Cosa significa mangiare “bene”? Parola all’esperta di Kormed

2024-07-24
Cosa significa mangiare “bene”? Parola all’esperta di Kormed

Con l’estate alle porte, il tema di un’alimentazione sana ed equilibrata diventa sempre più rilevante. Le alte temperature e le giornate più lunghe influenzano le nostre abitudini quotidiane, rendendo fondamentale prestare attenzione alla dieta per mantenere il benessere e la salute. Durante questo periodo, infatti, è facile cedere a comportamenti alimentari meno salutari. Inoltre, spesso si fatica a capire cosa significhi realmente mangiare “bene”, a causa di falsi miti e luoghi comuni, tra diete eccessivamente rigide e rimedi della nonna poco efficaci.

Fortunatamente all’interno del gruppo Kormed, da sempre in prima linea per la cura della Persona, vi sono numerosi specialisti che si dedicano quotidianamente al benessere psicofisico e alimentare. Tra questi vi è la Dott.ssa Elisa Salvi, dietista specializzata in disturbi della nutrizione e counseling nutrizionale presso la struttura Leonardo da Vinci di Firenze, che ci ha parlato dell’importanza di affidarsi a figure competenti per affrontare un tema così delicato come l’alimentazione, specialmente alle porte del periodo più caldo dell’anno.

La Dott.ssa Salvi, che ringraziamo per il prezioso apporto, ci ha inoltre spiegato come un’alimentazione corretta non sia solo una questione di diete e restrizioni, ma un percorso di equilibrio e conoscenza, sostenibile solo attraverso un percorso duraturo e al giusto supporto professionale. Grazie alla sua esperienza e ai consigli pratici che ci ha fornito, potrete affrontare l’estate con maggiore consapevolezza delle scelte alimentari, contribuendo a migliorare il vostro benessere complessivo.

Il primo aspetto affrontato è quello inerente all’inizio del percorso di nutrizione, uno step che spesso genera erroneamente preoccupazione e pregiudizio:

“Solitamente, per chi desidera perdere peso, il primo contatto dura circa un’ora e mira a comprendere la situazione globale della persona, oltre che a identificare le ragioni che l’hanno condotta a cercare un aiuto professionale. Segue quindi un’analisi delle sue condizioni mediche, eventuali precedenti interventi e la storia clinica complessiva, per comprendere pienamente il suo background. In particolare, si indaga su cosa mangia e su come gestisca il rapporto con il cibo. Questo processo è cruciale per stabilire un’alleanza terapeutica efficace tra il dietista e il paziente. Nel mio caso, poi, chiedo alla persona di tenere un diario alimentare aggiornato, utile a identificare le sue difficoltà alimentari. La prima visita di follow-up è programmata dopo circa una settimana, durante la quale si esamina insieme il diario alimentare per aumentare la sua consapevolezza riguardo ai suoi problemi alimentari. Il successivo appuntamento è quindi fissato circa un mese dopo il primo, con obiettivi specifici da raggiungere insieme”.

Molto spesso, quando si affronta il complicato tema della dieta, si diffondono luoghi comuni che creano una visione distorta nel paziente. Seconda la Dott.ssa Salvi è invece possibile svolgere un lavoro efficace senza ricorrere a restrizioni eccessive, purché si dedichi il giusto tempo a ricercare un equilibrio, in stretta sintonia con lo specialista:

“È sempre più evidente che alcune fonti di informazione, come il web, possano essere rischiose, e influenzare negativamente il pensiero dei pazienti. Personalmente, suggerisco di imparare a nutrirsi correttamente, partendo dal proprio stile di vita. Per questo motivo, non prediligo l’assegnazione di diete precompilate, ma preferisco fornire strumenti che possano essere utilizzati per migliorare il benessere a lungo termine. Ritengo che il valore aggiunto di un professionista sia quello di aiutare la persona a comprendere e seguire un percorso personalizzato. Pertanto, è essenziale imparare a selezionare gli alimenti, stabilire orari appropriati e ottimizzare la quotidianità, tenendo conto delle caratteristiche e delle risorse individuali a disposizione.”

Un tema molto dibattuto è senza dubbio quello della correlazione tra una cattiva alimentazione e una errata gestione dello stress:

“Nella mia esperienza, affrontare questa problematica richiede un approccio attento e il giusto tempo, talvolta con il supporto di altri professionisti come psicologi e psicoterapeuti. Spesso si finisce infatti in un circolo vizioso legato alle nostre emozioni, che si intrecciano nel rapporto con il cibo. È quindi fondamentale analizzare i sentimenti che scatenano il desiderio di mangiare fuori pasto o in momenti di nervosismo, ansia e stress. È da qui che dobbiamo partire per individuare la radice del problema”.

