Attacchi di panico

Cosa sono gli attacchi di panico e quali sintomi causano? Come gestirli? Scopri come si manifestano gli attacchi di panico e in cosa consiste la diagnosi
Redazione Kormed

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Redazione scientifica
Articolo revisionato dalla nostra redazione scientifica
10 Settembre 2025

    Gli attacchi di panico sono episodi improvvisi e intensi di disagio, ansia o paura accompagnati da sintomi fisici, che si presentano in assenza di un pericolo reale. Sebbene non siano di per sé pericolosi per la salute, rappresentano la principale manifestazione del disturbo da panico, un tipo di disturbo d’ansia caratterizzato appunto dalla ripetuta comparsa di attacchi di panico, e si possono presentare anche nell’ambito di varie altre patologie psichiatriche. Tra queste vi sono per esempio i disturbi d’ansia e dell’umore (come la depressione), il disturbo da uso di sostanze e le fobie. Inoltre, possono determinare un significativo impatto negativo sulla qualità della vita di chi ne soffre.

    Gli attacchi di panico sono piuttosto comuni ma, se rappresentano episodi isolati, non hanno di norma bisogno di alcun trattamento e non sono considerati una malattia. È però fondamentale riconoscere eventuali patologie che causano gli attacchi di panico, così da individuare il trattamento più idoneo.

    attacchi di panico

    Quali sono le cause degli attacchi di panico?

    Gli attacchi di panico non si presentano in risposta a minacce o pericoli concreti e si manifestano in modo improvviso e spesso inatteso. Questa rappresenta la principale differenza rispetto agli attacchi d’ansia, che di norma si sviluppano in modo più graduale e in un certo senso atteso, con alcuni segnali anticipatori, in risposta a specifici trigger (stimoli che li scatenano).

    Di per sé, gli attacchi di panico non rappresentano una patologia, ma possono essere la manifestazione di disturbi psichiatrici, in primis il disturbo da panico, e rientrare nel quadro clinico di condizioni quali per esempio:

    È da precisare, inoltre, che queste stesse patologie psichiatriche possono rappresentare una comorbilità del disturbo da panico, cioè siano condizioni coesistenti.

    In linea di massima, la causa esatta di ciascuna di queste condizioni non è nota: i disturbi psichiatrici sono spesso dovuti a un insieme di fattori genetici e ambientali, e per ciascuno di essi sono stati riconosciuti alcuni specifici fattori di rischio. Nel caso particolare del disturbo da panico, numerosi studi hanno evidenziato un legame tra esperienze infantili negative e la comparsa del disturbo in età adulta. Le ricerche suggeriscono che anche il funzionamento dei circuiti neurali possa avere un ruolo determinante: alcune aree cerebrali risulterebbero infatti iperattive nelle persone con il disturbo, rendendole più vulnerabili alla manifestazione dei sintomi. Come per altri disturbi mentali, comunque, anche la genetica sembra avere un ruolo: il disturbo da panico è infatti più comune nelle persone che hanno parenti che ne soffrono.

    Anche alcune condizioni fisiche possono presentarsi come comorbilità del disturbo da panico: tra queste, BPCO, asma, sindrome dell’intestino irritabile, ipertensione. Inoltre, altre patologie, in particolare iper- e ipotiroidismo e disfunzioni vestibolari, possono contribuire a innescare o peggiorare gli attacchi di panico.

    Quali sono i sintomi degli attacchi di panico?

    Gli attacchi di panico sono definiti come l’improvvisa comparsa di paura o disagio intensi che raggiungono un picco nell’arco di pochi minuti. Hanno dunque un’insorgenza improvvisa, senza segnali anticipatori, e scompaiono in breve tempo. Alla paura si possono accompagnare altri sintomi psicologici, come la sensazione di soffocamento, quella di irrealtà o depersonalizzazione (cioè il sentirsi staccati da sé stessi), il timore di morire e quello di perdere il controllo. Inoltre, gli attacchi di panico si manifestano anche con sintomi fisici, che possono comprendere per esempio:

    • dolore al petto;
    • battito cardiaco accelerato;
    • difficoltà a respirare;
    • tremore;
    • nausea e/o dolore addominale;
    • sudorazione aumentata;
    • svenimento;
    • parestesie (sensazioni di intorpidimento o formicolio, per esempio alle dita).

