o riacquistare, un buon livello di comunicazione nonostante qualche deficit permanente.

Disturbi del linguaggio negli adulti: i trattamenti disponibili

In linea generale, l’approccio del trattamento è multidisciplinare e, ovviamente, dipende dal tipo di disturbo specifico e dalle sue cause. Al centro, però, vi è la logopedia, che essenzialmente mira a recuperare o potenziare le abilità linguistiche, sviluppare strategie compensative per la comunicazione, e migliorare articolazione, prosodia (quell’insieme di ritmo, intonazione, accento eccetera che caratterizza il parlato) e comprensione, a seconda delle necessità. Le tecniche, specifiche e mirate, cambiano ovviamente a seconda del problema, così come la prognosi. Per esempio, nei disturbi acquisiti e lievi, un intervento precoce e tempestivo può portare anche un recupero completo del linguaggio; in altri casi (per esempio se il disturbo è grave, o se dipende da una malattia progressiva eccetera), il recupero è di solito parziale e può richiedere strategie di compensazione. Sotto quest’aspetto, vale la pena osservare che la tecnologia può essere di enorme aiuto: app, tablet, software e programmi, ma anche strumenti più “semplici” (come tabelle con lettere e simboli) sono ormai entrati a pieno titolo nel trattamento dei disturbi del linguaggio, anche in modo combinato. Globalmente, questi strumenti rientrano nella Comunicazione Aumentativa e Alternativa (anche indicata con la sigla CAA/AAC, Augmentative and Alternative Communication), che trovano largo impiego non solo nel trattamento dei disturbi del linguaggio, sia nell’infanzia sia nell’età adulta, ma anche per chiunque abbia problemi di comunicazione, per esempio a causa di interventi chirurgici alla laringe, o perché in ventilazione meccanica e così via.

D’altronde, la ricerca scientifica – unita anche alle tecnologie digitali – sta mostrando che il linguaggio non è una facoltà isolata, ma un intreccio tra cervello, corpo e relazioni sociali: quando si altera, l’obiettivo non è soltanto “recuperare la parola”, ma ricostruire un modo di capire e farsi capire.

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