Quando si parla di “mangiare bene”, soprattutto per coloro che devono seguire un regime dietetico per perdere peso, è importante capire che non si tratta solo di limitarsi, ma di intraprendere un percorso che richiede pazienza e interventi sul proprio stile di vita:

“Spesso si ha l’errata convinzione che per perdere peso basti seguire una dieta. Personalmente, credo invece che sia fondamentale trovare un equilibrio tra una corretta alimentazione e uno stile di vita attivo. Questo non implica necessariamente lunghe ore in palestra, ma piuttosto attività quotidiane come passeggiate, portare fuori il cane o svolgere commissioni a piedi. Tutte queste attività contribuiscono infatti ad attivare il nostro metabolismo, un aspetto chiave per essere in forma”.

Nel periodo estivo è sicuramente più complicato seguire una dieta, specialmente durante i momenti conviviali in compagnia. Tuttavia, è possibile fare scelte alimentari sane attraverso una gestione oculata, e seguendo i consigli dello specialista. Proprio come quelli forniti dalla Dott.ssa Salvi:

“In estate, una buona soluzione è sempre quella dell’insalata poco condita, ma arricchita con una proteina animale o vegetale, come pesce, pollo o legumi. È poi bene privilegiare il pane integrale, mentre quando si opta per un primo piatto, occorre preferire la pasta integrale per la sua maggiore quantità di fibre. Dico sempre di non demonizzare alcun alimento: è possibile mangiare tutto, purché si impari a gestire le porzioni e gli abbinamenti in modo equilibrato.”

Anche al ristorante, fonte di preoccupazione per molti, è possibile fare scelte sagge:

“Quando si cena al ristorante durante l’estate, è consigliabile fare attenzione ai condimenti e prediligere un secondo piatto rispetto a un primo più riccamente condito, accompagnato da pane e abbondanti contorni. Questo consente di avere un maggiore controllo su ciò che si mangia. Sono convinta che sia comunque possibile godere di una ampia varietà di cibi, purché si mantenga un approccio regolato.”

Un aspetto critico durante il periodo estivo, e spesso sottovalutato dai più “pigri”, è quello dell’idratazione:

“Nel periodo estivo, soprattutto quando fa molto caldo, è importante bere più di due litri di acqua al giorno, sebbene questa sia una stima approssimativa. È quindi utile introdurre liquidi anche attraverso frutta e verdura, mantenendo le porzioni sempre adeguate al controllo degli zuccheri. A coloro che trovano faticoso bere, consiglio di impreziosire l’acqua con limone o menta, o di ricorrere a tisane fredde. Non dimenticate di avere sempre con voi una borraccia per favorire un’adeguata idratazione quando non si ha facile accesso all’acqua.”

Riabilitazione, il terzo pilastro della salute

La riabilitazione costituisce il terzo pilastro del sistema sanitario, accanto alla prevenzione e alla cura, completando le attività volte a tutelare la salute dei cittadini. Questo processo è essenziale per portare una persona anziana o con disabilità a raggiungere il miglior livello di autonomia possibile sul piano fisico, funzionale, sociale, intellettivo e relazionale. Di fatto è possibile distinguere tra due principali attività di riabilitazione:

  • Attività di riabilitazione sanitaria: queste comprendono interventi valutativi, diagnostici, terapeutici e altre procedure finalizzate a superare, contenere o minimizzare la disabilità e le limitazioni nelle attività quotidiane come muoversi, camminare, parlare, vestirsi, mangiare, comunicare e lavorare.
  • Attività di riabilitazione psico-sociale: queste azioni e interventi mirano a garantire alla persona la massima partecipazione possibile alla vita sociale, contenendo la condizione di difficoltà o di condizione di disabilità.

Generalmente l’attività riabilitativa può essere erogata in diversi regimi:

  • Ricovero ordinario o diurno (day hospital)
  • Assistenza specialistica ambulatoriale
  • Assistenza territoriale domiciliare, ambulatoriale, semiresidenziale o residenziale

In particolare, la riabilitazione intensiva è indicata per chi necessita di un intervento mirato al recupero funzionale dopo un episodio acuto di malattia che ha compromesso improvvisamente la capacità funzionale della persona. Quella estensiva è adatta a chi ha bisogno di stabilizzare e consolidare nel tempo il recupero funzionale acquisito. La riabilitazione domiciliare, infine, è un’opportunità per proseguire gli esercizi di mantenimento senza la necessità di muoversi da casa per un trattamento in regime di ricovero o ambulatoriale.

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