    Gli attacchi di panico durano di solito dai cinque ai 20 minuti, ma possono durare più a lungo. Sono momenti estremamente spiacevoli e che possono spaventare molto chi li vive, pur non essendo di per sé pericolosi dal punto di vista sanitario. 

    Nel disturbo da panico, gli attacchi possono presentarsi anche più volte al giorno o, al contrario, essere più sporadici e presentarsi solo poche volte l’anno. Il disturbo si manifesta di solito nell’adolescenza o nella prima infanzia, mentre è raro prima dei 14 anni circa.

    Gli attacchi di panico non hanno segnali anticipatori ma si manifestano in modo improvviso.

    attacchi di panico

    Come si arriva alla diagnosi di attacchi di panico?

    L’attacco di panico, se isolato, non rappresenta una condizione medica per la quale è necessaria una diagnosi. Sono invece vere e proprie patologie i disturbi che possono portare ad attacchi di panico più frequenti. Tra queste, il principale è il disturbo da panico, caratterizzato proprio dalla ricorrenza, più o meno frequente, di attacchi di panico che si manifestano senza alcun preavviso. Inoltre, nella diagnosi del disturbo da panico va tenuto in considerazione anche il timore persistente, per un mese o più, che l’attacco si possa ripresentare.

    Anche se gli attacchi di panico non sono di per sé pericolosi, è sempre importante rivolgersi al/la medico/a se si presentano. Infatti, riconoscere un eventuale disturbo psichiatrico che li causa permette di identificare un trattamento che possa mitigarli, migliorando la qualità della vita; inoltre, la valutazione medica permette di distinguere un attacco di panico da eventuali altre condizioni che possono dare sintomi simili (per esempio problemi respiratori, cardiaci o della tiroide).

    Per una corretta diagnosi di queste condizioni è essenziale la raccolta dei sintomi (prestando attenzione alle circostanze in cui si è presentato l’attacco di panico e quanto è durato) e della storia medica del paziente; in base a queste, il/la medico/a può indicare diversi tipi di esami per escludere condizioni patologiche che causano sintomi simili. Il disturbo da panico non ha esami di laboratorio o di imaging che consentano la diagnosi: quest’ultima è basata sui criteri riportati all’inizio della sezione.

    La diagnosi del disturbo da panico si basa sui sintomi e sulla loro ricorrenza.

    Come si prevengono gli attacchi di panico?

    Non esiste una strategia per prevenire del tutto gli attacchi di panico. Per chi ha avuto una diagnosi di disturbo da panico o altri disturbi che possono causarli, comunque, seguire il corretto trattamento può ridurre il rischio che si presentino e imparare a identificare e gestire gli stimoli che possono scatenarli. In linea di massima, inoltre, caffeina, alcol e tabacco possono peggiorare gli attacchi di panico, quindi evitarli è consigliabile non solo per la salute fisica ma anche per quella psicologica. Invece, l’esercizio fisico può aiutare ad allentare la tensione e gestire lo stress, con benefici anche per chi soffre di disturbo da panico.

    Qual è il trattamento degli attacchi di panico?

    Gli attacchi di panico possono presentarsi in ogni persona ma, se isolati, non hanno di norma bisogno di alcun trattamento. Quest’ultimo è invece necessario in presenza di condizioni psichiatriche che causano gli attacchi di panico.

    Il disturbo da panico, nello specifico, è trattato con interventi psicologici e/o farmacologici.

     

    Possibili trattamenti del disturbo da panico

    • Interventi psicologici. La terapia cognitivo-comportamentale rappresenta l’opzione più diffusa ed efficace. Nei pazienti con disturbo da panico associato ad altre condizioni, come disturbi d’ansia o dell’umore, alcuni elementi del percorso terapeutico possono contribuire anche al miglioramento di queste patologie concomitanti.
    • Terapia farmacologica. I farmaci di riferimento per il disturbo da panico sono rappresentati dagli antidepressivi e dalle benzodiazepine. Queste ultime possono aiutare a ridurre la paura e i sintomi fisici degli attacchi di panico, e sono particolarmente utili all’inizio del trattamento, in attesa che gli antidepressivi (che agiscono più lentamente) facciano effetto. Tuttavia, hanno la capacità di indurre dipendenza e tolleranza: pertanto, nel caso sia presente anche un disturbo da uso di sostanze, possono essere raccomandate altre opzioni.

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